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Volley, Mondiali 2014: l'Italia cede il primo set, poi travolge la Germania di Guidetti

Le tedesche partono forte, ma le ragazze di Bonitta si scuotono e conquistano con autorità la quarta vittoria nella manifestazione



Il muro dell'Italia, l'arma in più di coach BonittaITALIA - GERMANIA 3 - 1 (21-25, 25-17, 25-10, 25-18)


ITALIA Piccinini (K), Lo Bianco, Centoni, Arrighetti, Chirichella, Del Core, Costagrande, Bosetti C., Signorile, Diouf, Folie, De Gennaro (L) ALLENATORE M. Bonitta

GERMANIA Kozuch (K), Pettke, Beier, Brinker, Weihenmaier, Apitz, Geerties, Lippmann, Silge,Weiss, Fürst, Dürr (L) ALLENATORE G. Guidetti

ARBITRI Simonovic (Serbia), Perez (Cuba)

NOTE Durata set 28', 23', 24', 28' Top scorer dell'incontro Kozuch (Germania) con 22 punti.


Che l'avversario sia di ben altra caratura rispetto a quelli delle scorse partite lo si capisce sin dalle prime battute. Le azzurre sentono la gara anche a livello emotivo e partono contratte, lontane dalle loro migliori prestazioni. I servizi sbagliati, la poca incisività sotto rete e i pasticci in ricezione ne sono i sintomi più evidenti (3-8). Le Germania non riesce ad approfittarne al 100%, commettendo a sua volta diversi errori in battuta. Molto meglio il fondamentale del muro, che riesce ad arginare soprattutto la Centoni. Bonitta propone un doppio cambio proprio sull'opposto del Galatasaray e sulla Lo Bianco, mandando in campo al loro posto Signorile e Diouf (15-17). Le cose non migliorano e Bonitta propone Del Core al posto di una Piccinini in ombra (17-23). L'ace di Diouf accende i tifosi, ma Kozuch pone fin ad ogni speranza con l'attacco che costringe l'Italia ad incassare il primo set perso dall'inizio del Mondiale (21-25).

Diouf e Del Core restano in campo anche nel 2° parziale, che promette immediatamente scintille. L'Italia appare più tonica, ma si procede punto a punto. Arrighetti in fast dà il suo contributo, con il 75% in attacco (8-4). La Brinker viene richiamata in panchina per fare posto a Geerties. Le azzurre tuttavia non hanno nessuna intenzione di dissipare il vantaggio accumulato e arrivano al secondo time-out tecnico in vantaggio 16-9. Guidati manda in battuta la Weiss in sostituzione della Kozuch ma l'atleta non riesce ad incidere sull'andamento del set, che vede l'Italia prendere il volo 20-13. Da qui in poi la Germania riesce a mettere a terra qualche buon pallone, ma questi non sono sufficienti ad impedire alla squadra di casa di pareggiare i conti 25-17.

Squadra che vince non si cambia per Bonitta, che conferma il sestetto del set precedente. Per motivi a dir poco sconosciuti l'allenatore azzurro rimedia un cartellino giallo dopo i primi scambi, ma la sua squadra non si fa prendere dal nervosismo e continua ad organizzare i propri schemi in maniera impeccabile. La Diouf è una macchina da guerra e attacca senza paura un pallone dopo l'altro. De Gennaro è dovunque, dando stabilità al reparto difensivo (8-3). Guidetti cerca di dare nuova linfa alla sua squadra dando spazio a Geerties e Weihenmaier, ma è il momento d'oro di Del Core e non c'è modo di arginarla (15-6). A poco servono gli sforzi delle tedesche, che si arrendono sul 25-10 dopo l'ennesimo servizio vincente della Arrighetti.

L'Italia apre il 4° set con un perentorio 6-0. È sempre più difficile far punto alle azzurre e la Germania perde ogni punto di riferimento. I cambi di Guidetti non riescono ad aiutano le manovre delle tedesche, sempre più in balìa di Lo Bianco e compagne (13-3 e 20-14). I 22 punti complessivi della Kozuch accorciano le distanze ma non bastano a riaprire il match. Un attacco della neo-entrata Centoni (subentrata all'ottima Diouf, che lascia il campo con 17 punti all'attivo) e l'errore in battuta di Apitz pongono fine all'incontro, vinto in modo più che meritato dalla squadra azzurra. Una prova di maturità delle ragazze di Bonitta, il quale ha dimostrato di avere molte frecce al proprio arco e di poter contare su una rosa ricca di eccellenze. Questa abbondanza potrebbe rivelarsi decisiva durante le fasi più calde del Mondiale, una competizione lunga e destinata a diventare sempre più impegnativa.