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Walter Antonini senza freni: "Tutti puntano sui giovani, ma solo a parole”

Il dirigente della Capitolina tra prima squadra e settore giovanile: “Ai ragazzi consiglio di andare dove hanno realmente la possibilità di giocare”



Walter AntoniniC’è una importante realtà che da 14 anni vive sui campi di calcio a 5 della nostra regione: la Capitolina. Una società che, partita dalla serie D, è arrivata grazie ad un progetto ponderato, a ricoprire stabilmente un ruolo di primissimo livello nel massimo campionato regionale e, da due anni a questa parte, anche con Juniores e Under 21, che hanno già ottenuto importanti successi in breve tempo. Un progetto che continua ad evolversi. E’ di poche ore fa, infatti, la notizia della collaborazione stretta tra la società gestita da Walter Antonini e lo Sporting Club Marconi, che permetterà alla Capitolina di contare anche le formazioni giovanili di Allievi e Giovanissimi, un ulteriore passo di crescita, come spiega proprio il dirigente capitolino. 


Walter, prima di proiettarci al futuro, che bilancio dai alla stagione appena conclusa?

Certamente ottimo per tutte e tre le nostre categorie, anche se c’è un profondo rammarico. Con la Juniores avremmo potuto fare ancora meglio se avessimo avuto un paio di elementi in più. Con una rosa corta abbiamo comunque ottenuto il quarto posto, sfiorando i play off e giocando sempre alla pari contro le migliori della classifica. Come primo anno di Elite, puntavamo alla salvezza ed abbiamo fatto benissimo. Sull’Under 21 nazionale hanno invece pesato le scelte della Divisione che, per contenere i costi, fa scontrare nei play off le formazioni in base alla distanza geografica. In questo modo ci siamo trovati ad affrontare subito la Lazio. Con questo regolamento si premia la territorialità piuttosto che il merito sportivo. Se si vogliono davvero abbattere i costi, e dare la possibilità a chi ha nel proprio girone 4/5 squadre che in altri gironi arriverebbero prime abbastanza facilmente, basterebbe fare un sorteggio integrale dai sedicesimi in poi, facendo giocare le partite in gara unica su un campo neutro che sia facilmente raggiungibile dalle due società. Anche la C1 è andata bene e credo che, senza alcuni infortuni nel momento cruciale della stagione, avremmo potuto raggiungere i play off. Comunque abbiamo giocato una stagione con tutti giovani in campo e nel mercato di dicembre ho liberato due senior per prendere un ’90 ed un ’94 (Becchi e Mazzucca). Credo che nessun’altra società abbia fatto lo stesso. 


Una rosa giovane nella quale avete inserito l’esperienza di giocatori quali Rubei, Angelini e Langiano. 

La nostra è stata una scelta semplicissima. I senior li avevamo anche lo scorso anno, ma abbiamo preferito tagliarli per dare ulteriore spazio ai ragazzi, che hanno dimostrato di meritarlo. 


Una scelta che va controcorrente... 

Tutte le società parlano sempre di progetti legati ai giovani, ma alle parole non fanno seguire i fatti. Quando anni fa con la consulta abbiamo inserito la regola degli Under 21, dapprima in lista e poi in campo, siamo stati subissati di critiche e attacchi. Oggi, invece, tutti parlano di giovani, tutti promettono, ma poi nessuno mantiene. Ho visto partite nei play off di C1, con gli otto under seduti in panchina o al massimo con in campo il portiere Under 21. Sono 14 anni che esiste la Capitolina e di errori, con il mio staff, ne abbiamo commessi, ma ne abbiamo sempre pagato le conseguenze e ci ho sempre messo la faccia. In giro, invece, si vedono persone che hanno fatto fallire tre squadre in quattro anni, falsando campionati e causando anche spese per le altre società, che continuano a fare progetti e promesse. Il problema di questo sport è che si ha la memoria corta e si dimentica il passato. Bisognerebbe impedire a chi fallisce di far parte dell’organigramma di qualsiasi squadra per un certo periodo di tempo. Purtroppo così non è e, in assenza di regole e continuità, ogni anno spariscono squadre importanti che hanno guardato solo al risultato sportivo piuttosto che alla programmazione. A queste persone ora chiedo: "E’ più piacevole vincere e poi sparire o più brutto ora stare a guardare o cercare collaborazioni fantasiose che, quasi sempre, durano da natale a Santo Stefano?" 


Walter Antonini e Maurizio Cerchiari dopo la vittoria del campionato Under 21 nel 2013Che consiglio ti senti di dare ai giovani? 

Sono molte le società che parlano di progetto giovani, ma poi prendono giocatori stranieri che devono giocare, perché alla fine conta solo il risultato del campo. Quello che voglio dire ai ragazzi è di scegliere squadre dove abbiano la possibilità reale di giocare. E’ inutile andare in formazioni piene di stranieri, con dieci-dodici senior in rosa o a giocare in categorie superiori dove non troveranno mai spazio. Perché a luglio le parole sono tutte belle, ma alla fine gli allenatori non hanno quasi mail la pazienza di aspettare la crescita di un ragazzo e si affidano al giocatore già pronto. In passato anche io ho commesso un errore simile, puntando su giocatori stranieri, quindi senza dare spazio ai giovani. Le società che fanno questa scelta pensano solo al risultato del campo e non alla crescita dei ragazzi. 


A proposito di giovani, la Capitolina che ha appena chiuso una collaborazione con lo Sporting Club Marconi.

Grazie a questa collaborazione, da quest’anno avremo anche le categorie Giovanissimi e Allievi, andando ad espandere ulteriormente il nostro settore giovanile. A tale proposito voglio ringraziare ancora una volta Fabrizio Loffreda, che ha dato il via a tutto con una sua intuizione due anni fa. Per quanto riguarda lo Sporting Club Marconi il ringraziamento va a Luca Copparoni e Alessandro Maurizi. Inoltre un grazie anche a tutti i ragazzi della Vis Nova, che ci garantiscono un importante bacino per la nostra squadra. In onore di questa collaborazione abbiamo deciso di cambiare il nostro nome in Capitolina Marconi e di modificare nostri colori sociali in giallo e nero. Inoltre nella nostra rosa abbiamo tutti allenatori che provengono proprio da quella realtà: Consalvo, Proietti, Trombetta e Gimelli. Un modo ulteriore per dare continuità a due realtà che, comunque, rimangono distinte e separate. Un ultimo importantissimo ringraziamento lo devo ad Alessandro Testagrossa, amico vero e insostituibile collaboratore, senza il quale forse, oggi non sarei ancora qui a vivere passionalmente il nostro amato futsal...