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Vigili Urbani, a tu per tu con il ds Maurizio Coppola

L'ex calciatore fornisce una panoramica generale sulla società di Lungotevere Dante, una realtà in grande ascesa



Maurizio CoppolaIl Vigili Urbani è una delle realtà nel panorama calcistico giovanile del Lazio che negli ultimi anni si è resa protagonista di un’enorme crescita. In poche stagioni è stato raggiunto il livello d’Elite per tutte e cinque le categorie del settore giovanile, ed anche la scuola calcio ha ricevuto la certificazione Elite. Insomma oramai la società di Lungotevere Dante è un punto di riferimento, ed il merito di questa ascesa è anche del direttore sportivo Maurizio Coppola. Con un passato da calciatore di Serie A nel Cagliari di Ranieri e nel Padova di Sabdreani, Coppola ha messo tutte le sue conoscenze a disposizione del Gruppo Sportivo della Polizia Municipale, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Maurizio, sei un direttore sportivo con alle spalle trascorsi da calciatore nelle massime serie e da allenatore ad alti livelli. Qual è stato il percorso che ti ha portato al Vigili Urbani?
“Dopo la mia carriera da calciatore, durante la quale ho potuto giocare ai massimi livelli, ho fatto l’allenatore per diversi anni, tra interregionale, Eccellenza e settore giovanile: poi ho deciso di non allenare più, perché allenare è molto difficoltoso. Ora sono qua, al Gruppo Sportivo della Polizia Municipale, oramai da tre anni. Lavoro a stretto contatto con mio fratello Nicola, che veste il ruolo di direttore generale, mentre io mi occupo della gestione di tutte squadre d’Elite”.

Il motivo alla base della tua scelta di smettere di allenare?
“L’ultimo anno che ho allenato l’ho fatto ad Arezzo, dove nonostante 18 partite consecutive senza perdere sono stato comunque esonerato. Questo perché, al livello dei grandi, oggi il calcio è differente, e ad allenare non è più chi è bravo bensì chi porta sponsor, e così diventa difficile”.

Come ti trovi nella veste di direttore sportivo? Data la tua esperienza ed il lavoro di squadra con tuo fratello si può dire che il Vigili Urbani è in ottime mani.
“In pochi anni sono stati fatti grandi progressi: ora abbiamo tutte e cinque le squadre del settore giovanile in Elite, e sono poche le squadre che nel Lazio si trovano in questa situazione. Non siamo ancora una società di prima fascia, tuttavia ci stiamo avvicinando. Un passo alla volta, con il duro lavoro e la scelta di tecnici, preparatori atletici e dirigenti giusti, stiamo cercando di ritagliarci un posto importante nel Lazio. E devo dire che ci stiamo riuscendo, perché iniziamo a piazzare alcune squadre nella parte alta della classifica. Stiamo facendo un buon lavoro, sono soddisfatto”.

Quanto è importante per una realtà che opera nel settore delle giovanili avere un figura con la tua autorità, esperienza e competenza?
“Io sto mettendo tutta la mia esperienza da calciatore professionista e da allenatore semiprofessionista. I ragazzi mi seguono e vedono in me una figura importante: non tutte le società possono vantare il fatto di avere in società una persona che ha giocato a determinati livelli. Un po’ di calcio ne capisco, ho vinto quasi tutti i campionati partendo dalla Prima Categoria fino alla Serie A, da allenatore ho vinto una Coppa Italia Dilettanti con il Cecchina, quindi qualcosa di importante ho fatto. Adesso mi sto ritagliando questo spazio qui, e mi trovo molto bene. Ho le redini del comando per quanto riguarda la parte tecnica, e passa tutto attraverso di me, dagli allenatori ai dirigenti”.

