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Virtus Albano, parla Bianchi: "L'aggressione? Tutto falso"

Il direttore sportivo dei castellani ci racconta la sua versione dei fatti riguardo l'episodio che è costato ad Ivano Spurio oltre quattro anni di squalifica



Virtus Albano ©facebookLa notizia della squalifica inflitta ad Ivano Spurio, capitano della Virtus Albano reo secondo l'arbitro Valerio Caldarola di Roma 2 di averlo colpito con una testata nel corso del match contro il Marino, ha fatto il giro del web, a metterla in risalto è stata la protesta messa in scena dai suoi compagni (clicca qui per vederla) all'inizio della gara che li vedeva contrapposti alla Diana Cynthia. Il ragazzo non potrà partecipare a nessuna attività agonistica sino al 31 dicembre 2019, ma giocatore e società sono sicurissimi nell'affermare che tale fatto non è mai accaduto e che quindi la squalifica debba assolutamente essere revocata. Emiliano Bianchi, direttore sportivo del club castellano, ci racconta la sua versione dei fatti: "La partita era iniziata in maniera normalissima, poi verso il 25' del primo tempo il direttore di gara ha fischiato un fallo da ultimo uomo ma non ha espulso il giocatore, e da questo episodio in avanti ha perso sempre più sicurezza. L'episodio cardine arriva nel corso del secondo tempo: l'arbitro, seguendo il suggerimento di un giocatore del Marino, ammonisce per la seconda volta il nostro capitano - ufficialmente per proteste - che si dirige quindi verso l'avversario per un chiarimento, si crea quindi un capannello di gente ma non avviene assolutamente nulla di violento, e dopo pochi istanti tutto torna nella normalità. L'arbitro nel frattempo si era defilato, ed ad un certo punto inspiegabilmente fischia la fine della gara e si chiude negli spogliatoi.". Il ds Emiliano Bianchi ©facebookProsegue quindi il racconto di Bianchi: "Più tardi, essendo io dirigente accompagnatore stato cacciato senza motivo dal campo nel corso del primo tempo, è proprio Spurio insieme ad un tesserato del Marino a firmare il verbalino di fine gara, a dimostrazione di come la versione di Caldarola faccia acqua da tutte le parti, e sullo stesso non vi è riportata alcuna menzione di aggressioni o percosse ai danni dell'arbitro. E' chiaro che si è inventato tutto per giustificare l'interruzione anzitempo della gara, cosa avvenuta senza nessun motivo e quindi gravissimo errore tecnico. Ma noi abbiamo dichiarazioni firmate da dei tesserati del Marino che affermano che nessuno ha aggredito l'arbitro, ed anzi le due società sarebbero anche d'accordo nel rigiocare la partita". "Capisco l'errare, è umano" conclude il direttore sportivo "ma almeno che si ammetta di aver sbagliato, qua ci stanno rimettendo senza alcun motivo una società e specialmente un ragazzo che non potrà giocare a pallone per oltre quattro anni. Noi comunque abbiamo presentato ricorso attraverso il nostro Avvocato, Marta Toti, vogliamo presentarci di fronte alla Corte Federale dove saranno analizzate le versioni dei fatti di tutti quanti i presenti. Siamo fiduciosi nella giustizia sportiva".