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Categorie: Dilettanti - Serie D

Viterbese, attesa tra preoccupazione e speranza

Mancano tre giorni e poi si avrà un quadro più chiaro sul futuro del club, sospeso tra Serie D, ripescaggio in Lega Pro e nuovo inizio



Piero CamilliMancano 3 giorni e poi si avrà un quadro più chiaro sul futuro della Viterbese, squadra al momento sospesa fra serie D, ripescaggio in Lega Pro e nuovo inizio – ipotesi remota - che significherebbe terza categoria. Il termine del 30 giugno è quello entro il quale il Patron Piero Camilli dovrebbe iscrivere l’altra sua squadra, il Grosseto, proprio nella vecchia serie C. 

I fatti. Per capire meglio quale sia il quadro di una situazione molto complessa, bisogna fare un passo indietro e tornare al mese di maggio quando Camilli, Presidente del Grosseto e della Viterbese, annuncia il suo addio al mondo del calcio, troppo dispendioso sia in termini di lavoro che di stress. Una decisione che lascia interdette due piazze – quella toscana e quella laziale – improvvisamente senza un futuro certo. Perché Camilli – lo ha ribadito più volte in questi giorni – non avrebbe intenzione di tornare sui suoi passi. Così il termine del 30 giugno – data ultima per l’iscrizione di categoria del Grosseto – diventa specchio rivelatore di una situazione che non sembrerebbe trovare sbocchi decisivi. Così nelle due città l’aria intorno alle due formazioni si fa pesante e lo sconforto lascia spazio alla speranza. Speranza che si riaccende solo con un “mors tua, vita mea” per la quale secondo i tifosi, all’abbandono di una società da parte del Patron Camilli, corrisponderebbe la salvezza dell’altra. 

I rapporti con l’amministrazione di Viterbo. Il discorso in realtà è più complesso e difficilmente Camilli andrebbe a scegliere una piazza rispetto all’altra con tanta facilità. Intanto una prima precisazione. Non risultano problemi burocratici per l’iscrizione delle società nelle rispettive leghe di appartenenza. La Covisoc ha infatti dato parere favorevole alla iscrizione del Grosseto al prossimo campionato di Lega Pro, valutando positivamente gli adempimenti tecnico-sportivi e contributivi della società toscana. Anche per la Viterbese non risultano inadempimenti e la parentesi calcistica della società laziale dovrebbe continuare nella Serie D. Forse. Perché qui si arriva al nodo della questione che si attorciglia in primo luogo intorno al difficile rapporto creatosi fra amministrazione comunale e presidenza della Viterbese. Al centro dello “scontro” la questione stadio, il “Rocchi”, che necessiterebbe di lavori di ammodernamento e riqualifica: lavori in capo al Comune che per Camilli non si è mosso con tempestività. Da qui è partita una serie di incontri che ha coinvolto tifosi, società e Sindaco, ultimo dei quali il 17 giugno proprio allo stadio “Rocchi”: in quella sede Michelini – primo cittadino di Viterbo – aveva garantito i lavori “in caso di ripescaggio in Lega Pro” per poi confermare un intervento del Comune – con i lavori che interesseranno il terreno di gioco, la sicurezza intorno allo stadio, la sala stampa e l’infermeria - anche in caso di mancata promozione. 

La questione Lega Pro. Già perché in casa gialloblu l’altro punto all’ordine del giorno è quello della possibile promozione nella vecchia Serie C. La formazione era reduce dall’ottimo campionato della passata stagione – eliminata durante i quarti di finale dal Taranto – ponendosi fra le candidate per il possibile ripescaggio. Una eventualità ancora viva, ma oggi probabilmente più lontana. Perché dal Consiglio Federale del 26 Giugno è arrivato il nuovo piano di accesso ai vari ripescaggi – Serie A, B e Lega Pro – che di fatto potrebbe mettere la parola fine ad un eventuale passo avanti della società laziale: “Le società per essere ripescate – si legge nel comunicato Figc - dovranno versare un contributo straordinario alla Figc di 5 milioni di euro per la Serie A, 1 milione di euro per la Serie B e 500mila euro per la Lega Pro”. Un metodo, questo, che in primo luogo non permetterebbe alla Viterbese di accedere alla categoria superiore in caso di mancata iscrizione della Lupa Castelli – ma sulla quale il Presidente Rosato fa sapere che non ci saranno sorprese in negativo - classificatasi prima con 78 punti. Una cifra, poi, che viste le dichiarazioni di Camilli circa il suo mancato coinvolgimento nella prossima stagione dei gialloblu, difficilmente potrà essere reperita in tempi brevi. Anche perché ai 500mila euro richiesti dalla Federazione andrebbero aggiunti i 90mila necessari alla iscrizione al torneo, insieme alla fideiussione da 400mila euro (gli ulteriori 200mila verranno versati dalla stessa Lega Pro, mentre la fideiussione potrebbe essere ulteriormente snellita di 100mila se gli stipendi non supereranno il milione di euro o di 50mila euro se gli stessi saranno compresi fra l’1 e i 2 milioni, ndr) con un totale che si aggirerebbe sul milione di euro finale. Una somma di non poco conto che andrebbe ad essere ulteriormente gravata dai costi della nuova stagione fra nuovi acquisti, stipendi e correlati. Insomma al momento la prima data per sapere qualcosa di certo è il 30 giugno e ad attenderla – con molta preoccupazione, ma anche speranza - sono due città intere.