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Atletico Lariano: lo stop non preoccupa, parola di Palmieri

Il presidente gialloverde analizza la conclusione anticipata dei campionati, ma è sicuro che il progetto andrà avanti

23 Marzo 2021

Riccardo Palmieri

Riccardo Palmieri, presidente dell'Atletico Lariano

Era iniziata nel migliore dei modi la stagione dell'Atletico Lariano, che nelle tre partite disputate era riuscita a conquistare tutti e nove i punti a disposizione e a rimanere incollata ad una corazzata come il Borghesiana che, visti gli ingenti sforzi sul mercato ed i nomi fatti arrivare in rossoverde, si apprestava ad essere una delle squadre da battere se non quella più titolata per poter centrare l'obiettivo Promozione. In casa gialloverde le mire non erano così alte,  si puntava sicuramente ad un campionato di alto profilo, al classico "gara per gara e vediamo che succede" facendo sempre di necessità virtù con tanti giovani del posto pronti ad esordire e giocare in prima squadra, autentico marchio di fabbrica della società che sul suo stemma ha scritto a chiare lettere "100% Lariano" a testimoniarne la forte identità. Come per la maggior parte delle società laziali anche l'Atletico Lariano ha dovuto tirare i remi in barca ed ora con la regione in zona rossa ha rinunciato forzatamente anche a quel poco di allenamenti che riusciva a far disputare ai suoi tesserati "Con la scuola calcio siamo andati sempre avanti, dando ai bambini la possibilità di farli divertire seguendo le regole, mentre con la prima squadra ci siamo fermati praticamente subito. Troppo alto il rischio per dei ragazzi che qui da noi non percepiscono nessun rimborso. In caso di quarantena dovuta al calcio non ce lo saremmo mai perdonati, abbiamo deciso quindi di preservare il loro lavoro e quindi le loro famiglie. Per il calcio ci sarà tempo". Afferma il presidente Riccardo Palmieri.

Nessuna fretta Il progetto dell'Atletico Lariano è in crescita da diverso tempo, con la società gialloverde che si è tolta delle belle soddisfazioni con Under 19 ed Under 17 in particolare. La pandemia e le regole hanno un po' resettato il tutto, ma questo non sembra pregiudicare il lavoro svolto "Noi siamo tranquilli per quello che riguarda il nostro progetto calcistico, non abbiamo fretta nel ripartire anche se ci saranno tanti aspetti da valutare. Il primo fra tutti è legato a tutti quei ragazzi che sono a cavallo dell'anno 2000 e che quindi volevamo inserire all'interno del discorso prima squadra. Un pensiero che dobbiamo iniziare a fare anche con i 2003, perché ormai hanno saltato due stagioni e questo può pregiudicarne in qualche modo la crescita. E' un'età particolare quella che va dai 17 ai 19, perché in tanti possono anche scegliere di smettere di giocare per altri motivi e non soltanto a causa della pandemia e di questi stop forzati. Per una società che si basa sulle proprie forze avere questo tipo di incognita sul futuro può essere un peso sul proseguimento del lavoro, ma non ci abbattiamo: faremo di tutto per provare a lanciarli anche nella prossima stagione, o comunque quando si potrà riprendere. Speravamo già quest'anno di poterne lanciare diversi, ma ormai... E' difficile, quindi, progettare, ma non facciamo drammi. Con calma, quando possibile, decideremo cosa fare".

Il ritorno di Damiano Cavola Una figura fondamentale in casa Atletico è sempre stata quella del mister che portò la società ad essere la prima in assoluto a Lariano a portare un trofeo nella cittadina castellana. Con lui in panchina i risultati stavano arrivando ed è qui che Riccardo Palmieri fa trasparire un po' di rammarico per come sono andate le cose "Stavamo andando benissimo, chi ci vedeva giocare aveva capito che potevamo arrivare fino in fondo, magari non centrando il primo posto, ma sicuramente avremmo lottato fino alla fine. Con Damiano abbiamo un rapporto particolare, è molto conosciuto e benvoluto da tutto l'ambiente ed è sicuramente un tecnico che potrebbe ambire ad altre realtà, dallo spessore diverso dal nostro. Purtroppo questo calcio non è meritocratico ed anche quando è stato fermo ha ricevuto soltanto chiamate da progetti che poi non si sono rivelati seri come dicevano. Per noi è fondamentale e ci auguriamo di poter proseguire e toglierci in futuro delle soddisfazioni. Adesso, però, pensiamo ad altro". 

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