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La promozione del DLF Civitavecchia: sogno romantico di un gruppo di "pazzi"

Il club biancoverde, alla prima esperienza in categoria, ha vinto sfatando tabù e pronostici

01 Giugno 2022

DLF Civitavecchia

DLF Civitavecchia: promosso in Prima Categoria

Non sempre si è numeri uno in tutto. Questa è una delle rare storie in cui, un calciatore è un numero 1 non solo in campo ma anche fuori. Alessandro Paoloni, 42 anni, è il portiere meno battuto di tutta la seconda categoria laziale insieme ad Alessio Di Marco ed è, sopratutto, il portiere del DLF Civitavecchia compagine che ha partecipato al campionato di Seconda Categoria, quasi per gioco, vincendolo. "Questa nostra grande storia -racconta Paoloni- parte dieci mesi fa, ad agosto, eravamo poco più di dieci pazzi convinti di poter scrivere ancora qualcosa di importante nella nostra umile ma molte emozionante carriera calcistica". Molti over quaranta, hanno sposato la causa del club caro ad Umberto Bramucci: un sodalizio che ha puntato sempre sul vivaio, mai sulla prima squadra "Esatto. Tutto è nato da Andrea Rocchetti e Livio Valle, loro sono i pilastri, di una cavalcata intrapresa con tanto entusiasmo, tra mille peripezie e altrettante invidie". Civitavecchia è ancora un paese più che una città sotto questo aspetto: i calciatori del DLF, sono tutti veterani di alto lignaggio: gente che ha fatto calcio anche ad alti livelli, in tempi così lontani e, al contempo, romantici oltre che indimenticabili. "Abbiamo cercato di mettere la nostra esperienza al servizio di un ideale, appunto, un sogno quasi folle. Nessuno ci ha regalato nulla, mai, anzi. Club limitrofi, del comprensorio per intenderci, hanno tentato pure di rallentare o intralciare il nostro percorso ma in fondo così è più bello: siamo arrivati a dama contro tutto e tutti". Tanti big del calcio del calcio che fu ma pure giovani, desiderosi di rendere a se stessi onore, attraverso il calcio. "I giovani sono andati forte ma noi grandi siamo stati la strada non vi è dubbio. Senza esperienza non si vincono i campionati, neanche in Seconda Categoria" Paoloni che, di avventure calcistiche ne ha vissute tante, ovunque. "Ma nessuna mi ha mai emozionato come questa. Al DLF sento di essere molto legato. Da gennaio sono responsabile dei preparatori dei portieri di tutte le squadre biancoverdi: un impegno molto importante che mi tiene in campo per 6/7 ore al giorno" La passione del classe 1980 non ha limiti né confini: così come la sua purezza d’animo. "Ne abbiamo subite tante ma io sono per il perdono sempre a prescindere. C’è stata tanta cattiveria nei nostri confronti ma siamo andati avanti consapevoli di noi stessi: nella vita conta solo essere costruttivi. Come lo sono stati Rocchetti, Valle, Boriello, i fratelli Verde, La Rosa, Pane, Iacomelli, Loi, Cirotto e tutti coloro che hanno, a Civitavecchia, una passione immensa nei confronti del calcio. "Le persone che hai citato sono state il motore pulsante di un sogno all’inizio illecito ed appunto sempre più affascinante con lo scorrere del tempo, fino alla sua sublime realizzazione". In conclusione un atto d’amore, dovuto. "Sì, a mia moglie e alla mia famiglia sento di porgere pubblicamente un grande ringraziamento: le donne che amiamo spesso sono nelle retrovie e non sotto i così detti riflettori ma senza di loro nulla potrebbe essere". L’avevamo detto: un numero 1...Oltre ad un numero 1, c’è sempre un capitano e anche qui parliamo di un calciatore top: Simone Verde. "Come ha detto Ale, tutto è filato liscio con l’avanzare della stagione ma di ostacoli ne abbiamo veramente superati tanti. Per me poi tutto è stato ancora più empatico perché nella mia carriera non avevo mai giocato insieme a mio fratello Maurizio, tra l’altro collega di reparto".C’è una prima volta in tutto.. "Sì -conclude il capitano del DLF- insieme a mio fratello vincenti al primo colpo con una maglia che per me rappresenta un pezzo importante della mia infanzia. Il DLF, che era al debutto assoluto in un campionato di Seconda ha fatto centro ed ora è in Prima. Vanno ringraziati tutti i componenti del club dal primo all’ultimo: ha vinto il gruppo e stavolta non è affatto una frase di circostanza" Chiosa finale per Alessio Pane regista del DLF, talento classe 1979 soprannominato in città Falcao per l’eleganza che trasmette col pallone tra i piedi. Quella col Real Tolfa è stata la sua ultima gara: appende gli scarpini, pardon il pennello, al chiodo, un vero artista, non vi è dubbio, d’altri tempi.

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