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'Special Neri' e la G. Castello: "Realizziamo il nostro sogno"

Il giovane tecnico si racconta, dai primi passi alla Coppa, passando per la vittoria del campionato e la salvezza da centrare: "Voglio regalare un sogno a questa società: qui c'è l'ambiente ideale per fare calcio"

23 Gennaio 2020

Valerio Neri, G. Castello

Valerio Neri, G. Castello

Valerio Neri, G. Castello

Ha cominciato giovanissimo, classe 1982 potrebbe ancora calcare i campi di calcio e vivere la sua passione dentro il rettangolo. Quel rettangolo che gli è mancato sin da quando ha appeso gli scarpini al chiodo. “Ho sentito subito il richiamo del campo” ci racconta quando gli chiediamo come sia nata l'idea di cominciare l'esperienza da allenatore. Dalla Scuola Calcio del Trastevere alla Prima Categoria della Giovanni Castello, un campionato vinto e un sogno fisso in testa, questo è Valerio Neri: “Credo di aver sempre avuto la vocazione da allenatore, me ne sto rendendo conto adesso. Mi chiedo: perché discutevo sempre con i miei tecnici? Già da ragazzo mettevo bocca sui metodi di allenamento, su come si rapportavano con la squadra. Appena ho smesso di giocare mi è venuto naturale”. Immediato il passo in prima squadra, come racconta Neri: “Mi sono trovato benissimo a Trastevere, ma sentivo che mi mancava qualcosa. La competizione, l'emozione della partita, così sono passato alla Giovanni Castello in Seconda Categoria e abbiamo vinto subito il campionato con tanto di finale”. Un traguardo che il club non aveva mai raggiunto: “Ho messo un piccolo record nella società, anche se poi non è che ho fatto niente di che – sorride, ndr – La dirigenza è rimasta soddisfatta e mi ha fatto continuare. Alla fine sono sempre i giocatori che vincono le partite, però sono contento perché ci ho messo del mio, mi sono impegnato tanto". Un profilo giovane, che sta crescendo e maturando: “Ti dico la verità, cerco di evitare gli errori che facevano gli allenatori che ho avuto. Porto molto rispetto ai giocatori, non mi metto mai davanti alla squadra, ma chiedo impegno e serietà, queste sono le mie caratteristiche. Do poche regole ma precise e vedo che i ragazzi le seguono. Io voglio solo che siano a loro agio, che vengano al campo sereni e si allenino in totale tranquillità”. I modelli di riferimento, spiegano meglio le idee di Valerio Neri: “Scherzando al Trastevere mi facevo la classifica da solo, così per gioco mi sono proclamato Special One – ride, ndr – Oltre a Mourinho, come interpretazione del gioco, mi piace tantissimo anche Klopp. Apprezzo i tecnici con un certo temperamento, d'altronde il mio carattere è così”. Dalla vittoria del campionato alla corsa salvezza, fino alla Coppa: “Non eravamo partiti con l'idea che avremmo dovuto affrontare un campionato così, però abbiamo avuto tante defezioni, infortuni gravi, un pizzico di sfortuna. In Coppa invece dove abbiamo sempre avuto la possibilità di schierare una formazione in forma stiamo andando bene. Però non abbiamo paura, so di avere un gruppo di bravi ragazzi oltre che di buoni giocatori. La classifica è corta, anche se da diverse settimane perdiamo l'occasione di risollevarci, come domenica scorsa.” Il rapporto con la Giovanni Castello è solidissimo e il tecnico spera di poter continuare questo cammino a lungo: “Per me questa società è importantissima, perché posso crescere sbagliando e non c'è nessuno lì pronto ad attaccarmi. Il Presidente, il Direttore, tutta la dirigenza mi ha sempre appoggiato, anche quando le cose non andavano bene. È una società sana, pulita, che ha priorità diverse. Principalmente chiedono che i loro tesserati si comportino bene, che rispettino le regole, che provino sempre a giocare a pallone. Spero di regalargli la gioia di portarli in Promozione e di avere una collaborazione con loro che duri nel tempo, entrando nella società pienamente”. Una sorta di seconda casa per lui, testaccino doc, che ha un sogno preciso: “Guarda ti assicuro che è vero, non ci dormo la notte infatti ho cominciato a pensare che dovrei lasciare – ride, ndr – Il mio sogno è vincere Coppa”.

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