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Poggio Nativo, via Pieroncini "Delusione e amarezza"

Il direttore sportivo racconta i motivi che lo hanno spinto ad abbandonare la società

20 Febbraio 2019

Il Poggio Nativo

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Delusione e amarezza sono le due parole chiave attorno a cui ruota il discorso di Alessandro Pieroncini,  direttore sportivo del Poggio Nativo. Una situazione non semplice da gestire e che infatti si è risolta - chissà se in modo definitivo - con l'ammainabandiera da parte di una figura emblematica della società. Il motivo ce lo spiega direttamente lui: "Non c'erano i presupposti per andare avanti in maniera decente. A cominciare dai risultati, che non erano il linea con le aspettative. Dopo la decisione del mister, presa per dare una scossa all'ambiente, abbiamo cercato alternative ma, vista l'assenza della società, questa sua scossa è stata un ulteriore punto a sfavore. Non c'è stata collaborazione e, a questo punto, mi è sembrato necessario rassegnare le dimissioni. Domenica scorsa ci siamo presentati senza tecnico, e in questa settimana non c'è nessuno che ha organizzato un allenamento: società rimasta immobile. C'è un mix tra tensione e delusione; caos totale. E questo immobilismo lo ritengo una mancanza di rispetto nei confronti dei giocatori, che sono rimasti nonostante da gennaio non ricevano i rimborsi pattuiti. Secondo me c'è stata una mancanza d'esperienza e competenze specifiche da parte dello staff, fatta eccezione per il mister Domenici. Un vero dispiacere".

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