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Città di Acilia, Ranaldi lascia vincendo. "Vado via a cuor leggero"

L'ex Pian Due Torri ha riportato in Seconda Categoria il club biancorosso ed ora attende la telefonata giusta

15 Giugno 2022

Andrea Ranaldi

Andrea Ranaldi, tecnico del Città di Acilia

Non c’è due senza tre e, infatti, il Cholo Andrea Ranaldi, il famoso detto, lo ha ha rispettato. Dopo aver conquistato due campionati con la Polisportiva Pian Due Torri, l’ex centrocampista tra le tante del Maccarese di Firotto e Moscardelli, ha portato in gloria anche il Città di Acilia. I biancorossi hanno vinto il girone C della delegazione di Roma grazie a 17 vittorie, 4 pari su 22 gare complessive, 84 reti all’attivo; ora possono programmare la stagione 2022-2023, senza Cholo però."Vado via, ma lo faccio col cuore leggero. L’esperienza col Città di Acilia è stata molto positiva: vincere è sempre difficile anche in Terza ma devo dire che i ragazzi sono stati sempre disponibili e molto attaccati alla maglia; il senso di appartenenza ad un club, lo reputo uno dei fattori indispensabili per raggiungere risultati importanti". Acilia che nel calcio, sta cercando di ritrovare categorie di un certo livello. "Adesso -prosegue Ranaldi- serve un po’ di pazienza. Sono convinto che un quartiere come Acilia può tornare ai fasti di un tempo. Ci tengo a ringraziare il presidente del Città di Acilia Massimo Mariani, suo figlio Andrea, il ds Giorgio Conti, Augusto Lana e Alessandro Guaraldi: figure a dir poco fondamentali per la realizzazione di un progetto che, è ripartito di slancio". Grazie anche Ranaldi e a un gruppo che ha ottime qualità calcistiche oltre che umane. “Sì -prosegue il tecnico della Magliana- a me piace dirigere ragazzi che hanno fame e cercano costantemente di migliorarsi, tentando magari anche di oltrepassare i loro limiti perché no". Ranaldi che, nella prossima stagione, potrebbe ritrovare la Promozione. "Le chiamate sono arrivate, non lo nego affatto. Personalmente ritengo che sia giusto scegliere un club che abbia le mie stesse motivazioni calcistiche. Gioco sempre per vincere ma soprattutto non mi sento inferiore a nessuno e lo dico con molta onestà intellettuale. Sono nel calcio da tanti anni e di acqua sotto i ponti ne ho vista passare fin troppa per cui, nulla mi spaventa anzi, le sfide, soprattutto quelle difficili, mi affascinano di più" Acilia, sponda Città, alla fine era una sfida.. "Certo, diciamo che era una scommessa e l’ho vinta poi poteva accadere qualsiasi cosa perché c’è stato da sudare fino alla fine ma la consapevolezza di aver dato tutto, nelle mie squadre, raramente manca poi, è chiaro, vincere gratifica molto ma la vera vittoria è creare un’identità ben precisa, sempre".

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