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Categorie: Dilettanti - Serie D

Valerio Frasca, un portiere nato per volare

L'estremo difensore del Sora si racconta: dalla Roma, alla splendida stagione in bianconero, fino ad arrivare alle aspirazioni future



Valerio Frasca, in maglia giallorossaIn adolescenza finivi in porta se non avevi i piedi buoni, se eri il più piccolo o semplicemente se eri l’ultimo arrivato. In oratorio, al campetto sulla strada, in cortile, poco importa. Ti mettevi lì, tra dei pali spesso improvvisati da zainetti, e le facevi passare praticamente tutte. Facevi del tuo meglio, è vero, ma passano comunque tutte. Il motivo? Probabilmente era solo paura. Anche perché, parliamoci chiaramente, nessuno voleva prendersi una pallonata in faccia. “Ragazzi tirate piano, non sono un portiere”, le ultime parole famose. Invece per alcuni no. Per alcuni prendersi una pallonata in faccia è salvare un gol. Per alcuni prendere in mano i guantoni e difendere la porta è una ragione di vita. Lo sa bene Valerio Frasca, uno dei portieri più promettenti della nostra regione. In questa stagione sta facendo parlare di sé per le splendidi prestazioni nel Sora, ma è un giocatore conosciuto a livello nazionale. Con la Roma Primavera ha fatto faville, sembrava ad un passo dal sogno chiamato Palermo e poi è bastata una scelta sbagliata per mandare all’aria tutto. Da una possibile Serie A, alla Lega Pro, fino alla Serie D. L’inizio della fine? Neanche per idea. Valerio Frasca ha ricominciato da capo, sta risalendo la china con il suo Sora e sta dimostrando a tutti quello che sa fare. Perché, è vero, noi all’oratorio le facevamo passare tutte per la paura. Lui invece no. Lui è nato per volare.  

Allora Valerio, partiamo con i complimenti: prima parte di stagione da favola. Il Sora è la vera rivelazione di questo campionato, quinto posto in classifica. Insomma, dove volete arrivare? 
Ti dico la verità: non ce l’aspettavamo neanche noi. Siamo una buona squadra, il gruppo è unito, ma non è il momento per voli pindarici. Preferiamo ragioniare partita dopo partita. La voglia però è quella di continuare a far bene insieme ai nostri tifosi.  

Frasca al centro, con la dirigenza del SoraPartita dopo partita, appunto, state convincendo tutti: avete una delle migliori difese del campionato e il merito è anche il tuo.
Sì, la nostra fase difensiva è migliorata molto. L’inizio di stagione non è stato molto positivo, stavamo cercando la giusta quadratura e finalmente l’abbiamo trovata. Io faccio sempre del mio meglio però ripeto, il merito è di tutta la squadra.    

Tra l’altro ormai sei il para-rigori del girone G! Hai neutralizzato tre penalty e viaggi sui stessi numeri di Handanovic dell’Inter... dai, dicci il tuo segreto.
(ride ndr) Nessun segreto. Il fattore fortuna in questi casi conta, scegli un angolo e a volte ti dice bene…  

Ok, non vuoi dircelo.
Diciamo che ho un mio metodo (ride ndr) ma preferisco non dirlo.  

Parliamo un po’ più in generale del tuo ruolo: nonostante il calcio sia un gioco di squadra, il portiere per certi versi è solo. Sei d’accordo?
Assolutamente sì. Il portiere fa storia a sé in questo gioco. E’ un ruolo a parte. Non può mai uscire dagli schemi, deve tenere altissima la concentrazione, si allena da solo. Insomma, fare il portiere non è facile. Conta molto la testa.  

Valerio Frasca in azzurroNel tuo passato c’è tanta Roma: cosa rappresenta per te la società giallorossa?
Tutto. Sono cresciuto a Trigoria e ho trascorso dieci anni indimenticabili. Ho avuto la possibilità di diventare un giocatore vero, ma ho giocato male le mie carte. Speriamo di ripartire da qui e risalire la china.  

Sfuma il passaggio al Palermo e dalla Roma passi all’Arezzo, poi alla Villacidrese, fino ad arrivare alla Pro Patria. Hai un curriculum importante, ma se tornassi indietro cosa cambieresti?
L’errore più grande è stato quello di abbandonare la Roma Primavera, dove stavo facendo grandi cose, e approdare all’Arezzo. Se fossi restato magari le cose sarebbero andate in maniera diversa, però è stato un errore mio, magari era destino: le cose facili non mi sono mai piaciute.  

Adesso stai dimostrando sul campo di essere uno dei migliori portieri di categoria. Cosa ti auguri nel tuo futuro?
La speranza è quella di far bene qui a Sora, continuare così e dimostrare di nuovo tutto il mio valore. Poi io aspiro sempre al massimo, vedremo il futuro cosa mi riserverà.