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Benedetto Lenzo "Ci sentiamo abbandonati, ma non molliamo"

Il presidente del Tarquinia ha fiducia nel futuro, anche se sa che le complicazioni sono molte

30 Marzo 2021

Benedetto Lenzo

Benedetto Lenzo, presidente del Tarquinia

Benedetto Lenzo è diventato presidente del Tarquinia da poco, meno di un anno, ma la sua passione per il calcio è risaputa. Lenzo ha raccolto l'eredità di Marco Bellucci, che dopo la splendida parentesi con la rinascita del nome del Tarquinia e la conquista della Prima Categoria ha deciso di farsi da parte. Un cambiamento tra due figure che hanno una lunga storia con il calcio nella cittadina etrusca. Lenzo in precedenza è stato infatti il massimo dirigente dell’Atletico Tarquinia con il quale vinse il campionato di Seconda Categoria. Non è però solamente conosciuto per la sua opera dietro una scrivania in quanto, partendo dal settore giovanile è arrivato fino a giocare in Eccellenza, unica categoria dilettantistica regionale che potrà portare a termine la sua stagione, mentre per il Tarquinia come la variegata moltitudine delle squadre che va dalla Promozione alla Terza, i giochi sono stati dichiarati conclusi con il comunicato ufficiale della LND dello scorso 23 marzo. Un colpo duro da digerire, ma in casa blu granata c'è la forza di assorbirlo per ripartire ancora con slancio all'interno dei confini calcistici di un progetto che punta in alto. Il Tarquinia è una di quelle realtà storiche del calcio viterbese in primis e laziale in secondo luogo ed ha tutta l'intenzione di continuare ad esprimersi al meglio delle sue possibilità da qui al prossimo futuro. L'inizio di campionato, però, non era stato dei migliori con appena 2 punti conquistati nelle sole tre uscite stagionali concesse. Esordio con pareggio per 1-1 in casa del Valentano, poi sconfitta interna contro il San Lorenzo Nuovo ed infine un altro pareggio contro il Grotte Santo Stefano. Numeri che purtroppo rimarranno solamente su carta, in attesa di tempi necessariamente migliori.

Obiettivo Promozione La stagione del Tarquinia era in potenza segnata dai migliori auspici. Il club si era mosso con intelligenza nel corso dell'estate ed era pronto a disputare un campionato di vertice "La nostra idea - esordisce Lenzo - era quella di lottare per le prime posizioni e per questo avevamo allestito una squadra competitiva. Purtroppo però abbiamo dovuto rivedere tutti i nostri piani, nonostante il rispetto dei vari protocolli che sono stati creati per il calcio dilettantistico. I ragazzi hanno continuato ad allenarsi anche quando non erano in calendario le partite, ma poi abbiamo dovuto interrompere per preservare la salute di tutti. Non poter usare gli spogliatoi è diventato un problema".

Senso di abbandono Come molte società dilettantistiche laziali in questo periodo è forte la sensazione di non aver accanto le principali istituzioni che governano questo mondo "Ci sentiamo abbandonati a noi stessi, perché non sappiamo ad oggi quale direzione possiamo prendere. E questo è davvero un peccato perché il nostro gruppo della prima squadra era molto unito e lo stesso posso dire per quello che riguarda il settore giovanile. La nostra è una società che ha tanta voglia di crescere in tutti gli ambiti, ma serve ovviamente che ci sia un'adeguata programmazione e questa deve essere agevolata dalla Federazione. Quel che posso dire, però, guardando dentro casa nostra è che il Tarquinia non avrà grossi problemi nel poter proseguire la sua avventura. La società è solida e questo ci aiuterà in futuro ad essere pronti per poter governare le avversità. Continueremo a lavorare a monitorare la situazione sotto ogni aspetto legato alla prima squadra. L'idea è quella di mantenere tutto il gruppo che abbiamo costruito in estate anche per la prossima stagione, coinvolgendo sempre più i ragazzi del posto che è il nostro obiettivo principale. Se poi dovesse servire saremo pronti ad integrare la rosa a disposizione dell'allenatore con dei nuovi innesti". 

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