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Vigor Perconti, D'Andrea: "Bisogna dare il massimo"

L'allenatore parla a tutto tondo della sua avventura sulla panchina del club di via di Grotte di Gregna



Il tecnico blaugrana Mauro D'AndreaMauro D’Andrea, allenatore dei Giovanissimi Elite classe 2001 della Vigor Perconti, traccia una panoramica a 360 gradi sul suo percorso sulla panchina blaugrana. Preparazione, metodo di allenamento, obiettivi: il tecnico non si nasconde e si dimostra pronto ad un altro anno da protagonista.

Siamo nel pre-campionato, come procede il lavoro estivo con i ragazzi?
“Il lavoro con i ragazzi va bene. Partiamo da una base completamente nuova, quindi sarà un lavoro lungo, che richiederà tempo ed attenzione su tanti fattori. Bisogna preparare i ragazzi sotto ogni punto di vista, e con un gruppo nuovo non è facile. Di base c’è il fatto che l’impegno è totale da parte della squadra, quindi credo che l’apprendimento dei giocatori alla fine sarà più facile e rapido”.

Durante il mercato la squadra è stata rivoluzionata. Molti sono partiti, diversi giocatori sono arrivati: qual è la tua impressione sul collettivo? Vedremo la solita Perconti nelle posizioni di vertice?
“Sono convinto di si, perché il lavoro alla fine paga sempre. Bisogna mettere in preventivo che ricominciare con una squadra in cui diversi elementi sono nuovi non è facile, però i giocatori sono validi, quindi sono ottimista. La Vigor, con la solita umiltà ed attenzione, fattori che da sempre contraddistinguono i  lavoro della società, farà la sua parte. Lavoriamo per fare bene”.

Qualche giorno fa c’è stata la prima amichevole, con l’Ostiamare al Memorial Bini. Che impressione hai avuto vedendo la squadra in azione?
“Ho fatto dei piccoli tentativi per valutare diverse situazioni, perché era la prima uscita della squadra. Abbiamo provato moduli e posizioni, valutando alternative. E’ stato un esperimento, e si cominciano ad avere dei dati su cui poi si può lavorare ancora meglio. I tornei estivi, per noi come per le altre squadre, sono utili per capire determinate cose, per vedere dove in campo i ragazzi possono dare il meglio. Sono molto attento al lato tattico del gioco ed ogni partita ricevo elementi su cui poter lavorare in settimana per poter far rendere meglio la squadra. E’ importante far giocare tutti ed avere il polso della situazioni, per captare le giuste indicazioni. La partita è solo la punta dell’iceberg, ma dietro c’è un gran lavoro”.

Dal punto di vista del gioco, che Vigor Perconti vedremo?
“Il tema tattico è sempre quello di giocare un calcio abbastanza offensivo. Nel Settore Giovanile per me ogni squadra dovrebbe esprimere un bel gioco, fatto di costruzione, e allo stesso tempo fornire ai ragazzi ogni elemento per affrontare al meglio tutte le partite. La squadra che avevo a disposizione l’anno scorso, quella dei classe 2000, era camaleontica: sapeva adattarsi alla partita, agli avversari, sapeva soffrire e offrire diversi tipi di gioco, così come cambiare modulo in corso. Quest’anno cercherò di ottenere la stessa situazione, e sono sicuro che potremo replicare quanto di buono fatto l’anno scorso”.

Dalla tue parole sembra che la squadra rispecchi un po’ quelle che sono le tue caratteristiche da allenatore un allenatore: capacità di analisi, adattamento e personalità.
“Io non parto mai con un modulo in testa. Non sono abituato a forzare o ripetere per forza un sistema di gioco, bensì mi adatto al materiale umano che ho a disposizione. I ragazzi sono delle spugne, e riescono a percepire e capire dove l’allenatore vuole arrivare, quindi da loro ci si può aspettare che possano imparare a giocare con qualunque modo. Allo stesso tempo per me è fondamentale riuscire a farli diventare duttili ed in grado di ricoprire più ruoli. Primo perché è importante per la stagione, secondo perché è un aiuto in più per la lorocrescita”.

Qual è secondo te il modo migliore di allenare questi ragazzi?
“Credo fortemente che più informazioni riusciamo a dare ai ragazzi, a livello fisico, tecnico, tattico e mentale, più loro assimilano e più se le ritroveranno nel corso degli anni. Il nostro lavoro è questo, è una responsabilità. In ambito di Giovanili, più si riesce a completare un ragazzo, più risultati si ottengono, da tutte le parti, sia il ragazzo stesso che la società”.

La Perconti esulta ©LauraDelGobboUn metodo che potrebbe risultare facile applicare dato l’alto tasso di ricettività e l’ampio margine di miglioramento che dei ragazzi di 15 anni possono avere.
“Sinceramente quella dei Giovanissimi Elite è una categoria che amo. Il grado di apprendimento dei ragazzi è altissimo, in più è straordinario riuscire a vedere i risultati del lavoro svolto, che non deve essere per forza il trofeo finale, ovviamente puntiamo a quello, ma comunque anche grandi prestazioni come quelle che abbiamo offerto l’anno scorso, quando con i ’00 siamo arrivati ad una Semifinale in cui nessuno sperava e nella quale ce la siamo giocata quasi alla pari con quella che poi è diventata la formazione Campione d’Italia”.

Qual è il metodo per riuscire ad ottenere queste cose?
“E’ necessario riuscire ad avere tanta pazienza, così come quell’accortezza, quella forza e quell’impegno che alla fine premiano. Quello che noi allenatori facciamo è importante, è una responsabilità, e, per quanto mi riguarda, devo dare il massimo ai ragazzi, perché soltanto così loro capiscono che devono fare altrettanto”.

Dare il massimo anche perché il campionato Giovanissimi Elite è una vetrina importante ed impegnativa.
“Vengo da due Semifinali consecutive, tre se guardiamo anche quella negli Allievi quando ero all’Urbetevere, quindi conosco bene l’ambiente. Sono sempre stato nel Girone A, quest’anno invece capito nel B: sono raggruppamenti competitivi, con delle differenze tecniche potenzialmente di partenza. Ma in realtà secondo me non differiscono così tanto, perché in entrambi ci sono molteplici ostacoli. Si potrà avere un’idea più chiara in corso d’opera, perché influirà molto anche il fattore ambientali di certe trasferte, dove serve tanta personalità. I ragazzi la dovranno avere, non è facile perché stanno crescendo e non tutti hanno un carattere già formato. Trovo entrambi i campionati interessanti e non saprei trovare ora delle favorite, aspetterei le prime partite per dare dei giudizi”.

Infine, ringraziandoti per la disponibilità, qual è l’obiettivo di questa Vigor Perconti?
“Non sono abituato a dichiarare obiettivi: sono abituato a lavorare partita per partita. I ragazzi sanno che devono dare il massimo, che non è una frase scontata, per fare il meglio possibile delle nostre possibilità. Poi se questo coinciderà con i play-off allora meglio ancora, ma ho detto ai ragazzi dal primo giorno che non dobbiamo avere nessun alibi, nel senso che sappiamo quello che dobbiamo fare come Vigor, ma anche nessun rimpianto, nel senso che se uno dà fondo a tutte le sue energie, allora può ritenersi soddisfatto. Siamo la Vigor Perconti e sappiamo di dover fare bene”.