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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Vis Artena, Granieri: "Pressione? Con tanti tifosi è inevitabile"

Il tecnico rossonero ha dimostrato di avere la stoffa sin da giovanissimo: "Prati mi ha impressionato. Le scelte? Sono stato chiaro sin dal primo giorno"



Mirko Granieri, tecnico della Vis Artena Foto © Valerio CaprinoLa stoffa dell'allenatore ha dimostrato di averla sin da giovanissimo: Mirko Granieri ha avuto la sua prima esperienza in panchina ad appena ventun'anni, nel 2002, allenando i Pulcini del Don Bosco, poi gli Esordienti di Quarticciolo e Alessandrino. Giocava in Promozione, con il Sud Italia: una seconda punta con grandi mezzi tecnici, ma martoriato dai problemi fisici. La sua carriera da calciatore finisce presto, ad appena 27 anni, quella da allenatore è in continua crescita. Guida i Giovanissimi Coppa Lazio del San Lorenzo, poi i Giovanissimi Sperimentali del Cinecittà Bettini con cui vince il campionato. Passa ai Regionali chiudendo imbattuto e portando la squadra in Elite. In seguito due stagioni al San Lorenzo con gli Allievi e la Juniores Elite. Fa il grande salto nella Vigor Perconti, dove allena gli Allievi Fascia B Elite, avendo in rosa Massimo Camilli, ora nella Primavera del Brescia di Possanzini, Cristian Iovine (adesso alla Lupa Castelli) e Marinucci, che ha ritrovato ad Artena. Vince il Lodovichetti ed il Saliola, perdendo in Coppa Lazio in semifinale con la Roma di Rubinacci a Trigoria. Con i blaugrana ha il suo esordio con una prima squadra, facendo salire la Vigor in Promozione. La scorsa stagione approda alla Vis Artena e ottiene una clamorosa finale di Coppa Italia, poi persa con l'Albalonga, e riesce a salvare la squadra che navigava in cattive acque. Domenica, in casa del Nettuno, è arrivata la settima vittoria stagionale che ha mantenuto i rossoverdi al secondo posto: è stato costruito un grande gruppo, che gioca un bel calcio. Il campionato è lungo, ma Granieri non nasconde le sue legittime ambizioni.

L'anno scorso alla Vis Artena è stata una stagione di alti e bassi: dall'esonero al finale da applausi. 

“Penso che sia stata un'impresa vera e propria: giocavamo sempre con sei o sette under e non avevamo alternative, non potendo contare su Cianni e Romagnoli per infortunio, due elementi fondamentali”.

Ti trovi in una piazza dove la squadra è molto seguita e c'è una certa pressione. 

“Quando vedi in tribuna sei o settecento persone come nel derby con il Colleferro, è inevitabile sentirsi in discussione. Però, quando dai il 150% puoi rimproverarti poco, qualunque sia il risultato del campo. Dico una cosa, in questo campionato arriverà in fondo chi saprà gestire meglio i momenti di difficoltà, che ci saranno per tutti”.

Dopo la vittoria nel derby c'è stata grande festa da parte di tutto il gruppo: non è facile fare delle scelte con una rosa così lunga. 

“Sono stato chiaro dal primo giorno, dicendo che non avrei mai fatto giocare qualcuno solo per il suo nome. E' successo anche domenica, quando Castellano e Visone sono andati in panchina dopo che erano stati sempre titolari ed è stato premiato Longo, che ha fatto benissimo. Strillo poco, ma vedo tutto e i giocatori lo sanno, sono intelligenti”.

Domenica è tornato al gol Mario Monaco di Monaco, che è stato spesso escluso. Mario Monaco di Monaco Foto © Ritieri

“Mario è un giocatore importante, come il fratello. Sono felicissimo per la sua rete, la meritava: ha sofferto tanto, in silenzio. Il primo a riconoscere il suo scarso momento di forma è stato lui e sta lavorando tanto. Rispetta le mie scelte e sa che può essere fondamentale”.

La prossima sfida in campionato è il big match con il Gaeta. 

“Hanno una rosa fortissima e hanno il miglior attacco del girone. Non dobbiamo farci ingannare del pari di ieri, anche perché mancavano due giocatori fondamentali come Fanelli e Vitale”. 

Chi ti ha impressionato di più della tua squadra? 

“Francesco Prati: dopo l'infortunio è riuscito a tornare ancora più forte, dimostrando grande carattere e rispondendo a chi lo criticava. Per me, insieme a Romondini, è il miglior centrocampista della categoria”. 

A dicembre ti aspetti rinforzi? 

“Non lo so. Di certo accontenteremo i ragazzi che hanno avuto meno spazio: ho dato la mia parola, essendo usciti dalla coppa chi vorrà scegliere un'altra sistemazione verrà liberato”.

Il sogno è arrivare tra i professionisti? 

“Amo allenare, ma devo fare i conti con la realtà e so che non posso mantenermi solo con il calcio. Cercherò di crescere ed è ovvio che mi piacerebbe avere una grande occasione, ma è meglio tenere i piedi per terra”.

La festa dell'Artena dopo la vittoria nel derbyIl ricordo più bello nella tua carriera da allenatore? 

“La stagione con gli Allievi Fascia B Elite della Vigor e la finale di Coppa Italia dello scorso anno: abbiamo messo cuore e anima in quella competizione, andando contro ogni limite”.

Hai tanta esperienza, nonostante la giovane età. In cosa devi crescere? 

“Non mi sento appagato, cerco di andare a seguire gli allenamenti di tanti colleghi e cercare di imparare da tutti. Il giorno che avrò perso la voglia di imparare farò altro...”.