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Categorie: Dilettanti - Giovanili

Zarelli, l'intervista integrale parte 1: "Violenza? Alcuni ragazzi sfogano i problemi nel calcio"

Scandito in quattro appuntamenti, riproponiamo il lungo confronto con il presidente del Cr Lazio sulle problematiche che affliggono il mondo del calcio



Riproponiamo l'intervista integrale al Presidente del Cr Lazaio Melchiorre Zarelli, pubblicata sull'edizione n°22 di gazzettaregionale.it. L'articolo sarà suddiviso in quattro appuntamenti, al fine di renderne più snella la lettura online.

Il Presidente Melchiorre Zarelli ©crlazio.infoNon esprimeremo ulteriori pareri personali in queste righe di introduzione. Tuttavia, come si potrà notare dalle domande che seguono, resta ferma la nostra opinione su un’annata difficile da digerire considerando le tante vicende negative. Perché il bello del calcio non morirà mai finché esisterà un pallone e delle persone disposte a giocarci, ma quando i valori sportivi vengono calpestati in competizioni organizzate dalle federazioni, è un dovere denunciare e andare a porre le domande a chi può dare risposte. Il presidente Melchiorre Zarelli ci ha ricevuto per oltre un’ora, non negandosi e non evitando nessun quesito. Dai singoli casi di violenza alle problematiche della giustizia sportiva, dal ciclone che ha investito Belloli alla nascita di una Lega femminile. La lunga parentesi sull’incidente di Andrea Scipione, il mondo degli arbitri, il Torneo delle Regioni, fino alla possibile candidatura per il prossimo mandato... Tutte le risposte del numero uno del Cr Lazio su un anno di calcio.

Si sta chiudendo una stagione delicata, soprattutto dal punto di vista degli episodi di violenza.

“Bisogna anche intendere che tipo di violenza. Se parliamo di violenza morale, tantissimi casi. Per la violenza fisica dobbiamo distinguere: un buffetto sulla guancia o un pestone può capitare. Sono cose disdicevoli e che non vanno tollerate, ma vanno distinte. Quando si va oltre si deve sanzionare e probabilmente qualcosa in più c’è stato, soprattutto in Seconda Categoria, dove la situazione è andata notevolmente peggiorando. Eccellenza, Promozione e anche Prima Categoria hanno retto meglio.”

Nelle giovanili?
“Anche in alcuni campionati giovanili le cose non sono andate troppo bene. Alcuni giocatori dovrebbero essere educati differentemente, ma il calcio è un po’ l’emblema della società, che purtroppo non è un’isola felice, per quanto i dirigenti si adoperino per educarli e cerchino di far collaborare le famiglie. A volte i ragazzi hanno situazioni difficili e sfogano i problemi nel calcio, credendo che sia tutto lecito. Tante volte si fanno prendere da raptus che poi vengono sanzionati pesantemente, come è accaduto anche in questa stagione. Giocatori che si affacciano in campionati come la Juniores che prendono due anni di squalifica, non vengono più considerati neanche dalla loro società, cosa che gli tarpa le ali in prospettiva futura”.

Ma il calcio, e lo sport in generale, dovrebbe essere il veicolo per riuscire ad unire.
“E’ vero, ma tenga conto che il calcio vive di passione. Vi prego di credermi, non sto giustificando questi fatti, ma è uno sport che ha tante contraddizioni che dipendono anche da quella voglia di fare, dalla passione che li porta a trascendere”.

Caso Atletico Acilia – Savio: ha destato scalpore il video della rissa. Eppure i provvedimenti presi dal Giudice Sportivo sono apparsi leggeri, con la squalifica più lunga di tre giornate.
“Un bruttissimo episodio. Le squalifiche dipendono da ciò che scrive l’arbitro, non vi dovete stupire. Il Giudice Sportivo è molto severo, ma se i signori arbitri scrivessero come si deve nei referti, le sanzioni verrebbero applicate secondo quello che vi aspettate”.

Quindi è un problema della classe arbitrale fondamentalmente.
“Spesso si tratta di ragazzi giovani che quando refertano non sono molto attenti. Il Giudice Sportivo è scrupoloso e anche estremamente severo. Spesso, quando leggo i comunicati, noto sanzioni molto pesanti. Poi io più di tanto non è che possa dire”.

Continua...