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il comunicato

Stampa e giustizia sportiva: la posizione della Roma VIII

Risposta ufficiale della società rossoverde in merito alla pena emessa dal giudice sportivo, dopo i fatti in Coppa Lazio, ed anche al nostro articolo sullo stesso tema

28 Maggio 2018

Roma VIII in campo contro il Giardinetti ©De Cesaris

Roma VIII in campo contro il Giardinetti ©De Cesaris

La SSD Roma VIII, in base all’art. 8 della legge sulla stampa 47/1948, chiede diritto di replica con la medesima evidenza dell’articolo uscito in data lunedì 14 maggio sull’edizione cartacea di Gazzetta Regionale dal titolo “Roma VIII, pena ridimensionata. Ma le motivazioni lasciano dubbi” a firma di Nicola Cavaliere. Riteniamo sia doveroso presentare il seguente comunicato al fine di chiarire la posizione della Società riguardo i fatti oggetto di interesse, argomento che ormai è diventato di importanza nazionale, a nostro esclusivo discapito e facendo passare una storica Società come l’unica responsabile dell’episodio di aggressione nei confronti della terna arbitrale.
Roma VIII in campo contro il Giardinetti ©De Cesaris
Preliminarmente, vorremmo sottolineare che la nostra Società svolge un ruolo importantissimo a carattere sociale in un contesto non semplice, sotto gli occhi di tutti, come anche da voi recentemente evidenziato. Non vogliamo che questo sia una scusante, ma nemmeno possiamo passare come una Società forgiata dal marchio della delinquenza con “comportamenti che sembrano assumere un senso di complicità” che assolutamente non ci contraddistinguono: come può una Società prima in classifica essere complice di simili atti? “Cui prodest scelus, is fecit”. Qualcuno dovrebbe spiegarcelo. Riteniamo che i fatti in oggetto siano gravi, ma non al punto di rovinare in questo modo l’immagine e la reputazione di una Società che negli anni ha sempre avuto buoni piazzamenti nella classifica della Coppa disciplina. Dal punto di vista giuridico, la Gazzetta Regionale è entrata nel merito di una decisione che anche noi riteniamo non corretta nei suoi punti cardine e soprattutto per la sanzione che è stata applicata, decisamente “abnorme” visto che toglie ad una squadra la possibilità della vittoria del campionato di Prima categoria che la stessa si e' guadagnata sul campo. Basta andare ad analizzare casi similari sia a livello regionale che nazionale per comprendere come la responsabilità oggettiva non possa costituire il fondamento di una decisione in quanto le società dilettantistiche non hanno i mezzi né gli strumenti per poter impedire, prevenire e/o contrastare aggressioni o atti di violenza dei proprio sostenitori (oppure dei sostenitori della squadra avversaria, vista la promiscuità degli spalti).Proprio un paio di settimane fa (pubblicato nei comunicati ufficiali), la Giustizia Sportiva ha esaminato il caso di un giocatore (e dunque un tesserato) che ha spinto contro la panchina un direttore di gara, provocandogli un trauma cranico con 3 giorni di prognosi: la sanzione comminata è stata “addirittura” di 250 euro. Un episodio che non ci sembra che la Gazzetta Regionale, solitamente attenta a casi di questo tipo, abbia menzionato o magari paragonato alla sproporzionata sentenza che ha riguardato la Roma VIII. Ricordiamo che l’unico obbligo imposto dalla normativa federale è presentare per tempo la richiesta della presenza della Forza Pubblica che noi, come nel giorno dei fatti contestati ed in ogni altra manifestazione ufficiale, abbiamo provveduto a presentare alla terna arbitrale.Peccato che l’articolo richiamato dalla Gazzetta Regionale sia generico e non presenti alcuna distinzione tra le società professioniste, che hanno obblighi ed oneri da rispettare, ed i club dilettantistici che al contrario non hanno alcun adempimento di controllo e prevenzione da porre in essere. Ci preme precisare anche che il nostro impianto (evidentemente “logisticamente sconosciuto” a molti…) è ampio e di grandi dimensioni e per una società dilettantistica come la nostra è impossibile avere il controllo dell’intero perimetro dello stesso, considerando pure che nella struttura svolgono attività sportiva contemporaneamente (come nella giornata della semifinale della Coppa Lazio) anche altre società: inoltre, ci piace ricordare, che il Direttore di gara, qualora ravvisi un qualsiasi pericolo per la sua o l’altrui incolumità, durante tutte le fasi della partita, ha tutti gli strumenti a disposizione per sospendere il match.Questo di certo non è una non è una giustificazione, ma ha valore di attenuante in ragione del fatto che, come detto, bisognerebbe valutare (e qui deve venirci in aiuto la Federazione) cosa dovevamo o potevamo fare per evitare l'episodio. Ribadiamo che gli aggressori potrebbero essere entrati scavalcando facilmente il “famoso” cancello o utilizzando altri facili accesi e non è assolutamente certo che, invece, sarebbe stato lasciato aperto e l’assistenza dei nostri Dirigenti non poteva essere prestata diversamente in quanto gli stessi erano solamente due, di cui uno rimasto in campo alla fine della partita a raccogliere il materiale utilizzato e l’altro allontanato dal campo al 41.mo del secondo tempo per proteste, come riportato nel referto che vi è stato fornito. Senza voler entrare nel merito dell’articolo citato ci preme comunque sottolineare come in altre decisioni riguardanti casi di aggressione verso l'arbitro, sia da parte di tesserati che di sostenitori (con conseguenze anche più gravi dei 3 o 7 giorni di prognosi), le Corti Federali Territoriali e Nazionali hanno applicato delle sanzioni sicuramente inferiori (2/3 punti di penalizzazione) o delle sanzioni differenti come l'ammenda.Nel nostro caso, ci sono delle incongruenze da evidenziare ma non riteniamo che sia questa la sede per parlarne in considerazione del fatto che riteniamo potrebbe essere adeguato presentare un ulteriore ricorso per far valere la nostre ragioni, soprattutto perché ci siamo visti togliere la vittoria di un campionato ingiustamente e non per colpa nostra.Fino ad oggi, oltre agli atti ufficiali, non abbiamo commentato le decisioni o gli articoli di giornale però oggi ci preme difendere l’onore della Società, e dei nostri Dirigenti, che è stato troppo infangato senza tener conto di quanto fino ad oggi fatto per tanti giovani in una realtà complicata come quella di Torbellamonaca.Siamo altresì certi che Gazzetta Regionale non stia portando avanti una battaglia contro la SSD Roma VIII, ma bensì verso una presa di coscienza da parte di tutte le componenti, del fenomeno della eccessiva violenza nei luoghi dove invece si dovrebbe praticare solo lo sport: noi appoggiamo pienamente questa battaglia, anzi siamo disponibili ad intraprendere qualunque iniziativa utile per sensibilizzare ancora di più anche l’opinione pubblica.Infine avremmo molto gradito che Gazzetta Regionale, che fa un notevole e capillare lavoro giornalistico, evidenziando anche le parole del Presidente del Senato estrapolate naturalmente da un contesto diverso (nell'intervallo della finale di Coppa Italia), non rivolte ai fatti oggetto di discussione e che noi assolutamente condividiamo, avesse chiesto anche la nostra versione contattando direttamente i nostri Dirigenti, visto il coinvolgimento diretto della Società.

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