Cerca

1ª categoria

Davide Zapponi "Sentiamo la mancanza, ma intanto seminiamo il nuovo prato..."

Il presidente del Valentano racconta come sta vivendo lo stop ai campionati, ma proietta lo sguardo verso il futuro

16 Marzo 2021

Davide Zapponi

Davide Zapponi, presidente del Valentano

Valentano è un borgo della Tuscia viterbese con poco più di 2000 anime a popolarlo. Come tutti i piccoli centri la squadra di calcio rappresenta uno dei momenti maggiori di socialità, qualunque essa sia la categoria d'appartenenza. I valentanesi per questo campionato erano pronti a seguire il club del presidente Davide Zapponi nell'avventura in Prima Categoria come ormai avviene da poco meno di dieci anni, quando la terza serie regionale venne conquistati con un primo posto a 70 punti frutto delle tante sfide vinte tra un campanile e l'altro della zona. Un'abitudine che ha dovuto purtroppo arrestarsi, non solamente a livello della prima squadra ma anche per quello che riguarda il settore giovanile. "Noi da ottobre abbiamo fermato tutta l'attività non riaprendo gli impianti. Abbiamo chiesto anche ai genitori cosa volessero fare e la loro risposta è andata verso lo stop".

L'assenza a livello sociale Una squadra di paese scrive continuamente pagine di storia della comunità in cui gioca ed è soprattutto questo ciò che sta mancando a Valentano, oltre all'attività fisica di cui tutti conosciamo i pregi "E' una mancanza forte quella che si sente, non vivere quel paio d'ore la domenica sugli spalti e vicino alla squadra è qualcosa che manca a tutti noi. Per quello che riguarda i giovani, il danno è ancora più elevato. Prima dovevamo fare calcio per toglierli letteralmente dalla strada, adesso dobbiamo togliere loro di mano lo smartphone. Il calcio, soprattutto dilettantistico, è sempre stato sinonimo di libertà e di socializzazione, tutte cose che adesso stanno venendo meno. Sta diventando troppo facile rapportarsi con una chat piuttosto che con un coetaneo o con un compagno di squadra e questo mi rattrista. In particolare poi vedo i ragazzi più grandi, quelli che fanno parte della Prima, che per sentirsi un po' meno soli proprio nella chat di gruppo tirano fuori vecchi aneddoti e li ricordano con piacere, mentre in quelle dei giovani c'è il silenzio assoluto, un segnale forte e chiaro del disagio che stanno provano in questo momento".

La lettera al CR Lazio Una situazione che il Valentano aveva, purtroppo, previsto e che prontamente aveva voluto affrontare presentando la sua idea al Comitato "Abbiamo giocato solamente due partite, poi prima della terza (ed ultima per tutti, ndr) abbiamo inviato una lettera per chiedere la sospensione del campionato, ma questo già nel mese di ottobre, perché non c'erano le condizioni per poter andare avanti. E questo è confermato anche dalle scelte che sono state fatte per l'Eccellenza che, a quanto ho capito, attuerà lo stesso modello di prevenzione che vale per la Serie D, qualcosa di insostenibile per realtà come la nostra che hanno già fatto sforzi non indifferenti per poter ripartire in questa stagione. Costi che poi peseranno inevitabilmente anche in futuro, perché in questo tipo di realtà si fa tutto per passione e non sicuramente per guadagnarci qualcosa. Io ho un'attività agrituristica ed in questo anno ho lavorato solamente quattro mesi e quindi capisco perfettamente le difficoltà di tutte quelle persone che come sponsor avevano scelto di affiancarci in questa avventura ma che, allo stato attuale, fanno fatica a pagare i loro dipendenti e dunque come posso aspettarmi un aiuto ulteriore? Il calcio ci manca da morire, come è normale che sia, ma fare calcio in questo modo non mi piace e non è sostenibile. Sicuramente però non ci arrenderemo ed andremo avanti, anche se sarà difficile. La Prima Categoria degli ultimi anni è di un livello sicuramente più alto perché ci sono società che hanno avuto modo di investire, soprattutto in zone più popolose, cambiando i parametri tecnici del campionato con tanti giocatori di Promozione che sono scesi di categoria. Non è il nostro caso, perché convincere un giocatore nel farlo venire a Valentano non è affatto semplice e quindi proseguiremo con la nostra strada grazie ai giocatori del posto. La voglia è tanta, davvero tanta e non ci fermeremo, proprio in questi giorni stiamo lavorando per riseminare il campo". Una frase che sa proprio di buon auspicio.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE