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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Villanova, stagione favolosa. Massimo Armeni: "Il lavoro paga"

Parla il presidente del club tiburtino, in piena lotta per la Serie D: "Non mi aspettavo una stagione del genere, stiamo raccogliendo i frutti di quanto seminato"



Massimo Armeni con Daniel GiampaoloUn anno magico, frutto di serietà e programmazione. Il Villanova è in piena lotta per la serie D con una rosa giovane e talentuosa, allenata magistralmente da Cristiano Di Loreto: domenica una trasferta importantissima in casa del Ladispoli, poi il match al Ferraris di mercoledì con il Fregene, l’altra grande sorpresa del girone A. Non solo prima squadra, ma anche un settore giovanile che cresce stagione dopo stagione: se i tiburtini riusciranno a salvarsi con gli Allievi Fascia B Elite e saliranno con i Giovanissimi Regionali, sarà en plein con tutte le categorie. Oltre ai risultati sportivi una funzione sociale importantissima sul territorio, con tantissimi ragazzi impegnati a crescere e diventare uomini giocando lo sport più bello del mondo. Con il presidente del club, Massimo Armeni, abbiamo fatto un bilancio generale di questa stagione da applausi, qualunque dovesse essere l’epilogo nel campionato di Eccellenza. 

Presidente, si aspettava una stagione del genere con la prima squadra? 

“Pensavo di fare bene, ma non fino a questo punto. Avevo messo in preventivo un quarto-quinto posto, invece i ragazzi stanno facendo qualcosa di pazzesco. Non dimentichiamoci che abbiamo giocato una semifinale di Coppa Italia e, se siamo usciti contro l’Albalonga, è dovuto anche ad un arbitraggio che ci ha penalizzato nella gara di andata. Per quanto riguarda il campionato, siamo lì e lotteremo fino all’ultimo, poi decideremo il da farsi”.

Non è certo la prima stagione a grande livello del club. 

“Segno che la serietà paga. A volte abbiamo fatto rinunce o scelte impopolari, che poi si sono rivelate giuste. Abbiamo saputo superare diversi ostacoli e raccolto i frutti di un lavoro fatto con grande passione, affidando la squadra a tecnici giusti e scegliendo i ragazzi con oculatezza”.

Cristiano Di Loreto con Giordano MeloniNei grandi risultati raggiunti da Santori e compagni c’è l’impronta di Cristiano Di Loreto, un allenatore tra i migliori in circolazione.  

“Cristiano è cresciuto nel tempo, è partito con la Juniores e ha lavorato con Stefano Volpe, poi ha preso la prima squadra e con noi ha dato e ricevuto tanto. Qui non c’è pressione e l’unico input è quello di saper educare i giovani e rispettare le regole. Ha il grande merito di aver saputo tirar fuori il meglio da questo gruppo: non è un caso che tanti vogliano rimanere qui, nonostante le offerte di altre società. Con i ragazzi non bisogna prendere decisioni di pancia e mantenere una certa linea. Inoltre qui non prendiamo in giro nessuno: i rimborsi sono bassi, ma sono garantiti e puntuali”. 

Tanti under sono stati lanciati in Eccellenza, quali sono quelli che ti hanno colpito di più? 

"Dei ’96 Giampaolo è sempre stato una prima scelta ed è stato campione d’Italia Juniores con la Rappresentativa di Maurizio Rossi. Ranieri, invece, ci ha sorpreso, perché non pensavamo fosse così bravo. Ha dimostrato grande attaccamento alla maglia e si è sempre fatto trovare pronto. Tavaniello e Togna, infine, hanno dato un contributo importante e se abbiamo una delle migliori difese è anche merito loro. Dei ’97 Vitali e Ramceski hanno grandi margini di miglioramento: il primo è più tecnico, il secondo ha un ottimo fisico ed è abile nell’interdizione, con Di Loreto che è stato bravissimo a valorizzarli. Infine non dimentico Camilli, Santori, Petrella, Meloni e tutti gli altri big: si è creato un gruppo fantastico, che ama stare insieme anche fuori dal campo e che ha coinvolto anche i più giovani. Questa unione ha sopperito a qualche lacuna tecnica nei confronti di altre squadre”.

Che giudizio dà a questo raggruppamento? 

“Tutti dicono che il girone A è più scarso, ma non sono assolutamente d’accordo. Ogni squadra ha 5-6 giocatori di valore superiore: faccio l’esempio del CreCas, che può vantare su una rosa importantissima o lo stesso Montecelio, che ha due attaccanti di lusso per l’Eccellenza. Dell’altro raggruppamento in Coppa abbiamo battuto Pomezia e Cassino, cadendo con l’Albalonga come detto anche per colpa di un arbitraggio tutt’altro che perfetto”.

Parlando proprio di arbitraggi, come giudichi il loro valore medio? 

“Noi siamo il club che ha avuto più direttori di gara provenienti da altre regioni, ma gli arbitraggi peggiori li abbiamo avuti contro il Fonte Nuova, in particolare il secondo quando è stata ripetuta la gara. Eppure penso che il livello medio degli arbitri non sia basso”.

Allargando il campo, anche il vostro settore giovanile cresce sempre di più? 

“Se riuscissimo a salire in Elite con i Giovanissimi sarebbe la ciliegina sulla torta e ci consacrerebbe tra le migliori società del Lazio. La speranza è di riuscire a salvarsi con gli Allievi Fascia B Elite: Andrea Persia sta facendo un gran lavoro e in tanti si chiedono come abbia fatto a convincerlo ad accettare di prendere in corsa una squadra ultima in classifica. Evidentemente il mister ha potuto constatare la serietà di questo club e il modo in cui si lavora. Se riuscisse a salvarsi compirebbe un miracolo, altrimenti speriamo in un eventuale ripescaggio”.