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Sterparo, una frazione nella storia. Adriano Roma "Più bello di una favola"

Il presidente racconta la vittoria del campionato che ha portato un borgo di 200 abitanti nel torneo cadetto

07 Giugno 2022

Adriano Roma

Adriano Roma, presidente dello Sterparo

"Se uno avesse voluto scrivere una storia, non sarebbe riuscito a immaginarla meglio di così". Il sunto perfetto degli ultimi giorni dello Sterparo. Il sogno che diventa realtà. Con l'approdo in Promozione dopo 26 battaglie, a cui si aggiunge lo spareggio con il Torrice che proietta i ragazzi di Zoffranieri in Paradiso. Eppure, giovedì pomeriggio sembravano destinati all'Inferno, con lo 0-0 che non si smuoveva sul campo dei cugini dell'Arnara e il Torrice che si stava involando a +2. Poi l'episodio, il calcio di rigore trasformato, la vittoria e lo spareggio che vale il primo posto in classifica. Sono stati dei giorni magici per lo Sterparo. Li riviviamo nel racconto del presidente, Adriano Roma. "Per organico e organizzazione, ho sempre detto che puntavamo ad arrivare tra le prime tre - ha spiegato -. Ho potuto contare su uno staff tecnico ben attrezzato, dall'allenatore dei portieri al preparatore atletico, passando per il mister. L'esperienza insegna che non si può partire per vincere. Ma se si hanno le potenzialità, si può ambire ad un piazzamento tra le prime. E ce l'abbiamo fatta. Ho fatto parte, in passato, della dirigenza dell'Arnara. Sono un ex arbitro di Serie D, nel calcio ci sono sempre stato. Mi dispiace che Arnara abbia due squadre. Ho fatto di tutto per unirle, ma non ci sono riuscito. È l'unica colpa che mi attribuisco. Adesso le strade si sono divise: loro faranno la Prima, noi la Promozione. Ma spero che in futuro cambi qualcosa". Giovedì, nel derby, sembrava una maledizione. Poi il miracolo. "A sette minuti dalla fine, vincere in casa dei cugini, segnando su calcio di rigore, con il Torrice che stava facendo suoi i tre punti, riagguantandolo in classifica e guadagnando lo spareggio. È stato meglio di un racconto sui libri". Domenica è arrivata l'apoteosi. "Ho visto la mia squadra correre per 90'. Chi è subentrato, non ha fatto rimpiangere chi è uscito". La partita era già stava vinta nelle ore antecedenti al match. "Ci eravamo preparati molto bene. Ci siamo visti a mezzogiorno a casa, abbiamo pranzato e fatto la riunione tecnica. Abbiamo preso il pullman tutti insieme per andare a Isola Liri e non avvertivamo alcun tipo di tensione, anzi i ragazzi cantavano". Ora il sogno diventa realtà, ma il Presidente Adriano Roma non si monta la testa. "Questa società ha bisogno di allargarsi, di accogliere nuove forze. Non possiamo fare il passo più lungo della gamba, c'è bisogno di persone che vogliano contribuire ad ingrandire il blasone dello Sterparo. Ricordo che siamo una frazione di 200 abitanti, un po' com'era il Chievo a Verona".

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