Cerca

Intervista

Parla Marco Pisano, responsabile tecnico del Fiano Romano

Intervista all'ex giocatore di Lazio, Parma e Torino, da quest'anno nuovo dirigente della formazione rossoblu

01 Febbraio 2016

Marco Pisano (Foto © Totalsport)

Marco Pisano (Foto © Totalsport)

Marco Pisano (Foto © Totalsport)

Riceviamo e pubblichiamo l'intervista a Marco Pisano, responsabile tecnico del Fiano Romano.


Da questa Stagione Sportiva un nuovo incarico e una nuova avventura come Responsabile Tecnico del Fiano Romano. Quali sono le sue sensazioni?

Quest'anno è stato un anno di svolta a livello personale, perché dopo un periodo di rifiuto o di appagamento da questo mondo calcistico ho provato a ripartire con una nuova avventura. Questa società me ne ha dato l occasione e per questo li ringrazio, sicuramente è per me un qualcosa di nuovo perché se pur sempre calcio ero abituato ad un certo mondo di calcio / lavoro. Oggi riscoprire una attività sportiva ludica mi ha riportato ad una dimensione più pacata e forse più appropriata per un "gioco", per di più farlo con i giovani è ancora più interessante è allo stesso tempo complicato. Le difficoltà non mancano ma sono di più fuori dal campo di gioco e a livello organizzativo per cercare di accontentare se possibile un pò tutte le esigenze dei giovani calciatori e dei loro genitori ed in questo credo che la società con orgoglio riconosca i suoi meriti e con umiltà i difetti ai quali apporre i dovuti rimedi. La strada è molto lunga ma credo che ci sia la possibilità di poter arrivare a livelli buoni .


Vista la sua carriera e la lunga esperienza nel calcio professionistico è sicuramente il valore aggiunto della Società rossoblù. Oggi che lavora nel settore giovanile quali sono i valori sul quale punta e soprattutto qual'è il suo concetto di calcio?

Credo che il calcio sia solo un modo per poter insegnare ai nostri ragazzi come poter affrontare la vita in senso generale, ed è per questo che insegnare loro valori come passione, dedizione, spirito di sacrificio e voglia di prevalere sulla avversario in maniera leale e sportiva, siano solo alcuni dei punti sui quali dedicarsi senza tralasciare il fatto che debba prevalere il gioco e il divertimento. Non vogliamo di sicuro sostituirci ai genitori perché spetta a loro il difficile compito di educare i propri figli, noi vogliamo dare ai nostri ragazzi un educazione sportiva: se qualcuno di loro ne gioverà anche nella vita ne saremo sicuramente felici. Credo che per insegnare ai giovani gesti tecnici, tattici o atletici basti leggere e applicare un qualunque manuale in vendita in libreria; insegnare loro a dare il meglio e a sacrificarsi, a non arrendersi alle difficoltà, a non cercare gli alibi negli altri sia estremamente difficile quanto soddisfacente.


Il Fiano Romano sta investendo molto nel settore giovanile e nella Scuola Calcio, quali sono secondo lei i margini e le prospettive di crescita?

I numeri di iscritti e le strutture sono sicuramente indice di quanto l’ASD Fiano Romano tenga e partecipi alla vita sportiva della città. I margini di crescita sono enormi se si considera che dalla zona nord fino ad arrivare a Roma credo che ad oggi non ci siano società che raggiungano gli stessi livelli. Certo è che l’impegno, il tempo e il denaro da dover investire siano componenti che potranno fare la differenza in questo percorso.


Venendo all'attualità, da poche settimane è subentrato sulla panchina della Juniores Elitè, vincendo due partite su quattro: quali sono gli obiettivi e le prospettive della sua squadra sino al termine della stagione?

Innanzitutto tengo a precisare che quelle vittorie sono dei ragazzi. Io non ho fatto nulla anche perché il tempo era davvero molto poco per apportare modifiche qualora c'è ne fosse stato il bisogno. Ho solo detto loro la verità , che per me non meritavano la posizione di classifica che avevano e che se si voleva ottenere qualche risultato bisognava cominciare ad essere uomini ancor prima che calciatori e tirar fuori orgoglio, voglia, grinta e carattere non curandosi delle paure e dei timori che non appartengono alla loro giovane età e tantomeno ad una partita di calcio giovanile. Credo che l'obiettivo vero non ci sia, nel senso che per il momento è quello di uscire dalla zona play out se riusciremo a farlo velocemente allora potremmo parlare di qualcosa di più.


Per chiudere una curiosità: lei ha vestito maglie importanti come quelle della Lazio, Sampdoria, Torino, Brescia e Palermo solo per citarne alcune; qual'è stato il compagno più forte con cui ha giocato e qual'è l'avversario che più l'ha impressionata?

Ho avuto la fortuna di giocare con grandi campioni e da ognuno di loro ho cercato di osservare il loro talento, le loro qualità innate per assorbire conoscenza e esperienze vissute. Citare nomi come Baggio e Guardiola non può che inorgoglire il cuore di un uomo che da bambino palleggiava nel cortile di casa con la maglia e gli scarpini di Baggio mentre in TV trasmettevano le partite del Mondiale di Italia 90 senza sapere che qualche anno dopo ci avrebbe giocato insieme. Questo è ciò che cerco di trasmettere ad ogni giovane calciatore che alleno, di avere un sogno e di provare a realizzarlo. Questo è ciò che auguro ad ognuno di loro!

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE