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Valentina Vezzali in esclusiva per Gazzetta Regionale: "Rio 2016? Le stelle sono lassù, basta prenderle"

L'intervista realizzata dalla nostra testata all'atleta azzurra più medagliata di tutti i tempi: "La mia vera forza è stata quella di essere convinta dei miei mezzi"



Image titleSe pensi allo sport non puoi non volare con la mente a lei, Valentina Vezzali. L'atleta più medagliata della storia azzurra, portabandiera a Londra 2012 e con un palmares da vera e propria leggenda dello sport. Dietro Valentina Vezzali c'è però molto più di maschera, fioretto e passante. Non c'è solo la Cannibale, così come la chiamano grazie a una carriera in cui ha demolito praticamente ogni record immaginabile, ma c'è soprattutto Valentina, donna e mamma sempre e comunque. Ecco perciò che quel cuore e quella grinta con cui la jesina ha saputo prendersi il mondo in punta di fioretto, le hanno permesso di tagliare ogni traguardo anche nella vita di tutti i giorni, dove le sue medaglie più preziose hanno i volti del marito Domenico e dei due figli Pietro e Andrea. Una vita all'assalto, non solo in pedana, ma è proprio per questo che è diventata la più grande di tutte.

L'azzurra più medagliata di tutti i tempi. Quanto è stato difficile diventare Valentina Vezzali?

“Sono una persona che è convinta dei propri mezzi e questa è stata senza dubbio la mia vera forza. Quando si raggiunge un obiettivo c'è ne è subito un altro, e poi un altro ancora. Questo è lo sport che è anche una grande metafora di vita. I sogni ci sono e dobbiamo fare di tutto per raggiungerli. Devo dire però che ho avuto anche la fortuna di avere dei genitori fantastici, oltre ad un maestro che ha creato quattro campioni olimpici. Insomma,  circostanze che mi hanno sicuramente aiutato a tirare fuori tutto il mio talento”.

Tutti conoscono ormai la Vezzali campionessa, ma quand'è che Valentina e la scherma si sono incontrati per la prima volta?

“E' stata una passione nata un po' per caso. Avevo sei anni e accompagnavo mia sorella agli allenamenti assieme a mia madre. C'è venuto incontro Ezio Triccoli e lui mi ha messo in mano un fioretto per la prima volta. Mi volle a tutti i costi, tant'è che preparò addirittura lui le carte per la mia iscrizione. Mia mamma all'inizio era un po' perplessa ma poi da quel giorno è iniziato tutto”.

(Leggi l'intervista integrale a pagina 13 dell'edizione on line di Gazzetta Regionale. Cliccando il pulsante qui sotto sarai direttamente collegato alla visualizzazione del nostro primo numero, senza registrazioni e passaggi intermedi)