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Categorie: Giovanili - Juniores

Vigor Perconti, parla Bellinati: "Qualcuno ha goduto nel vederci perdere contro la Piovese, questo ci dà ancora più carica""

Il tecnico si racconta: l'affare sfumato con la Spal, la sconfitta nella finale scudetto Juniores a Firenze, la nuova avventura con la prima squadra. E si toglie qualche sassolino: "Nel calcio è ora di cambiare, serve la meritocrazia"



Lo abbiamo lasciato con il viso solcatodalle lacrime, sul prato del centro sportivo Bruno Buozzi di Firenze. Francesco Bellinati in questi anni non aveva mai ceduto all'emozione, né dopo una vittoria, né dopo una sconfitta. Dietro il ko contro la Piovese, però, c'era la delusione per non essere riuscito a conquistare il tricolore con un gruppo che, dopo l'esperienza (mancata) di Ferrara, gli aveva dato la forza di continuare ad allenare. Perché dopo che l'affare Spal era saltato sul più bello, dopo l'ennesima chance di compiere un salto di qualità meritato per quello che ha dimostrato in queste stagioni, la voglia, gli stimoli, erano venuti meno. E questa intervista, la prima dopo quella clamorosa sconfitta, inizia proprio da quelle emozioni straripate al triplice fischio finale lo scorso 10 giugno.

Francesco Bellinati © photosportiva.itDopo il ko contro la Piovese, le tensioni di un anno intero erano troppe da contenere.

"Proprio così, ho pianto. Per la prima volta nella mia carriera. Mi sono lasciato andare perché dopo quello che era successo l'estate scorsa avevo perso la voglia. Poi, grazie alla Perconti e soprattutto a questo gruppo, gara dopo gara, minuto dopo minuto, ho ritrovato la gioia di allenare. Tutto questo, dalla delusione per non aver raggiunto lo scudetto con questi giovani, alla felicità di aver ritrovato la mia strada, è uscito fuori in quel momento".

C'era anche un po' di rabbia? Almeno così è parso leggendo il tuo sfogo sui social network.

"Purtroppo nel Lazio c'è una brutta abitudine. Quando una società partecipa alle fasi nazionali, le altre laziali per assurdo te la tirano, se vieni eliminato godono. Il mio sfogo era riferito proprio a questi personaggi, che poi sono quelli che non vinceranno mai niente nella loro carriera. Sono rimasto offeso da alcune battute che mi hanno riportato, tutto qui, ma ormai ci ho fatto il callo".

Una sonfitta che sembra averti dato una nuova carica.

"Guarda, forse mi farò dei nemici dicendo questo, ma la nuova carica me la danno questi tre anni. Dopo l'addio dei fratelli Conti, in tanti erano pronti a scommettere che la Perconti non si sarebbe confermata a certi livelli. Invece abbiamo vinto tre titoli regionali e perso altrettanti finali, conquistato due scudetti, un Saliola e un Tortora, venduto giocatori ai professionisti. Evidentemente chi c'era prima non era così bravo come si pensava visto che siamo migliorati. Con la Vigor stiamo affrontando un percorso e se vuoi fare parte di questo club devi stare sul pezzo. Detto questo sì, non vedo lora che arrivi il 18 agosto. La nostra sconfitta è stata una loro vittoria. A queste persone dico che sarà un loro successo quando vinceranno contro di noi, non quando perdiamo contro la Piovese".

Una nuova stagione che parte con una novità: oltre alla Juniores guiderai la prima squadra. L'occasione giusta dopo il caso Spal?

"Beh, Ferrara era un'occasione unica, una piazza con un'identità ben precisa e con tanta storia alle spalle. Questo è un altro discorso. Stiamo cercando di creare un futuro ai nostri ragazzi con questo progetto. Non faremo sicuramente una prima squadra spendendo cifre astronomiche, punteremo sugli uomini prima che sui nomi, e sui nostri giovani. Un progetto a media durata, una bella sfida".

Punterete su un gruppo unico o Promozione e Juniores saranno ben distinte?

"Due rose ben distinte. I giovani che faranno parte della prima squadra non scenderanno con la Juniores, a meno di particolari problemi legati ad infortuni o casi del genere. Si alleneranno in giorni e orari differenti. La cosa certa è che avranno la stessa filosofia di gioco e la stessa preparazione atletica, visto che lo staff sarà il medesimo. Però ognuna delle due realtà avrà una sua dimensione ben definita".

Hai avuto proposte per lasciare la Perconti?

"Direttamente no, solo per vie traverse e solo da fuori regione. Il fatto che io mi identifichi molto in questa società, spesso scoraggia chi vuole offrirmi qualcosa dello stesso livello, anche perché non accetterei. Lascerei la Vigor solo per un'occasione unica o per un contesto economico diverso, non voglio essere ipocrita. A meno che non mi caccino, ma quello è un altro discorso".

Dal mondo del professionismo invece? Ancora silenzio?

"Esistono i professionisti? Inizio a dubitarne, visto le figure che facciamo a livello di nazionali. Il Mondiale è andato come è andato, le nostre Under nelle competizioni che contano non ci sono mai. La verità è che spesso queste selezioni vengono affidate ad ex calciatori di Serie A e B, ma allenare non è giocare. Stramaccioni allena l'Udinese, Coppitelli ha vinto uno scudetto: non mi sembra che abbiano vissuto carriere luminose come calciatori. Purtroppo, però, sono due eccezioni.  Servirebbe più attenzione verso quei ragazzi che formano calciatori anche nel dilettantismo. Deve cambiare il concetto che chi era bravo a giocare è bravo ad allenare. Per sedersi su una panchina non basta, a qualsiasi livello". 

Magari questo è il momento giusto per cambiare le cose: cosa servirebbe per tornare grande al calcio italiano?

"Bisognerebbe puntare di più su chi ha fatto la gavetta, su chi ha costruito la sua carriera mattoncino dopo mattoncino e ha l'esperienza necessaria per occupare certe posizioni. Però, a 39 anni, ho capito sulla mia pelle che la meritocrazia nel calcio non esiste, l'ho vissuto in prima persona. Se si seguisse questa logica, a mio modo di vedere, i risultati sarebbero ben diversi".

Qual'è l'immagine di questa annata che porterai con te?

"Senza dubbio quella di Tommaso (Caranzetti, ndr) a Chianciano durante la finale Giovanissimi. L'ultimo minuto di gioco non guardavo la partita, ma lui. Primo perché so cosa stavo provando, secondo perché è un allenatore meraviglioso, poco pubblicizzato. Ha vinto uno scudetto in maniera inequivocabile, ha disputato due stagioni da sogno. Non capisco perché sia così poco messo in evidenza. Ecco, l'immagine più bella della stagione è la sua gioia dopo il triplice fischio contro il Montebelluna".

Obiettivi e sogni per la nuova stagione?

"Alleno la Vigor Perconti quindi l'obiettivo è arrivare in fondo, perché siamo una società di vertice, la migliore, e senza dubbio avrò tra le mani una rosa imporante. Il sogno, invece, è prenderci quello che ci è sfuggito sul più bello e che forse avremmo meritato. Firmerei ora per rigiocare la finalissima, per vincere lo scudetto. Quest'anno non è andata bene, l'anno prossimo proveremo a rifarci. E se stavolta riusciremo a vincere, speriamo non si offenda nessuno".

A buon intenditor...