Ed i risultati si vedono perché avere tutte le cinque categorie in Elite è un risultato non da poco. Domenica iniziano i campionati Juniores, Allievi e Giovanissimi Elite: come arrivate all’appuntamento?
“Rispetto agli altri anni siamo forse leggermente indietro con la Juniores. Il fatto di non aver più una prima squadra incide perché non potremo più schierare i due fuori quota classe ’96, vedrem dove potremo arrivare col gruppo dei ’97-’98 al primo anno in Elite nella categoria. Però la squadra è discreta, l’allenatore ha vinto due campionati di seguito e c’è massima fiducia. Sono curioso di vedere questa squadra all’opera, che ha fatto molto bene nelle amichevoli: il campionato e però lungo ed è un’altra cosa, quindi vediamo che succede”.

Image titleCome mai è stata presa la decisione di non aver più una prima squadra?
“Siamo retrocessi l’anno scorso e non abbiamo fatto più l’iscrizione in questa stagione. Abbiamo preferito lasciar stare e concentrarci sul settore giovanile, perché è un impegno molto importante avere la prima quadre ci sono dei costi che non possiamo più sostenere. Abbiamo deciso quindi di toglierla e chi ne paga di più forse è la Juniores, perché di conseguenza i due classe ’96 non potranno giocare”.

Tornando alle giovanili, gli Allievi invece sono pronti?
“Per quanto riguarda gli Allievi ’99 abbiamo un’ottima squadra, preparata molto bene dall’allenatore Basocco, che ha già vinto un campionato con la Romulea due anni fa, ed è un tecnico importante per queste categorie, coadiuvato da uno staff molto preparato. Penso che potremo fare un buon campionato: l’anno scorso con i ’98 abbiamo un po’ faticato, ma quest’anno ci possiamo togliere delle soddisfazioni”.

Invece per quanto concerne i Giovanissimi 2001?
“Con i 2001 l’anno scorso abbiamo faticato molto. Siamo partiti male, purtroppo avevamo una squadra che pagava molto l’aspetto fisico, che a quell’età conta molto. Però questa stagione abbiamo integrato la squadra con una decina di innesti di livello, ed abbiamo disputato un buon pre campionato, fornendo anche notevoli prestazioni in amichevole, come quella vinta in casa della più quotata Urbetevere. La squadra è buona, non so dove potremo arrivare ma ritengo che faremo una buona annata, perché anche nei Giovanissimi il mister Franco è un allenatore preparato ed ho molta fiducia anche in questa squadra”.

Si può dire che gli ottimi risultati ottenuti nel settore giovanile sono il frutto dell’eccellente lavoro svolto a livello di scuola calcio?
“Abbiamo una scuola calcio certificata Elite, vogliamo cercare di far crescere i nostri ragazzi sotto il profilo comportamentale come prima cosa, perché abbiamo un nome da difendere, ed in secondo luogo sotto il profilo tecnico, dal momento che abbiamo molti istruttori bravi e tutti con il patentino. Questa è una prerogativa che pretendo. Dobbiamo comunque migliorare molto: il mio obiettivo è far crescere i ragazzi della scuola calcio e portarli nelle varie categorie d’Elite, solo che è complicato perché molti si ‘perdono’, attratti da altre sirene, però noi dobbiamo riuscire a portare nelle squadre d’Elite almeno 14/15 prodotti del vivaio. E ci stiamo attrezzando per avere un ottimo settore di base, perciò sono sicuro che cresceremo anche in questo”.

Infine, in ottica altri progetti, che cosa riserva il futuro per il Vigili Urbani?
“Mi ero già proposto per realizzare un’affiliazione con il Latina, dato che il loro direttore sportivo per il settore giovanile De Nicola è stato un mio procuratore e direttore sportivo per tanti anni. Quest’anno abbiamo preferito stare fermi per il momento, ma io sto cercando qualcosa di importante. Ho giocato a calcio per tanti anni, e fare una cosa tanto per farla non vale la pena: voglio trovare una società che ti segue e valorizza i tuoi giocatori, quindi sto cercando di trovare una società con questo profilo sul panorama nazionale. Diciamo che mi sto muovendo con le società in cui ho giocato, vedremo cosa accadrà”.