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Real Testaccio, D'Antoni "La motivazione crolla, ma il problema è un altro"

Il presidente giallorosso e lo stop al campionato: il rischio più alto è veder andar via tanti elementi

10 Marzo 2021

Alessandro D'Antoni

Alessandro D'Antoni, presidente del Real Testaccio

Due sole partite giocate ed un punto conquistato, quello in uno spettacolare 4-4 contro lo Sporting Aurelio, per il Real Testaccio. E' andata così la stagione dei giallorossi e stando alle notizie che si rincorrono in questi giorni, con un Eccellenza che faticherà comunque vada a ripartire, sarà molto probabilmente quello che la società di Alessandro D'Antoni scriverà nei suoi annali, come, chi più chi meno, faranno anche le altre del campionato di Prima Categoria. Una condizione che il presidente ha ben in testa e che se da un lato aiuta a condividere l'amarezza del non poter esprimere nel migliore dei modi la passione calcistica, dall'altro rende ancora più amaro il disegno di una situazione ben lungi dall'essere sopportata ancora per molto. E' proprio sull'aspetto mentale e su quello motivazionale che D'Antoni descrive come il Real Testaccio stia pagando il prolungato stop dei campionati, ad ormai un anno dall'inizio della pandemia.

La motivazione che scende "Noi abbiamo cercato di mantenere alto il livello della motivazione - esordisce il presidente - lavorando soprattutto sulla testa dei ragazzi, ma adesso come non mai stiamo aspettando la data in cui ci diranno definitivamente cosa accadrà. Per ora ci sono solamente tutti i presupposti per non riprendere a giocare guardando all'andamento della situazione sia dei contagi che a livello di decisioni federali. Fino a questo momento della stagione (se così possiamo ancora chiamarla, ndr) la presenza agli allenamenti è stata sempre massima. In ogni sessione abbiamo avuto una  media dell'80% dei giocatori presenti che hanno proseguito nel lavoro anche magari per svagarsi dopo i vari impegni di lavoro. Questo dato è poi identico anche per quello che riguarda le formazioni di settore giovanile, con le assenze che erano dovute per motivi diversi a quelli legati al Coronavirus, magari qualcuno doveva rispettare una quarantena perché legata alla scuola, ma fondamentalmente la nostra attività è proseguita come sempre. Certo è che mi aspetto qualche abbandono quando verrà posta la parola fine su tutta la stagione, perché non avere un obiettivo come la partita ed il campionato da perseguire non può far altro che far scendere la motivazione, in particolare in un campionato come quello di Prima Categoria".

Mal comune, mezzo gaudio. O quasi La parola abbandono risuona spesso nelle conversazioni con chi ha a che fare con il calcio ormai da un'anno a questa parte, visto che è l'unica (o comunque una delle poche, ndr) disciplina in cui il dilettantismo non è riuscito a trovare una sua forma per ripartire. Questo porta D'Antoni ha condividere la delusione "La possibilità che parecchi ragazzi lascino il calcio non è solamente un problema che riguarda il Real Testaccio, ma è una condizione che si sviluppa su tutto il territorio nazionale ed è davvero triste. C'è la possibilità che in tanti smettano di giocare o che, magari, possano andare in altre società. Finora sono stati tutti motivati e pazienti ed il nostro lavoro è stato focalizzato proprio su questo, ma questa totale incertezza inizia a far sentire il suo peso e si inizia anche a percepire un po' di negatività anche in vista della prossima stagione. Non c'è la sicurezza che si possa tornare in campo anche passata l'estate, non può darcela nessuno. Penso comunque che le scelte siano difficili da fare. In questa particolare fase stanno aumentando i casi di contagio tra i più giovani e quindi credo che non valga la pena rischiare. Aspetteremo ancora un po' e poi tutti insieme ripartiremo, ma sarà difficile perché penso che bisognerà ricostruire gran parte delle squadre. Sicuramente non sarà un problema solo del Real Testaccio. L'unica cosa che possiamo fare ora è attendere decisioni che indichino quale sarà la strada, poi ragioneremo su come muoverci, ma è inevitabile che ci saranno delle scelte da fare in base all'abbandono".  

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