Notizie

Wojtyla: Lazio, pochi dubbi e molte conferme dopo Lariano

Analizziamo il cammino dei biancocelesti di Inzaghi nella manifestazione, ottimo test in vista della ripresa del campionato



Una bella vittoria contro il Lanciano, una passeggiata contro il Brasov, il meritato successo contro il CR Lazio. Per la sesta volta nella sua storia, la Lazio si è aggiudicata la Wojtyla Cup. C’è gioia a Formello per il trofeo vinto, ma anche soddisfazione per molte informazioni che Simone Inzaghi è riuscito estrapolare da quanto fatto vedere in campo dalla sua squadra. In molti dicono che questo per la Lazio sia un anno di transizione, figlio di una rosa nuova, molto giovane e piena di elementi molto forti ma ancora potenzialmente; i primi frutti del buon lavoro, però, si cominciano già a vedere. Il tecnico, in vista della ripresa del campionato, ha avuto conferme incoraggianti.

Inzaghi con Calì e Bezziccheri ©GazzettaRegionaleVogliamo nominare su tutti Francesco Manoni, il vero tuttofare della squadra biancoceleste, che sembra essere sempre più imprescindibile per i capitolini. 4-3-3 o 4-3-1-2, l’esterno c’è sempre: l’impegno, il fiato, la corsa, il sacrificio, caratteristiche che contraddistinguono il giocatore e che permettono a Simone Inzaghi di poterlo schierare terzino in caso di rombo a centrocampo e ala destra quando viene varato il tridente offensivo. Se a tutto questo abbiniamo una buona qualità, il gioco è fatto: nell'undici titolare, Manoni la sua maglia l’avrà sempre. Il torneo ha permesso allo staff degli aquilotti di testare a centrocampo chi ha giocato di meno. Uno di questi è il gigante Folorunsho che con il suoi 189 centimetri non è mai passato inosservato agli occhi di Inzaghi, essendo l’unico giocatore in rosa a disporre di una notevole prestanza fisica e che cresce settimana dopo settimana sotto il profilo tecnico. Chi ha deluso un po' è stato Verkaj: il centrocampista tedesco sembra essere rimasto con la testa a Formello, dopo le buone prime uscire contro Pescara ed Avellino; sarebbe comunque stupido e affrettato parlare di bocciatura. Una piacevole conferma arriva dalla difesa: Cardelli dovrebbe aver infatti fugato ogni dubbio e ad aver vinto il ballottaggio con Quaglia per un posto al centro della retroguardia a fianco dell’insostituibile capitan Mattia. L’ex Allievi si è dimostrato preciso, puntuale e capace di dare sicurezza al reparto. Sicurezza che viene un po’ meno per chi sta difendendo la porta in questo periodo: Matosevic sicuramente non è uno di quei portieri che ti fa dormire sonni tranquilli. Pochi interventi sicuri e ancora una tecnica troppo acerba: siamo pronti a scommettere che quando tornerà dall’infortunio, sarà Borrelli a mettersi il numero 1 sulle spalle. Fattori positivi per poter ripartire con entusiasmo in campionato ce ne sono: sabato prossimo c’è il Latina di Ghirotto, squadra ostica ma utile per continuare a capire quanto questa Lazio riuscirà a non far rimpiangere la corazzata dello scorso anno.