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Categorie: Nazionali - Under 15

Zaccaria Sdaigui: ecco il 2000 che ha stregato la Roma

Il gol nel derby è solo l'ultimo exploit del centrocampista italo-marocchino. Daniele Amerini, agente che lo ha portato a Trigoria: "Ha tutto per giocare ad alti livelli ma deve continuare a lavorare"



Il gol nel derby è solo l'ultimo capitolo della storia di Zaccaria Sdaigui. Un'avventura, quella del centrocampista che ha illuminato l'ultima stracittadina, cominciata però ben lontano da Trigoria. Abbiamo deciso di ripercorrere le tappe di un viaggio che, partendo dai primi calci all'Affrico e passando per il Siena, lo ha poi portato alla corte Roma. Ecco così l'identikit di un classe 2000 che, si dice, abbia letteralmente stregato Bruno Conti.

Le origini. La sua famiglia, dal Marocco si trasferisce a Firenze. Qui nasce il ragazzo che, a due passi dall'Artemio Franchi, comincia a tirare i primi calci ad un pallone vestendo la maglia dell'Affrico, società storica nel mondo del calcio giovanile in Toscana. Passa poco tempo prima che per lui si faccia avanti il Siena. Con i bianconeri disputa due stagioni, periodo in cui la sua strada si incrocia con quella di Daniele Amerini, ovvero l'agente che poi lo proporrà alla Roma. “Ricordo ancora le parole di mio suocero che, per motivi di lavoro, aveva incontrato Mohamed, il padre di Zaccaria. Mi disse che non potevo non andare a vedere questo ragazzo, che aveva una marcia in più rispetto a tutti gli altri. Dopo tanta insistenza – continua Amerini – ho finito col cedere. La prima volta lo vidi contro il Prato, capii subito che in effetti aveva davvero qualcosa in più”.

Zaccaria Sdaigui, esulta dopo il 2-0 nel derbyL'arrivo a Trigoria. Momento cruciale per l'approdo del centrocampista in giallorosso è il fallimento del Siena. Amerini si mette subito al lavoro. La Roma (sembrerebbe proprio sotto esplicita richiesta di Bruno Conti, estasiato dal ragazzo, ndr) si dimostra sin da subito decisa a puntare sul giovane, a differenza pare di squadre come Juventus, Fiorentina e Inter: “La Roma – ci rivela Amerini – si è dimostrata la più lungimirante. Sono felice che la società sia contenta di Zaccaria, va dato però merito a Bruno Conti e Marco Albergati, assieme a tutto lo staff, per il lavoro di scouting che hanno fatto e per la capacità che hanno avuto nel portarlo nella capitale”. Da quel giorno è stata una vera e propria escalation con Sdaigui che, a suon di gol e prestazioni da applausi, si è ritagliato il ruolo di pedina imprenscindibile nella mediana dei Giovanissimi Nazionali di Roberto Muzzi.

Identikit. Guardando Zaccaria Sdaigui, la prima qualità che salta all'occhio è sicuramente l'esuberanza fisica di cui dispone. I mezzi atletici lo rendono infatti un elemento decisamente prezioso nella mediana giallorossa. La sua peculiarità è però la capacità di creare superiorità numerica in mezzo al campo grazie a quegli affondi palla al piede che, come si è visto anche nel derby, spaccano letteralmente a metà il centrocampo avversario. Una falcata, e una coordinazione, rara per un giocatore di 183 centimetri, grazie alla quale riesce a rendersi pericoloso anche in zona gol. “Sono contento che stia riuscendo a mostrare le sue qualità – dichiara Amerini – ha tutto ciò che serve per fare il calciatore anche a livelli importanti ma deve continuare a lavorare. Di lui posso dire che è un ragazzo umile che ha sempre voglia di migliorarsi perchè ha la competizione nel sangue. Se la mantiene potrà fare cose importanti. Io ho fatto il calciatore per vent'anni e posso dire che la differenza la fa la forza mentale, il saper gestire le pressioni. Con questa testa può far bene”. Uno spirito di sacrificio che gli ha permesso di guadagnarsi anche la maglia azzurra. Sdaigui era infatti l'unico giallorosso presente nella doppia amichevole dell'Under 15 con l'Albania Under 17. Ennesima soddisfazione per un ragazzo che sta bruciando tappe e avversari. Certo, la strada verso il calcio che conta è ancora lunga ma, conoscendolo, Sdaigui non è certo uno che ha voglia di smettere di correre.