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Ventisei consiglieri si dimettono: Ignazio Marino non è più sindaco

Letale l’ultimo colpo di mano con cui l’ormai ex sindaco aveva tentato di riprendere le redini del Campidoglio: negli ultimi minuti, le dimissioni in massa dei consiglieri hanno inferto il colpo di grazia



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Negli ultimi minuti si è chiusa definitivamente la parabola di Ignazio Marino come sindaco di Roma Capitale: dopo la notizia della revoca delle dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre - che aveva di fatto annullato il countdown verso la decadenza automatica del mandato (fissata al 2 novembre) - come anticipato nelle ultime ore, ventisei consiglieri della giunta hanno deciso di dimettersi definitivamente dal governo della Capitale, facendo mancare automaticamente il quorum necessario al sindaco-chirurgo per riprendere saldamente le redini del Campidoglio e spianando la strada alla nomina di un commissario da parte del Prefetto di Roma. Ai 19 assessori in quota Pd - le cui dimissioni erano state concordate in una riunione con il presidente del Pd, Matteo Orfini – si sono aggiunti altri sette consiglieri. Una svolta letale, che ha causato le ire di Marino, il quale in aula consiliare ha parlato di “Coltellata da 26 nomi ma un unico mandante”. Secco invece l’affondo Dem "Ha tradito il suo nome e il suo dna". M5S e Sel invece di astenersi, non avallando con la propria firma la caduta della giunta. La giornata già si era aperta male, con la notizia dell’iscrizione del sindaco nel registro degli indagati in merito all’inchiesta sulle spese effettuate con carta comunale, una situazione che a suo tempo era valsa la crisi alla base delle dimissioni e per la quale Marino stesso ha replicato "La comunicazione delle indagini è un atto dovuto per svolgere le indagini. Io sono convinto di aver spiegato bene le mie ragioni e la mia trasparenza". Ma non è bastato. Nel corso della giornata, a rincaro della dose, erano giunte le dichiarazioni del presidente della Cei, il cardinal Angelo Bagnasco, invocanti il bisogno di un’amministrazione degna della Capitale “perché è una città che merita moltissimo, specialmente in vista del Giubileo che è alle porte”. Infine, sul finire della giornata, la conta finale e la firma in massa delle dimissioni che di fatto ha sancito la definitiva capitolazione della giunta targata Marino.