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Unioni gay, il Sindaco Marino rilancia: “Non so come procederà il Prefetto. Io sono dalla parte dei cittadini”

Le tensioni politiche intanto restano invariate, ma da Forza Italia arriva un’apertura. Toti: “Discutiamo una legge nazionale”.



Il sindaco di Roma, Ignazio Marino foto©GazzettaRegionaleA margine della prima seduta consiliare della Città Metropolitana, il Sindaco Ignazio Marino torna sulle polemiche che lo hanno coinvolto dopo che nella giornata di sabato 18 ottobre, il primo cittadino romano aveva trascritto nel registro di Roma il matrimonio di 16 coppie omosessuali. “Io non stabilisco e celebro alcune nozze – tiene a precisare Marino – E non lo faccio perché la legge italiana non predispone alcuna legge in merito. Ciò che ho fatto invece è stata una mera trascrizione di atti di altri Stati dell’Unione Europea: questo perché almeno dal 2002 l’UE raccomanda il riconoscimento dei diritti dei cittadini all’interno dell’Unione. 


Il prefetto ribadisce: “Cancellare le trascrizioni”. Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha intanto preso atto della decisione del Sindaco e ribadisce che quegli atti debbano essere cancellati per “evitare irregolarità sul registro di stato civile”. “Non so se il Prefetto annullerà gli atti con un enorme timbro rosso per coprire tutto lo spazio in questi fogli - continua con una battuta Marino – sono dalla parte di quei cittadini che in altri Paesi hanno dichiarato il loro amore di fronte ad enti che non riconosciamo”. Sta di fatto che al momento qualora dovesse arrivare lo stop del Prefetto, il Sindaco ha già predisposto il ricorso nelle sedi italiane ed europee – si pensa ad un appello alla CEDU - mantenendo la ferma volontà di dare validità al proprio atto. 


Continua la discussione a livello nazionale. La soluzione potrebbe arrivare dal Parlamento nel quale, promette Renzi, nel 2015 inizierà una discussione su di una legge che garantisca i diritti alle coppie omosessuali. Un’opzione accolta anche dalla opposizione, con il consigliere politico di Silvio Berlusconi, Giovanni Toti che conferma: “Tutta questa confusione è nata perché la politica per troppo tempo si è girata dall’altra parte. Credo sia corretto iniziare un percorso per interrogarci su come è cambiata la famiglia valutando la possibilità di una legge nazionale che regoli i diritti di queste coppie”.