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Giovanni Pucciariello "Viviamo di piccoli sponsor, sarà davvero dura"

Il vice presidente del Real Montefortino analizza le difficoltà in ottica futura per il club che voleva allargarsi anche al settore giovanile

24 Marzo 2021

Real Montefortino

Il Real Montefortino al completo

La prima giornata di campionato aveva fatto intendere tutto un altro copione e chissà, questa sarebbe potuta forse essere la stagione della svolta e della tanto inseguita promozione in Prima Categoria. Il Real Montefortino era partito fortissimo, rifilando all'esordio un sonoro 5-1 al Borgata Gordiani tra le mura di casa e le premesse per disputare un grande cammino c'erano tutte. La compagine di Artena aveva messo sin dall'inizio le cose in chiaro lanciando un bel segnale alla concorrenza, ma la gioia è durata di fatto soltanto una manciata di giorni. Un successo, quello del 24 ottobre scorso, che oggi appare più che mai lontano, perché sono trascorsi ormai cinque mesi e perché la stagione può ritenersi in sostanza definitivamente conclusa. Ciò che sembrava un inizio florido e colmo di belle speranze si è tramutato poi nell'ennesimo anno costellato invece da tantissime difficoltà legate in primis alla pandemia, che hanno costretto nuovamente ai box tutto il calcio dilettantistico. A fare il punto in casa rossoverde è il vicepresidente Giovanni Pucciariello, che analizza la situazione a 360 gradi non nascondendo le proprie preoccupazioni principalmente in relazione al futuro della piccola realtà lepina. "Purtroppo a livello federale non abbiamo avuto nessun riscontro, non sappiamo cosa dobbiamo fare e soprattutto ci restano molti dubbi in merito alla questione economica considerato che ci hanno chiesto di versare anche la seconda parte del contributo, ma in realtà non sappiamo come muoverci e cosa ci attende realmente nei prossimi mesi. In questo senso c'è tanta amarezza perché nessuno ci dà indicazioni precise e soprattutto ufficiali, è tutto un "per sentito dire". Purtroppo in un clima del genere, costituito dunque da tantissima incertezza, stiamo anche valutando di non andare più avanti, quindi di fermarci qui... Sarebbe un vero peccato ma non possiamo escludere questa ipotesi. Mentre sul fronte sportivo, la stagione ormai può dirsi conclusa anche perché arrivati a fine marzo non ci sarebbero state più le tempistiche adatte per far ripartire il campionato. I nostri ragazzi, prima dell'entrata in zona rossa, hanno continuato comunque ad allenarsi singolarmente per cercare di non perdere tono e per tenere saldo il gruppo, ma siamo consapevoli che le previsioni in chiave futuro ad oggi non sono buone". Con la stagione terminata anzitempo, quali potrebbero essere i rischi per un club di Seconda Categoria? "Essendo noi una società che va avanti con il piccolo sponsor - prosegue il dirigente -, considerato che qualcosa quest'anno avevamo raccolto ma poi si è fermato tutto, il rischio è quello di trovarci scoperti in un'ottica futura, perché chiaramente non possiamo richiedere agli stessi piccoli commercianti di dare un contributo visti i tempi che corrono. Quindi si rischia di non trovare altre partnership. E stiamo parlando soltanto di un discorso relativo alla prima squadra, perché nelle intenzioni c'era anche quella di fare il settore giovanile ma ovviamente avrebbe comportato un impegno maggiore. Parlando poi del lato tecnico c'è sicuramente dispiacere, avevamo iniziato bene, con tanta voglia e con le migliori intenzioni. Ma dopo soltanto una partita si è fermato tutto. A questo punto sarebbe stato più opportuno non farci partire per niente. Fare soltanto una gara e poi fermare il campionato non ha senso, anche perché abbiamo pagato l'iscrizione e compiuto tutte le procedure di sanificazione del campo, degli spogliatoi e seguito l'iter per garantire il protocollo sanitario. Ma soprattutto ripeto, non siamo stati convocati e interpellati per valutare insieme qualche possibile soluzione. E tuttora restiamo allo scuro di tutto, non sappiamo davvero cosa pensare e come muoverci per intentare un minimo di programmazione. La speranza è che tutto si risolva al più presto e soprattutto di tornare alla normalità. Ma servono comunicazioni ufficiali, precise e che non lascino spazio a dubbi o perplessità". 

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