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Atletico C. Roma, Di Felice: "Ci aspetta un tour de force"

I capitano del team giallorosso commenta la prima sconfitta in campionato ma è fiducioso per il futuro

18 Ottobre 2016

Stefano Di Felice

Stefano Di Felice

Stefano Di Felice

Prima sconfitta stagionale per l’Atletico Calcio Roma che in pieno recupero si arrende all’Atletico Kick Off. “Una partita che ha rispecchiato esattamente quello siamo in questo momento: una squadra giovane, forte ma che ancora non ha la consapevolezza di essere una buona squadra”. Sono queste le parole del capitano Stefano Di Felice: “Dopo la partita di domenica abbiamo capito che possiamo giocarcela contro chiunque dal momento che l’Atletico Kick Off, secondo la mia opinione, è la squadra più forte del girone. Purtroppo dopo il 3-3 dovevamo gestire meglio la partita e soprattutto dovevamo stare attenti a non prendere gol, ma questo episodio ci servirà sicuramente da lezione per le prossime partite”. L’ex capitano, tra le altre, di Boreale e  Futbolclub fa una considerazione sui prossimi impegni dell’Atletico Calcio Roma: “Da domenica ci aspetta un tour de force, giocare ogni tre giorni non è facile, soprattutto per chi non ci è abituato. Durante la mia esperienza in Promozione ho avuto modo di giocare spesso ogni tre giorni e posso dire che tale impegno si fa sentire, soprattutto sulle gambe e per questo dobbiamo essere tutti pronti e concentrati, ognuno deve metterci il massimo dell’impegno e, in particolare, questa settimana sarà fondamentale allenarsi bene”. Da ultimo Di Felice ci spiega quali sonoi motivi che lo spingono ancora oggi a giocare tutte le domenica nonostante i suoi “impegni familiari”: “Enorme passione ed entusiasmo sono loro che mi permettono di continuare a calcare i campi di calcio. Da poco sono diventato padre per la seconda volta, quindi ti lascio immaginare il tempo che dedico alla crescita di due bambini, ma nonostante ciò riesco a trovare ancora un po’ di tempo per questa mia grande passione. Per me questo sport continua ad essere un divertimento che mi permette anche di tenermi in forma ed inoltre, adesso che ho un po’ di esperienza in più, mi dà modo anche di relazionarmi con ragazzi molto più piccoli, basti pensare che in squadra abbiamo giocatori di 14 anni più piccoli di me, e questo mi consente di essere per loro un esempio e una guida, di dare loro consigli e suggerimenti per la loro crescita, trasmettendogli quelli che sono i valori veri di questo bellissimo sport”.

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