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Gian Luca Comandini: "Vi presento il Vesta, perché il calcio va innovato"

L'imprenditore e divulgatore tecnologico racconta a 360º la nuova, giovane e ambiziosa realtà della Capitale, pronta a stupire ed a rivoluzionare il sistema

09 Ottobre 2020

Gian Luca Comandini: "Vi presento il Vesta, perché il calcio va innovato"

Cosa succede se si mettono insieme calcio e innovazione tecnologica? La soluzione risponde al nome di Vesta Calcio. Attualmente iscritta in Terza Categoria, dietro al nuovo progetto che sorge a Roma nord ci sono i giovanissimi imprenditori di SF Deal, principale brand di consulenza finanziaria per startup animato da un team under 30, insieme alla mente visionaria di Gian Luca Comandini, divulgatore tecnologico e massimo esperto in fatto di blockchain e criptovalute, nonché proprietario del club. È proprio l'imprenditore romano a raccontarci a 360º l'universo Vesta.


Al centro Gian Luca Comandini


Tutto nasce perché... "Sono sempre stato legato al quartiere di Roma dove sono nato e cresciuto, ovvero Corso Trieste, e da piccolo ho giocato nella squadra di zona, il Santa Francesca Cabrini. Ad Agosto alcuni amici mi hanno riferito che la Cabrini non avrebbe più continuato l'attività sportiva, chiedendomi aiuto: da lì nasce il desiderio di mettermi in gioco in prima persona e regalare al quartiere una squadra ufficiale da sostenere e sognare, competitiva e ben strutturata - esordisce Comandini - Contatto e coinvolgo amici e colleghi con cui lavoro in ambito imprenditoriale, nello specifico Riccardo Carnevale e lo staff di Starting Finance, gli racconto la storia e la mia idea e loro raccolgono subito la sfida. Venendo dal mondo della comunicazione, basiamo il lavoro iniziale sull'avere un forte impatto comunicativo, generando aspettativa e hype nel panorama e facendoci seguire molto sui social, coinvolgendo anche diversi Vip, che personalmente gestisco in ambito professionale. Da qui, in pochissimi giorni diventiamo molto seguiti e riusciamo a far parlare tanto di noi, a tal punto che al primo open-day si presentano oltre 150 calciatori. La nostra prima squadra è infatti composta oggi da molti giocatori che provengono da categorie notevolmente superiori, i quali hanno deciso di militare in campionati molto meno competitivi pur di far parte del nostro progetto. Il tecnico sarà Emiliano Liberati, i primi tre nomi altisonanti sono quelli di bomber Marco De Angelis, del portiere ex Lazio Davide Mangerini portiere e del difensore Luca Di Marco".


Squadra e staff insieme


La visione è chiara: "Vogliamo dimostrare che, venendo dal nulla e partendo dal gradino più basso, possiamo applicare tecnologie emergenti come blockchain, intelligenza artificiale, internet delle cose (IOT – internet of things) e scalare facilmente le categorie fino ad arrivare al calcio professionistico. Entro 5 anni vorremmo approdare in Serie D. La nostra sfida è dimostrare alla Serie A che il calcio in Italia gira troppo intorno al denaro, troppo spesso di dubbia provenienza, ed a tutta una serie di situazioni che fanno lamentare e disamorare i tifosi". C'è dunque un intero scenario da cambiare, dalla punta alla base: "I massimi livelli del calcio devono vedere che se riesce ad operare in un certo modo e ad avere successo un gruppo di ragazzi under 30 partito da zero nel dilettantismo, allora è estremamente più facile poterlo fare anche in Serie A. E devono capire anche che l'esempio non deve essere bottom-up, cioè dal basso verso l'alto, ma top-down, ovvero il contrario: vogliamo dare uno schiaffo all'attuale sistema del gioco del calcio". La motivazione? "Oggi accade che a farne le spese sono i ragazzi, le giovani promesse, che si ritrovano in ambito dilettantistico a misurarsi in realtà non stabili, che spesso spariscono da un anno all'altro perché altri interessi hanno la priorità - spiega l'imprenditore romano - La conseguenza? Un ragazzo di valore non emerge. Tutto questo può esser cambiato dalle tecnologie emergenti, che possono rendere il calcio migliore e più pulito, non solo a livello economico ma soprattutto sul piano emotivo per i tanti giovani che vogliono giocare. Noi vogliamo dimostrare che è fattibile e in parte già l'abbiamo fatto, perché da Ferragosto, senza risorse e competenze in questo specifico settore, abbiamo allestito una prima squadra e due gruppi di giovanili, Under 19 e 17".


La dirigenza del Vesta


Calcio da risistemare in toto: ma dove sono le principali criticità? "I macro aspetti che vanno innovati e rivoluzionati nel calcio sono tre - prosegue Gian Luca Comandini - In primis la gestione dei flussi finanziari, quindi plusvalenze mascherate e sponsorizzazioni fittizie che possono essere tracciati e monitorati tramite la blockchain; poi tutto l'aspetto tecnico e atletico, mediante apparecchi IOT che possono essere indossati per parametrare le performance dei giocatori sia in allenamento che in partita e anche per prevenire infortuni; infine l'aspetto comunicativo, poiché oggi molti club di calcio si sono scordati dell'importanza dei tifosi, sempre meno coinvolti nelle attività della società, che gli regala poche emozioni. Le nuove tecnologie, come social networks e telecamere innovative, possono far diventare il tifoso un protagonista, che a questo punto non solo sarà soddisfatto ma anche diposto a fare di più. Noi al Vesta coinvolgiamo a 360º chi ci segue". Infine una curiosità: "Siamo la prima squadra italiana e la seconda nel mondo a scendere in campo con il logo Bitcoin sulla maglia: vogliamo far vedere che non abbiamo paura di sbattere in faccia alle altre realtà il nostro legame con le nuove tecnologie - conclude - In più siamo innovativi anche nel logo, tra maglie e il materiale tecnico: nessun nome, solo l'immagine di una fiamma olimpica con la V di Vesta. Vogliamo porci da subito come un nuovo brand, un nuovo paradigma nel mondo del calcio. Chi non ci conosce e vede il logo, dovrà andare ad informarsi sulla nostra realtà”.

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