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Urbetevere vs Savio, continua il countdown: -4

Oggi, nel nostro speciale sulla gara di via della Pisana, analizziamo i moduli delle due squadre: 4-3-3 contro 4-4-2. Quali sono i punti deboli e i punti di forza di questi due sistemi di gioco?



Urbetevere – Savio, parte due. Mancano quattro giorni al big match di via della Pisana ed eccoci giunti al secondo appuntamento dello speciale che abbiamo dedicato a questa partita. Ieri abbiamo discusso su quanto sarà importante l’approccio, oggi invece parleremo di tattica e moduli. Come si schiereranno le due squadre? I gialloblu presumibilmente scenderanno in campo con un 4-3-3 mentre i blues si schiereranno con il 4-4-2. Due sistemi di gioco “classici”, ma non per questo facili da arginare. Il modulo adottato dal tecnico dell’Urbetevere, Gianluca Lillo, è sicuramente quello che ti assicura una maggior copertura degli spazi in campo e solitamente viene scelto per adottare un gioco offensivo; quello scelto dall’allenatore del Savio, Eros Guglielmo, è un modulo molto equilibrato che copre bene il campo soprattutto orizzontalmente e fa delle sovrapposizioni e dei movimenti in coppia un grande punto di forza.  

Image title4-3-3: pro e contro. Non vorremmo entrare troppo nello specifico, questi sono argomenti che richiedono tantissimo studio. E’ chiaro però che il 4-3-3 dell’Urbetevere garantisce molta densità al centro del campo e i tre centrocampisti difficilmente potranno essere messi in inferiorità numerica. Giocatore fondamentale in questo modulo è senza dubbio il vertice basso della mediana, ovvero colui che detterà i tempi di gioco. Il numero 4, inoltre, avrà il compito mantenere la squadra corta ed i reparti vicini, quindi solitamente vengono scelti calciatori in grado di garantire grande intensità per tutti i settanta minuti di gioco. Nella fase offensiva, inutile dirlo, i tre attaccanti sono un pericolo costante per le difese avversarie, soprattutto perché tengono impegnati tre o quattro giocatori rivali: anche in questo reparto c’è una pedina fondamentale, il centravanti. Il numero 9 dovrà far salire la squadra, tenere la sfera e suggerire triangolazioni sia con gli attaccanti esterni che con i centrocampisti che si inseriscono. Ma quali sono i punti deboli di questo modulo? Partiamo dal presupposto che un 4-3-3 studiato e interpretato alla perfezione è un modulo difficilissimo da affrontare: con questo schieramento nulla è lasciato al caso. Un sistema di gioco perfetto però richiede tanta, tantissima esercitazione e nel calcio giovanile questo fattore viene trascurato per mancanza di tempo. Ciò che probabilmente farà il Savio, quindi, è attaccare lateralmente il centrocampo gialloblu, sfruttando i tagli degli attaccanti sotto la difesa. Altro compito del centravanti di Guglielmo (presumibilmente Alfonsetti) sarà quello di “galleggiare” tra la difesa e la mediana avversaria con lo scopo di attirare a sé il centrale difensivo e favorire quindi l’inserimento dei compagni. E’ proprio per questo motivo che l’Urbetevere dovrà essere cortissima tra i reparti: più spazi lascerà, più i blues ne approfitteranno.  

Image title4-4-2: pro e contro. Come abbiamo detto all’inizio, questo è un modulo molto equilibrato dove contano parecchio i movimenti in coppia e le sovrapposizioni. Sono richiesti quindi terzini che non si limitino soltanto a difendere, ma anche ad attaccare, ad arrivare sul fondo e crossare per gli attaccanti. E’ richiesta quindi una grande intesa con il laterale che si ha davanti, a cui non dovranno mancare velocità e dribbling. Per quanto riguarda gli interni di centrocampo il discorso cambia. Generalmente vengono scelti due giocatori opposti: uno con caratteristiche di recupero, l’altro con ottime doti di costruzione di gioco. I due attaccanti, infine, dovranno dialogare molto tra loro: magari un giocatore si sistemerà al centro dell’attacco per poter sfruttare la potenza fisica, l’altro agirà una decida di metri più indietro per puntare, dribblare, scambiare con la punta o concludere da fuori. Cosa farà quindi l’Urbetevere per contrastare questo modulo? Allora, innanzitutto mister Lillo, con il suo 4-3-3, chiederà sicuramente alle punte di rientrare a centrocampo dopo aver perso palla per contrastare l’inferiorità numerica. Per quanto riguarda la fase offensiva, l’Urbetevere per scardinare il 4-4-2 del Savio dovrà giocare soprattutto sulla velocità: capovolgimenti di fronte a non finire, tante verticalizzazioni e rapide triangolazioni. Anche in questo caso sarà importante far uscire dalla linea difensiva un centrale blues per approfittare degli inserimenti dei centrocampisti o degli attaccanti esterni.  

Le transizioni. Abbiamo parlato di moduli, ruoli e movimenti, ma forse abbiamo trascurato un concetto fondamentale, che probabilmente farà la differenza nella gara di domenica. Parliamo della transizione, ovvero il tempo che intercorre tra la fase di possesso e non possesso palla. Soprattutto nelle transizioni negative (quando si passa dalla fase offensiva a quella difensiva) sarà fondamentale che i giocatori riprendano immediatamente la posizione o diano una mano al reparto in difficoltà. Sembra una cosa banale, ma fidatevi che questo aspetto, all’apparenza scontato, può fare la differenza. Sacrificio, umiltà e concentrazione: tre fattori che domenica non potranno mancare.

Domani non perdere l'approfondimento su i due calciatori più talentuosi della categoria: Bartolotta vs Alfonsetti!