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Categorie: Nazionali - Under 15

Valerio D'Andrea e la Roma che ci piace

Al primo mese nei Nazionali, i 2001 di Trigoria stanno dominando il campionato. Quello su tecnico e gruppo è un lavoro che però parte da lontano



Il bello del calcio è che non importa chi sei o da dove vieni. Ciò che conta realmente è il campo, unico vero giudice di un mondo che ha delle regole tutte sue. Quel rettangolo verde ha un potere assoluto, potendo a sua scelta esaltare il gesto più piccolo, così come mettere a nudo ogni debolezza, anche quella più nascosta.

Valerio D'Andrea, è al terzo anno con la Roma ©fotoLoriMa allora, come orientarsi in un simile labirinto? La risposta è tanto semplice quanto complicata da raggiungere: lavoro e pazienza. Due semplici parole che rappresentano però gli autentici pilastri su cui si basa il successo nel calcio, giovanile e non solo. A dare forma a tutto questo, ci hanno pensato Valerio D'Andrea e la sua Roma. Un tecnico e un gruppo, quello dei 2001 giallorossi, che nonostante siano solo al loro primo mese nei Nazionali stanno brillando per gioco e risultati. Una storia già vista, se si ripensa a quanto fatto l'anno scorso o a quello ancora prima, ma che riassume come meglio non si potrebbe tutto ciò che c'è di giusto. L'en plein non è arrivato per caso, ma attraverso un lavoro che dura ormai da tre anni in cui squadra, e tecnico stesso, sono cresciuti assieme in un viaggio che a Trigoria, e questo è bene sottolinearlo, hanno avuto la pazienza e la lungimiranza di accompagnare.

I 2001 giallorossi stanno dominando anche nei Nazionali ©fotoLoriCosì come per i suoi ragazzi, anche D'Andrea sta muovendo i suoi primi passi nei Nazionali. Un mondo nuovo per il tecnico che però non ha mostrato esitazioni, portando in cima alla classifica quella che oggi potrebbe essere definita come una macchina perfetta. Una capacità maturata nel tempo perchè D'Andrea è uno di quelli che è emerso grazie alla famosa gavetta, crescendo attraverso successi e soprattutto sconfitte. Gli ultimi tre anni alla Roma, in cui ha vinto due campionati e nel terzo è a punteggio pieno, sono solo gli ultimi capitoli di una storia partita nei campionati Regionali. Attira le attenzioni delle big romane portando alle finali i Giovanissimi del Pro Roma. Da lì arriva la chiamata del Savio, società con cui vince un campionato regionale Allievi e ne sfiora un altro nei Giovanissimi, perdendo la finale contro un certo Federico Coppitelli. Da via Norma si trasferisce poi in via Candiani dove, nel biennio con la Tor Tre Teste, centra un titolo regionale con i Giovanissimi. Un percorso che, oltre a portarlo a Trigoria, gli ha permesso di maturare l'esperienza necessaria per guidare un gruppo che sta davvero dimostrando di avere delle potenzialità importanti.

Simonetti, festeggia il gol contro l'Ascoli ©fotoDeCesarisAvere giocatori di qualità rende il lavoro dell'allenatore più semplice ma tenerli sulla corda e integrarli alla perfezione all'interno di un sistema di gioco equilibrato e soprattuto vincente non è proprio da tutti. Ciò che ha impressionato è stata la crescita costante di tecnico e gruppo che hanno saputo calarsi di volta in volta in nuove realtà ma sempre con la stessa mentalità. L'anno scorso ne è un chiaro esempio quando, da una settimana all'altra, si è passato dal vincere l'Halima Haider all'affrontare avversari decisamente meno blasonati nei Giovanissimi Fascia B. Ovviamente, dagli inizi, questo gruppo è cambiato. Sono arrivati i vari Meo, dalla Tor Tre Teste, o Bamba, dalla Vigor, sino agli ultimi acquisti per il campionato nazionale come quelli di Semeraro, Anatrella o Cusumano. Piccoli aggiustamenti su una struttura costruita nel tempo e con pazienza: i vari Riccardi, Cangiano, Barbarossa, Santese, Laurenzi o Simonetti, non sono certo arrivati ieri a Trigoria. Proprio il capitano, rappresenta il carattere che lo stesso D'Andrea ha sviluppato. Riproporlo in un campionato Nazionale è una scommessa che non tutti avrebbero avuto il coraggio di accettare. Schierare un giocatore non ancora in possesso di una grande struttura fisica non è da tutti, ma la conoscenza che il tecnico ha raggiunto circa i suoi ragazzi gli ha permesso di puntare forte su un Simonetti che, di fatto, si sta dimostrando come il vero e proprio prolungamento dell'allenatore in campo. Quest'ultimo è solo l'ennesimo tassello di un mosaico che a Trigoria hanno costruito passo dopo passo, attraverso lavoro e pazienza, appunto.