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Caso Tormarancio-Vittoria Roma, Binetti: "Ora dimostratelo"

Il patron del club romano torna sui fatti di domenica e nega qualsiasi responsabilità da parte dei suoi tesserati

30 Novembre 2018

Marco Binetti

Marco Binetti

Marco Binetti

Prima il tam-tam mediatico, poi il ko a tavolino inflitto dal Giudice Sportivo. Il Tormarancio esce sconfitto sotto tutti i fronti dalla partita contro il Vittoria Roma, sospesa all'intervallo dall'arbitro dopo che lo stesso direttore di gara aveva riscontrato un saccheggiamento nel proprio spogliatoio. Il presidente del club capitolino, Marco Binetti, non ci sta e annuncia battaglia. Questo il suo sfogo: "Ho letto cose non vere, non è successo niente di quello che è stato raccontato da alcune testate. Non ci sono state minacce, né aggressioni: io ero presente, i fatti non sono quelli descritti. So solo che una gara è stata interrotta e non sappiamo perché. Vandali nello spogliatoio dell'arbitro? Le chiavi gli sono state riconsegnate dal gestore del campo a fine primo tempo, nessuno dei miei tesserati poteva accedervi e, inoltre, è stato controllato che non c'è stata nessuna infrazione. Qualcuno ha scritto 'Altro caso a Roma, arbitro circondato'. Lui è entrato da solo negli spogliatoi ed era cosciente, capisco lo spavento per la storia del cellulare, ma devono dimostrarmi che il telefono non fosse già rotto. Prima di puntare il dito contro il Tormarancio, parlando di aggressione e violenza, mi devono dimostrare anche che quella porta sia stata rotta e che uno dei miei sia entrato in quello spogliatoio. In queste situazioni si perde sempre, non parlo per uscirne vincitore: se è successo, è una cosa vile, ma prima di scrivere dimostriamo quello che è successo”.

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