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Categorie: Dilettanti - Giovanili

Zarelli, l'intervista integrale parte 2: ""Pene troppo leggere? Dipende da quello che scrive l'arbitro"

Scandito in quattro appuntamenti, riproponiamo il lungo confronto con il presidente del Cr Lazio sulle problematiche che affliggono il mondo del calcio



Riproponiamo l'intervista integrale al Presidente del Cr Lazio Melchiorre Zarelli, pubblicata sull'edizione n°22 di gazzettaregionale.it. L'articolo è stato suddiviso in quattro appuntamenti, al fine di renderne più snella la lettura online. 

Melchiorre Zarelli © crlazio.infoAbbiamo denunciato alcune discrepanze di giudizi in casi analoghi: a volte si è usata la mano leggera per casi molto gravi (pugno a Baiocco a Montespaccato, gara tra Sanpolese e Pro Sette in Prima Categoria), sanzionando le società con ammende quasi simboliche. 

“Sono casi a cui assistete da fuori, poi bisogna sempre vedere quello che scrive l’arbitro. Tenete conto, inoltre, che le sanzioni sono diverse a seconda delle categorie: in Eccellenza e Promozione un determinato atto viene giudicato in maniera più pesante rispetto ad una Seconda Categoria, perché più si va su, più la sanzione dovrebbe essere afflittiva. Delle volte succede anche in Serie A che casi simili siano puniti diversamente”. 

Non ci trova d’accordo, la pena non dovrebbe essere educativa sia in Eccellenza che in Seconda Categoria

“Certamente, infatti sono proprio quei signori che vediamo in televisione che spesso sono diseducativi”. 

Eccellenza, caso Serpentara – Audace Sanvito Empolitana: fuori dall’impianto scoppia una rissa. Il Comune chiude l’impianto. Non sarebbe dovuta intervenire la Federazione con sanzioni o ammende pesanti al fine di scongiurare il ripetersi di tali eventi? 

“Il Comune si rimangiò tutto... Un impianto del genere ha dei limiti per fare quel campionato. Infatti mi chiedo come potranno fare se dovessero salire in Serie D”.

Quella tribuna è inaccettabile. 

“Vi spiego come vanno le cose. Da qualche anno siamo l’unica regione in cui, per far accedere gli spettatori negli impianti del campionato di Eccellenza, occorre che sia tutto in regola e che la Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo si esprima affermando che le tribune sono regolari. E infatti le nostre società, alcune, non molte, ci presentano il nulla osta”. 

E quelle che non lo presentano? 

“Dove la commissione non si è riunita, o il Comune non l’ha addirittura convocata, il Sindaco ha la possibilità di dichiarare che l’impianto sia agibile agli spettatori per un numero non superiore alle 200 unità. A Bellegra il Sindaco si è preso questa responsabilità aggiungendo anche una chicca, cosa che non tollererò più nelle prossime stagioni: che potevano essere solo i tifosi di casa e non quelli estranei ad accedere in tribuna. Sapete perché gli spareggi nazionali li ha giocati a Genazzano?”. 

La rissa a Bellegra © Gazzetta RegionalePerché? 

“Perché l’Osservatorio del Viminale ha detto che, o si giocava a porte chiuse o su un altro campo. Poiché non si potevano immaginare quanti tifosi del Paterno sarebbero arrivati, hanno optato per giocare su un altro terreno”.

Altra situazione per noi paradossale è stata la scelta del Giudice Sportivo di infliggere punti di penalizzazione in Eccellenza e Promozione da scontare in questa stagione, assolutamente ininfluenti e a campionato chiuso (casi Gaeta, Santa Maria delle Mole e Montespaccato). Non era meglio far scontare questi punti nella stagione successiva? 

“Tenete conto che quando si esaurisce il procedimento, è la Procura Federale ad infliggere questa sanzione”.

Ma noi abbiamo ricevuto la segnalazione sul Montespaccato il 31 Marzo. Non le sembra una maniera furba di lavarsene le mani? Tra l’altro il Montespaccato era in lotta per il terzo posto e noi avevamo segnalato al Comitato la situazione per verificarne la veridicità; c’è stato risposto che non ne sapevano nulla. 

“A chi avevate fatto questa segnalazione?”.

Al segretario Claudio Galieti. 

“Ha sbagliato a mio giudizio. Avrebbe dovuto parlarmi di questa situazione e avremmo inviato tutto alla Procura come faccio sempre quando trovo delle segnalazione da giornali o siti. Non voglio dare la croce addosso a Galieti, ma quello che mi viene segnalato lo verifico prontamente e faccio tutto ciò che è in mio potere. Poi il Tribunale Territoriale può tenerne conto o meno”.

La nostra testata ha denunciato la diffusa pratica dei club dei campionati giovanili di far giocare calciatori più grandi rispetto all’età di categoria, squalificati o tesserati per altre società, sotto falso nome. I rischi sono elevatissimi. Non è mai arrivata nessuna segnalazione? 

“A noi non è mai arrivato nulla. Altrimenti avrei mandato tutto alla Procura”.

La Cavese ha presentato un ricorso con documentazione fotografica. E’ stato rigettato perché presentato oltre i termini previsti nelle ultime quattro giornate. Il comunicato specifica che gli “atti di gara sono stati trasmessi alla Procura Federale”. Con atti di gara si intende la documentazione presentata dalla Cavese o il solo referto arbitrale sul match? 

“Anche gli allegati, compresa la documentazione fotografica presentata dal club. Dovrebbe essere tutto in mano alla Procura. Comunque hanno dei termini abbastanza stretti nel giudicare. Anche lo scorso anno nella Juniores nel caso della Tuscia Foglianese trasmettemmo tutto alla Procura per un caso simile e di solito vengono prese sanzioni pesanti”.

Considerando che restiamo a vostra completa disposizione, la Federazione ha pensato a provvedimenti preventivi prima che capiti una disgrazia? 

“Non è possibile”.

Forse l’arbitro dovrebbe essere più attento nella fase del riconoscimento. 

“Lo avete detto voi. In Savio – Civitavecchia categoria Allievi, il direttore di gara ha fatto l’appello senza tenere conto dei documenti”.

Image titleCosa molto grave: l’arbitro è stato sanzionato? 

“Dall’Aia, cosa interna loro...”.  

Parliamo degli arbitri CAI: ci sono state tante lamentele dei club. Essendo una pratica che prevede costi non indifferenti, non sarebbe meglio puntare sulle giacchette nere laziali? 

“Le dico una cosa pesante, che avrà ripercussioni su di me: in occasione dell’ultimo Consiglio Direttivo, prima che Belloli lasciasse, si parlava di spending review anche per le spese arbitrali. Essendo il movimento in difficoltà per le designazioni regionali, ho detto che una delle possibilità di risparmio fosse proprio l’abolizione della Commissione Arbitri Interregionali. Me ne diranno di tutti i colori, però... “

Però?

“Voi avete detto una cosa giusta e da ex arbitro una certa conoscenza ce l’ho, pur non essendo arrivato a grandi livelli. Ritengo che sia più produttivo mantenere i ragazzi per uno o due anni in più in regione e poi consentirgli di fare il salto in Serie D, così potrebbero esprimersi meglio e in tranquillità nei nostri campionati. Altrimenti alla CAI restano uno, massimo due anni prima di salire, oppure vanno a fare gli assistenti, o il calcio a cinque, o addirittura li perdiamo perché non hanno voglia di continuare”.

Continua...