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l'intervista

Atletico Zagarolo, Facchi applaude i suoi ragazzi

Il tecnico dopo la vittoria contro la capolista Roma VIII: "C’è voluto ciò che abbiamo: testa, piedi, determinazione e intelligenza"

15 Marzo 2018

Facchi tecnico dell'Atletico Zagarolo

Facchi tecnico dell'Atletico Zagarolo

Facchi tecnico dell'Atletico Zagarolo

Quello ottenuto superando la Roma VIII è stato per l’Atletico Zagarolo il successo maggiormente prestigioso nell’arco dell’intera stagione; per battere la prima in classifica gli amaranto hanno dovuto mettere sul campo tutte le loro doti tecniche e caratteriali elevandole all’ennesima potenza, accaparrandosi tre punti che fanno ora venir voglia di alzare la testa per vedere quanto dista chi sta sopra; è uno sguardo curioso, come sempre, scarico di tensioni superflue e chissà quali aspettative, ma fortemente interessato a posizioni di classifica che prestazioni come l’ultima legittimano tranquillamente. L’allenatore dei gabini Facchi non fa perciò proclami, se non quello di continuare a divertirsi come ben sta riuscendo al suo gruppo da un paio di mesi a questa parte, cercando di fare meglio partita dopo partita.


Mister, cosa c’è voluto per battere la prima della classe?
“C’è voluto ciò che abbiamo: testa, piedi, determinazione e intelligenza. Noi cerchiamo di applicare le qualità tutte le domeniche, qualche volta riesce alla perfezione come nell’ultimo caso, qualche volta un po’ meno. Sono convinto che quando l’attenzione è massima verso ciò che si studia e si prepara nel corso della settimana, poi il risultato sia una logica conseguenza. I ragazzi hanno perfettamente interpretato le mie richieste”.


Domenica prossima c’è il Casilina…
“Ora più che mai è assolutamente vietato adagiarsi sugli allori. Loro sono molto in difficoltà e vorranno senz’altro trovare punti per migliorare una sfortunata classifica, noi dovremo assolutamente mantenere l’alto livello di rendimento dimostrato fin ora giocandocela con serenità e determinazione”.


La sua squadra è molto unita, c’è qualche fattore determinante?
“Il sacrificio. Non siamo professionisti, ognuno ha la propria vita con i suoi impegni e i suoi problemi, e se la voglia di stare in gruppo ed allenarsi non scema malgrado le contingenze proprie ed esterne (vedi le giornate di pioggia, di neve, di freddo, di vento) vuol dire che la serietà e l’attaccamento alla causa sono davvero importanti. Vittorie come quelle di domenica ripagano di tutti i sacrifici protratti anche nelle giornate meno belle”.

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