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Borghesiana, Cecili: "Sono a disposizione del mister"

Le parole del classe '96 del club rossoverde, arretrato a centrocampo dal tecnico Gagliarducci

26 Novembre 2020

Andrea Cecilia Borghesiana

Andrea Cecili, classe '96 della Borghesiana

E’ uno dei “fedelissimi” del presidente-allenatore Enrico Gagliarducci che l’ha conosciuto al Torbellamonaca e l’ha voluto alla Polisportiva Borghesiana. Andrea Cecili, mezzala classe 1996 della Prima categoria del club capitolino, è stato arretrato di qualche metro proprio da Gagliarducci. “Il mio ruolo originario era quello di esterno alto, ma il mister ha scelto di giocare con il trequartista alle spalle delle due punte e così mi ha chiesto la disponibilità di fare la mezzala. Ho accettato volentieri perché anche agli esordi in una prima squadra avevo giocato in quella posizione: mi piace inserirmi e questo aspetto ha convinto il mister”. Cecili parla del futuro di questa tormentata stagione che la Polisportiva Borghesiana aveva cominciato benissimo, con tre vittorie in altrettante partite. “Onestamente non ho grande fiducia che si possa riprendere in tempi rapidi. Speriamo di poter tornare ad allenarci a gennaio e di ricominciare con le gare ufficiali qualche settimana dopo. Se ci fosse da giocare fino a luglio, comunque, non avrei problemi. Ma è chiaro che con il Covid non si scherza e io lo so bene”. Il giovane atleta, infatti, è bloccato da ormai venticinque giorni a casa e aspetta di negativizzarsi: “Inizialmente la paura è stata tanta, dopo una giornata di lavoro ho avuto improvvisamente dei sintomi che poi per fortuna pian piano sono spariti. Ma non bisogna abbassare la guardia”. Cecili e tutto il gruppo della Polisportiva Borghesiana, comunque, non vedono l’ora di poter tornare in campo: “Quest’anno la società ha allestito un gruppo di primissimo livello. Avevo già giocato con Federici, ma anche con Dantimi e poi conosco di fama Barile, uno che è veramente sprecato in questa categoria. Avevamo cominciato benissimo e soprattutto c’era una bella sintonia tra di noi: un gruppo sano dove non prevalgono individualismi come magari è capitato in passato. Siamo consci del nostro valore e non ci nascondiamo, sperando di poter dimostrare sul campo la nostra forza”.

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