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il ricorso

Caso Riano, Ricci non ci sta: "Nessun colpo all'arbitro"

Dopo la squalifica di 2 anni inflitta dal Giudice Sportivo, l'attaccante si difende. De Cristofaro: "E' inaccettabile"

29 Maggio 2017

Il direttore di gara della finale  (foto De Cesaris)

Il direttore di gara della finale (foto De Cesaris)

La burrascosa finale di Coppa Lazio tra Football Riano e LUISS continua a tenere banco negli ambienti del dilettantismo laziale. Il match del 21 maggio, sospeso dall'arbitro per presunte violenze nei suoi confronti da parte dei giocatori biancoblu- come si evince dal referto - rischia infatti di proseguire in altri ambienti. E' lo stesso club ad annunciare battaglia nelle dichiarazioni di Riccardo Ricci e dell'allenatore De Cristofaro. "Non c'è stata nessuna testata e nessun colpo all'arbitro da parte mia - si difende il calciatore - Mi sono rivolto al direttore di gara solo per chiedere spiegazioni, perché non capivo il motivo della sua decisione. La mia squalifica è inaccettabile: non ci sto. Faremo ricorso e la cosa potrebbe sfociare anche in altre sedi".

Il direttore di gara della finale  (foto De Cesaris)
A replicare su quanto accaduto è anche il tecnico, che dichiara: "Noi accettiamo in pieno il risultato del campo con la vittoria dei nostri avversari, ma non possiamo condividere il contenuto riportato dal comunicato della Federazione, nel quale viene sottolineata una testata da parte del mio giocatore nei confronti del direttore di gara. Trovandomi a pochi centimetri da Ricci posso confermare che non c'è stato nessun gesto del genere, ed in seguito, lo stesso arbitro, dichiara di aver sospeso la gara perché il numero di giocatori non era più sufficiente per il regolare svolgimento del match, quando in realtà, Macrì, il cui nome non risulta sul referto, e Ricci erano già stati sostiuiti. Siamo in possesso di video riprese integrali, materiale non impugnabile, ma con il quale proveremo a difenderci" conclude l'allenatore. 

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