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Luca Sebastiani lascia il calcio "Montella mi ha suggerito di fare l'allenatore"

L'ex Real Testaccio si è congedato dopo 31 anni dallo sport che ama

29 Giugno 2022

Luca Sebastiani

Luca Sebastiani, ultimo a destra, con Montella al centro

Con una tripletta all’Antonio Sbardella di Primavalle – nella trasferta sul campo dello Sporting Real Aurelio -, Luca Sebastiani si è congedato dal calcio giocato. Per il vice-capitano del Real Testaccio (per l’occasione sceso in campo con la fascia al braccio, concessagli da Maicol Sisca), è però mancata la ciliegina sulla torta, dato che i giallorossi hanno chiuso il campionato a -3 dal Tirreno Sansa. La giornata è stata ugualmente emozionante, con il classe ’84 che ha anche ricevuto una maglietta con dedica da parte del suo allenatore, Paolo Montella, con il quale si è instaurato un rapporto di lunga data dopo che avessero già condiviso un’esperienza calcistica (Sebastiani da giocatore diciassettenne, Montella già da allenatore) vent’anni fa ed un'altra con l'Olimpia, in cui è arrivata la conquista del campionato di Prima Categoria. Il messaggio del mister è stato: “Più difficile è la vittoria, più grande è la felicità nel vincere. Grazie Luca per tutte le volte che mi hai fatto felice”. Parole e momenti che, per chi vive il mondo del calcio, provocano emozioni e sentimenti forti. A prescindere dalla squadra, dal tifo. Sebastiani appende gli scarpini al chiodo dedicando la tripletta all’allenatore che lo ha visto crescere; accompagnandolo nella prima fase della sua carriera e anche nell’ultima, quella che si vorrebbe non arrivi mai. “Quello che cercavo dal pallone era semplicemente il divertimento – ha commentato -. Qualcuno mi ha detto che avrei potuto calcare altri palcoscenici, ma ho sempre messo il lato umano davanti al fatto di volermi confrontare con giocatori di categorie superiori. Magari, a ritroso, posso dire che ho sbagliato. Ma la cosa che mi rende fiero è di aver giocato una vita intera con i miei amici; nella Romulea, che abbiamo sempre definito la nostra isola felice, e nel Colle Oppio, dove abbiamo fondato una squadra che abbiamo portato dalla Terza alla Prima Categoria”. In Sebastiani è rimasto un vuoto in queste settimane. “E’ stata una decisione difficile. Lascio un mondo che ha fatto parte di me per trentuno anni, è strano. Le emozioni sono contrastanti, ci sono momenti di felicità dovuti alle tante persone che mi sono state vicino in quest’ultimo periodo. Ho ricevuto molti messaggi e ho sentito il loro affetto. Significa che sono riuscito a fare qualcosa di bello”. Il futuro è ancora incerto, anche se c’è la voglia di restare legato al rettangolo verde. “Mi sono confrontato con tanti amici che hanno iniziato ad allenare. La mia fortuna è stata quella di trovare tante persone con cui sono legato. Tramite loro cerco di capire cosa mi piacerebbe fare. Vorrei rimanere nel mondo del pallone, anche se non ho ancora le idee chiare. La cosa più bella sarebbe studiare per cercare di fare al meglio una carriera da allenatore o vice, prendere i patentini e capire come svolgere questa professione”. Poi sul rapporto con Montella. “Con il mister c’è una lunga amicizia, che si prolunga oltre il campo da calcio. Mi ha allenato ai tempi della Juniores. Ci siamo ritrovati all’Olimpia, dove abbiamo vinto il campionato di Prima Categoria, mentre in quest’anno al Real Testaccio siamo arrivati secondi. Abbiamo condiviso i nostri percorsi solo per tre stagioni, ma il nostro legame non si è mai interrotto. Nell’ultima partita che ho giocato, prima di dare la formazione, si è commosso comunicando alla squadra la mia decisione e mi ha regalato una maglietta con dedica. Mi ha suggerito di iniziare ad allenare dai più piccoli, tramandar loro quelle nozioni tecniche e comportamentali che io ho imparato tanti anni fa”

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