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Villa Massimo: è arrivata la sentenza del Consiglio di Stato

Il 9 settembre si è pronunciato l'organo giudicante, la palla adesso passa al Comune di Roma



Villa MassimoÈ datata 9 settembre la tanto attesa sentenza del Consiglio di Stato sulla questione di Villa Massimo. Il Consiglio, chiamato a valutare la precedente sentenza del Tar del 27 maggio scorso, accoglie il ricorso dei cittadini della zona, bocciando perciò la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale con la quale non veniva riconosciuto valido il blocco dei lavori di riqualificazione dell'area giochi. Secondo il Comitato per la difesa della pineta di Villa Massimo, la pineta è di proprietà comunale ed è sottoposta a vincolo paesaggistico. A parer loro, tutte le costruzioni effettuate sono state realizzate senza concessione edilizia. Secondo il suddetto comitato, la concessione-convenzione a favore di Dafi srl per la costruzione e gestione del Punto Verde Infanzia, viola molti dei punti previsti nella concessione. Primo fra tutti l'occupazione di suolo pubblico. Secondo il comitato ricorrente, il gestore avrebbe occupato il doppio dell'area a lui concessa. In seconda battuta viene evidenziato il problema dei servizi igienici. Il bagno, che sarebbe dovuto essere pubblico, è stato invece privatizzato dallo stesso gestore del ristorante. Altra irregolarità, secondo il comitato, riguarda l'orario di apertura della Villa che, differentemente da tutti gli altri parchi pubblici cittadini, va di pari passo con quelli dell'area ristoro, chiudendo perciò il cancello alle due di notte. La sentenza del Tar non aveva, di fatto, riconosciute valide le imputazioni dei cittadini al comune di Roma e al concessionario. Il Consiglio di Stato, annullando questa sentenza, sembrerebbe dar loro ragione. In realtà il Consiglio di Stato mette in evidenza solo ed esclusivamente un problema formale relativo all'iter procedurale riguardante la concessione. Con la sentenza dello scorso 9 settembre, il Consiglio di Stato non fa altro che passare la palla al Comune di Roma, chiamandolo a valutare, attraverso l'ufficio tecnico, gli eventuali vincoli boschivi e a dare il via, con il concessionario, a un nuovo iter per la presentazione del progetto. In sostanza il Consiglio di Stato chiede solo una messa in regola della situazione attuale, tale da consentire la riapertura della Villa e dell'area infanzia, e non una rimozione della concessione come invece vorrebbero o avrebbero voluto i cittadini ricorrenti. All'atto pratico continuano, però, ad allungarsi i tempi e Villa Massimo a restare chiusa, lasciando il quartiere privo di un parco che in attesa della definitiva soluzione amministrativa, potrebbe comunque essere riaperto. È quanto chiede il Comitato apriamo Villa Massimo, l'altro comitato cittadino che dal momento della chiusura della Villa, si è mobilitato a favore della riapertura. Secondo questa fazione cittadina, visto e considerato che la Villa si estende su 7000 metri quadri di parco, mentre l'area oggetto di discussione, ovvero l'attuale cantiere bloccato, ne occupa solo 400, la restante area potrebbe essere riaperta alla fruizione pubblica, in attesa della chiusura dell'iter amministrativo. Di fatto il Consiglio di Stato si è pronunciato sull'aspetto formale della questione e non su quello sostanziale, continuando a lasciare Villa Massimo chiusa, differentemente da quanto vorrebbe la cittadinanza tutta. A Roma Capitale l'ardua sentenza.