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2ª categoria

Mirko Rossato "In noi c'era grande entusiasmo, forse dovevamo fermarci prima"

L'analisi del presidente del Circeo, squadra che non ha giocato nemmeno un minuto, si proietta però anche sul prossimo campionato

31 Marzo 2021

Circeo

Il presidente Rossato (primo da sinistra seduto) con tutti i suoi ragazzi

La stagione 2020-21 si è ufficialmente conclusa per tutte le categorie dalla Promozione in giù a livello di prime squadre e per tutto il settore giovanile. Un'annata che è sfilata via troppo presto, anche più velocemente rispetto alla quella scorsa in cui comunque si era giocato buona parte del campionato. Quest'anno, invece, moltissime squadre non hanno neanche fatto in tempo ad esordire. Rientra tra queste il Circeo che, inserito nel girone I di , è rimasto di fatto ai box sin dalla prima giornata. A fare il punto in casa rossoblù è il presidente Mirko Rossato, che analizza a 360 gradi la sospensione per poi guardare al futuro, non senza qualche preoccupazione. "C'era stata una piccola speranza a settembre quando ci hanno fatto ripartire - esordisce il massimo dirigente - con tutti i protocolli sanitari che ci avevano imposto. Nel nostro caso, però, non abbiamo disputato neanche la prima giornata, la società ospite aveva due positivi e la gara era stata rinviata. Mentre nel corso della settimana successiva è arrivata la comunicazione che il campionato veniva sospeso. Ci dispiace esserci fermati perché avevamo programmato la stagione, anche se di corsa per i tempi che ci sono stati dati, investendo sia tempo che denaro facendo un programma con determinati giocatori anche memori dagli ultimi buoni campionati che abbiamo svolto. Inoltre ci avrebbero riconsegnato il campo (il Ballarin ndr) dove si stavano ultimando i lavori di ristrutturazione. Quindi l'entusiasmo era tanto, venivamo da una stagione già interrotta prematuramente e avevamo tutte le intenzioni di migliorarci. Ma al tempo stesso credo che tutte le società fino alla Promozione non siano in grado di sostenere i protocolli come quelli di Eccellenza e Serie D. Per noi sarebbe stato impraticabile a livello di costi, come anche per il Montenero ad esempio, con cui abbiamo condiviso il campo negli ultimi anni. Sentendo la loro società sarebbe stato complicato anche in quel caso pur giocando in Promozione". Considerati gli strascichi che lascia in eredità la lunga pandemia questa volta sarà ancora più difficile ripartire e programmare la prossima annata. In merito Rossato afferma: "Nel nostro caso abbiamo avuto la fortuna in questi anni di essere una società composta da persone del posto. Ci sono quei cinque-sei elementi che vengono da fuori ma la grande maggioranza dei ragazzi abita qui. Perciò ripartiremo forti di questo fattore e con la voglia di far bene come abbiamo sempre fatto. Siamo consapevoli del fatto che per preservare i ragazzi, che sono fermi da due anni, bisognerà ripartire con molto anticipo per recuperare il tono muscolare ed evitare infortuni. Sarà perciò una stagione molto impegnativa. Purtroppo, sentendo anche altri presidenti, non tutti saranno presenti.Vuoi perché molti ragazzi hanno paura, vuoi anche per l'aspetto economico considerando che molte società si reggono con le sponsorizzazione e purtroppo la crisi ha messo in ginocchio tante aziende che ci davano una mano. Guardando al nostro caso fortunatamente non abbiamo mai dato rimborsi se non una piccola quota ai pochi ragazzi che vengono da fuori, quindi sotto questo punto di vista stiamo tranquilli. Sperando comunque che la pandemia si arresti definitivamente anche perché i ragazzi più giovani saranno gli ultimi a fare i vaccini. Mi auguro che la Lega, consapevole anche di come è andata questa stagione, non faccia ripartire prima che la grande maggioranza della popolazione sia vaccinata, o comunque che dia la possibilità a chi fa parte delle società sportive di vaccinarsi in tempo". Proprio in relazione all'inizio e alla successiva sospensione della stagione 2020-21, sarebbe allora stato più opportuno non partire per niente? "In realtà - conclude Rossato - sembrava che in estate il virus fosse stato sconfitto o che comunque era in discesa. Ma già dopo la preparazione ci siamo accorti che il quadro peggiorava. Forse potevano fermarci prima così avremmo risparmiato qualche spesa"

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