Cerca

1ª categoria

Atletico Cimina e Pupi si salutano. Il mister: "Il calcio è così, ora una nuova sfida"

Il tecnico è stato sollevato dall'incarico dopo l'ultima partita di campionato

06 Maggio 2022

Antonio Pupi

Antonio Pupi, ex allenatore dell'Atletico Cimina

Alla luce degli impegni lavorativi che avrebbero portato mister Antonio Pupi lontano dal campo nel mese di maggio per impegni già presi prima della rimodulazione del calendario di Prima categoria, la società Atletico Cimina già da mesi al corrente di questa situazione ha deciso di anticipare l'incontro per la programmazione della prossima stagione. Viste anche le divergenze progettuali a livello calcistico si è deciso in comune accordo tra allenatore e società di dividere le rispettive strade calcistiche. Tutta la società ringrazia mister Pupi per l'ottimo lavoro svolto e per i risultati raggiunti”.

Con una breve nota stampa, la società Atletico Cimina rende nota la separazione consensuale dal suo traghettatore, Antonio Pupi. La sua terza esperienza su una panchina di calcio è stata una girandola di emozioni. Ma indelebile, per chi l’ha vissuta sulla propria pelle. Giorgio Sbarra e compagni hanno vissuto un autentico sogno, rendendosi autori di una cavalcata che li aveva proiettati fino al secondo posto. Difeso con le unghie e con i denti, prima di un fisiologico rallentamento nel mese di aprile che ha dematerializzato l’impresa. Ma i risultati non sono al centro della divisione tra società e tecnico. Pupi, che subito dopo il rimbalzo della notizia sui canali social ha ricevuto diversi messaggi di apprezzamento dagli addetti ai lavori, ha fatto chiarezza sulla questione. “Il 27 marzo eravamo secondi in classifica. Mancavano otto giornate. E’ stato fatto un grande lavoro. Merito dei ragazzi, che hanno dato il massimo e si sono messi a disposizione, e della società, che ha creduto nell’operato del tecnico ed è stata presente in ogni aspetto. Non posso far altro che ringraziare tutti per questa opportunità”. Poi sulla cavalcata a fari spenti in campionato. “Quando ci si trova nei piani alti, il tutto richiede un impegno diverso. Non sempre si è pronti, ma si cerca di trasmettere ai ragazzi l’abitudine a certe situazioni. Perché è bello, competere per vincere e far valere la propria forza. Non sempre ci si riesce”. I risultati, però, non hanno influito su questa decisione. “La separazione delle strade è nata in virtù del fatto che prima dell’interruzione di gennaio avevo preso degli impegni lavorativi che mi avrebbero portato nel mese di maggio lontano dalla squadra, durante la settimana. Ma quando li avevo presi non era un problema, perché il campionato si sarebbe dovuto concludere prima. Poi c’è stato lo slittamento dei calendari. La società, per motivi che le appartengono, ha voluto anticipare l’incontro programmatico e capire le nostre esigenze. E ci siamo trovati su due posizioni differenti. Fosse stato fatto a fine stagione sarebbe andata ugualmente, ma si è voluto anticipare. Le decisioni sono state fatte di comune accordo”. Resterà però qualcosa di indelebile nella mente di chi quella cavalcata l’ha vissuta. L’Atletico Cimina si stava rendendo protagonista di un sogno ad occhi aperti. “I numeri parlano chiaro. Lascio questo commento agli addetti ai lavori. Cerco di fare il massimo e mettere la mia professionalità a disposizione. Sono contento della maturazione di tanti giocatori, che all’inizio avevano delle potenzialità che sono venute fuori. Penso che sia la cosa più bella: mettere i ragazzi in condizione di esprimersi al 100%. E’ la soddisfazione più grande, al di là dei risultati. Questo è il compito dell’allenatore, che deve mettere la squadra in condizione di poter arrivare a dei traguardi. Vedi Michele Bracci, un esempio su tutti. Ogni annata è speciale. Non è molto tempo che alleno, ma nelle tre società in cui sono stato ho sempre mantenuto un ottimo rapporto anche ad esperienza conclusa. Segno di un connubio che lascia segnali positivi. E’ una cosa bella”. E’ soltanto un arrivederci quello di Pupi. Perché chi ha avuto modo di apprezzare il suo operato sulla panchina dell’Atletico Cimina, potrebbe farci un pensiero per la prossima stagione. “Chi vive di calcio è sempre pronto a nuove sfide. Questo è il nostro mestiere. L’auspicio è svolgerlo al meglio, nell’interesse dei ragazzi e delle persone. Avrò questo impegno a maggio, dopodiché tornerò con tanta voglia”.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE