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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Vis Artena, parla Granieri: "Dobbiamo puntare sul collettivo"

Alla vigilia della finale di Coppa l'allenatore rossoverde è sereno: "Loro sono più forti, ma in queste partite conta soprattutto la voglia e noi siamo pronti"



Mirko Granieri, tecnico della Vis ArtenaUn traguardo storico, inaspettato, ma senza dubbio meritato: la Vis Artena domani giocherà una delle gare più importanti della sua stagione, in cui i rossoverdi potrebbero realizzare qualcosa di impensabile ad inizio campionato. Non bisogna dimenticare tutte le difficoltà incontrate da questa squadra dall’inizio della stagione: un cammino reso difficile dagli infortuni di alcun uomini chiave (Romaggioli, Cianni e Romagnoli su tutti, ndr) e anche da alcune scelte societarie che non hanno aiutato. Nonostante questo è arrivata a giocarsi una partita di tale importanza contro l’Albalonga: inutile nascondersi, i castellani hanno un organico complessivamente più forte e partono favoriti. Tuttavia la storia recente insegna che in una gara secca può succedere di tutto e le differenze tecniche possono essere annullate con le motivazioni e l’entusiasmo. Empolitana Giovenzano docet. Il tecnico Mirko Granieri tiene i piedi ben saldi a terra, consapevole che servirà una grande impresa. La sua squadra, però, avrà poco da perdere e potrà cercare di sfruttare il fatto che le pressioni maggiori saranno tutte dalla parte dell’avversario. Poco più di ventiquattro ore per cercare di scrivere la storia, per poi tornare a lavorare duramente anche in chiave campionato, dove c’è un obiettivo salvezza da raggiungere al più presto.   

Una finale raggiunta con grande caparbietà, quando dopo la gara di andata con il Montecelio tanti vi davano per spacciati. Adesso un altro ostacolo difficile per raggiungere un traguardo impensabile ad inizio stagione. Come vivi questa vigilia? 

“In maniera serena, abbiamo già fatto qualcosa di storico visto che la Vis Artena non aveva mai raggiunto né una semifinale né una finale in questa competizione, neanche quando il club poteva contare su condizioni economiche migliori. E’ un’occasione unica, ma non un’ossessione: giochiamo con un avversario che ci è superiore, ma nelle finali conta soprattutto la voglia e noi siamo pronti. Conosciamo i nostri punti di forza e cercheremo di sfruttarli al meglio”. 

Nel match di ritorno avete sfoderato una grande prova corale. Come si può battere questa Albalonga? 

“Bisogna senza dubbio puntare sul collettivo, loro hanno valori diversi dai nostri e un attacco fortissimo. Non ci snatureremo, anche se ci mancherà un elemento importante come Prati. Dovremo correre più di loro ed essere concentrati dal primo all’ultimo minuto”. 

Quel secondo giallo rimediato dal centrocampista è stato pesante. 

“Stavo per sostituirlo, poi si è fatto male Innocenzi e ho dovuto prendere una decisione diversa. Per noi è un giocatore fondamentale, ma sono convinto che verrà sostituito a dovere, anche se avremo caratteristiche diverse”. 

Nella gara di ritorno con il Montecelio dopo i gol i ragazzi sono venuti a festeggiare verso la panchina, segno che il gruppo è unito e ti segue con grande attenzione. 

“E’ vero e questa nostra unità è dovuta proprio alle difficoltà che abbiamo dovuto affrontare nel corso della stagione. Tanti infortuni e problemi di vario tipo che hanno condizionato il nostro campionato e che ha patito anche chi si è trovato al mio posto quando sono stato esonerato. In queste condizioni economiche quando ti vengono a mancare quasi tutti i big diventa dura…”. 

Se dovessi scommettere su un giocatore della tua rosa come uomo partita? 

“Dobbiamo puntare sul collettivo, ma se potessi scegliere un protagonista direi Romaggioli: l’ho visto molto motivato. Dopo la grande paura per lo pneumatorace si sta allenando con grande dedizione. Sarebbe bello vederlo segnare in finale…”.  

Essere arrivati sin qui è già motivo di grande orgoglio: la vedi come una piccola rivincita personale dopo le vicissitudini passate? 

“Ripeto, il vero problema sono stati gli infortuni di Romagnoli, Cianni e Santolini che non ho mai avuto a disposizione. Il mio operato non poteva essere giudicato, come quello di chi è stato al mio posto. Con sei-sette under in campo è dura portare i tre punti a casa. All’inizio della stagione ho voluto portare un’idea di gioco ben precisa, cosa che forse alla lunga sta pagando, ma alle prime battute magari ci ha messo in difficoltà. Penso che a un tecnico vada dato tempo, non parlo solo del mio caso. Quando si sceglie un allenatore va sostenuto fino in fondo”. 

Domani sul nostro sito il live match della finale e, al termine della gara, cronaca, pagelle e le interviste ai protagonisti