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"Visita alle sette Chiese", la tradizione continua

Nel corso del prossimo fine settimana, torna uno dei pellegrinaggi romani per eccellenza: dodici ore a cavallo tra passato e presente.



La Chiesa di Santa Maria in Vallicella, luogo da cui partirà la visita.

Nella notte tra il 15 e16 maggio, le strade di Roma torneranno nuovamente ad essere percorsainteramente a piedi dai pellegrini che, come nei tempi andati,daranno vita alla tradizione tutta capitolina della “Visita allesette Chiese”, un momento che affonda le proprie radici nellastoria cristiana della Città eterna e che, lungo i secoli, haconosciuto partecipanti illustri i quali, accanto ad anonimi fedeli,si sono messi in cammino nel cuore della notte per visitare iprincipali luoghi di culto della Fede cattolica.Uno sguardo alpassato. La visita alle Sette Chiese della città di Roma è unapia pratica, iniziata intorno alla metà del XVI sec. e che preseindirettamente spunto dalle tappe di pellegrinaggio indicate da PapaBonifacio VIII due secoli prima, con l’indizione del primoGiubileo. Si era intorno all’anno 1551 quando, nei pressi dellaChiesa di San Girolamo alla Carità da San Filippo Neri, frescoordinato sacerdote, abitava proprio a San Girolamo e qui organizzavaun trattenimento quotidiano in Chiesa, per poi uscire in strada,durante l’ora del passeggio quotidiano. Il giro – chiamato daipartecipanti col nome di “visite” - aveva tra le meteprivilegiate la Basilica Vaticana e Santa Maria Maggiore, conl’intento di onorare la tomba di San Pietro e la Madonna, titolaredella Basilica liberiana. La domenica e nei giorni di festa invece sisvolgeva un percorso più lungo, che si spingeva alla Basilica di SanPaolo oppure ancora più oltre, all’Abbazia delle Tre Fontane;ancora, si proseguiva sull’Appia, alle catacombe di San Sebastiano,dove si sarebbe consumato il pasto. Infine il giro aveva come mete dichiusura la Basilica di San Giovanni oppure Santa Croce diGerusalemme. Nacque così una delle tradizioni più belle, sentite econsolidate dell’attuale capitale, che di anno in anno videcrescere il numero dei partecipanti e che si svolgeva come una vera epropria visita a degli amici cari, evidentemente rappresentati daiLuoghi più importanti della Roma cristiana. La pratica si consolidònel 1552 con un percorso di sedici miglia, diviso in due giornate,con partenza la sera del mercoledi, dalla Chiesa di San Girolamo:attraversato ponte Sant’Angelo, si faceva visita ai malatidell’ospedale di Santo Spirito, raggiungendo poi l’attiguabasilica di San Pietro. Al mattino seguente, tappa alla basilica diSan Paolo ed a San Sebastiano, dove si sarebbe celebrata la Messa,con omelia di Filippo e infine colazione. Tappe successive erano inseguito la Scala santa, San Giovanni in Laterano, Santa Croce inGerusalemme e – superata Porta maggiore - la basilica di SanLorenzo. Tappa finale la basilica di Santa Maria Maggiore, doveavveniva il congedo al canto della Salve Regina.Il pellegrinaggioodierno. Com’è evidente, tanti anni sono passati da quellontano e memorabile 1552….. ma l’emozione non si è spenta lungoi secoli, anzi, è andata aumentando e mantenendosi costante, alpunto tale che, di anno in anno, essa si rinnova con ciclica cadenza:per quest’anno 2015 l’appuntamento è fissato alla sera del 15maggio alle ore 19,00 presso la Chiesa di Santa Maria in Vallicella,in Piazza della Chiesa Nuova, mentre l’arrivo è previstoindicativamente per le 7,00/8,00 del mattino successivo alla Basilicadi Santa Maria Maggiore, presso il quartiere dell’Esquilino. Inmezzo, un percorso di 25 km nell’ambito del quale Padre MaurizioBotta terrà le catechesi: in qualsiasi momento, coloro che non sisentiranno in grado di proseguire potranno terminare il percorso divisita. Sono richiesti: una torcia, un ombrello, un impermeabile, unacorona del rosario, cena a sacco – con fermata presso la Parrocchiadi San Benedetto sulla Via Ostiense - una felpa o maglietta pesante,5 euro per ricevere il libretto della visita e le cuffiette ondepermettere un ascolto della catechesi più efficace. Per ulterioriinformazioni è disponibile il sito web www.vallicella.org.