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Luca Liguori, uomo di sport: perché fermarsi è sbagliato

Il direttore generale della Dream Team Roma interviene sul nuovo DPCM che regola in maniera diversa l'attività sportiva fino al 13 novembre

19 Ottobre 2020

Luca Liguori, uomo di sport: perché fermarsi è sbagliato

Luca Liguori

Il direttore generale della Dream Team Roma Luca Liguori interviene sulle nuove disposizioni. Lo sport finora non è stato dimostrato come veicolo di contagio e le nuove norme rischiano di essere pericolose per la stragrande maggioranza delle società, come quella gialloblù che da anni si occupa (o meglio preoccupa) di far fare sport alle giovani leve. 

Leggo dell'ordinanza della Lombardia e delle misure nel nuovo DPCM e mi preoccupo. Fermare nuovamente e completamente chi segue i protocolli, chi ha investito di tasca propria per adeguarsi alle nuove normative coprendo falle che troppo spesso ed in ben altri tempi avrebbe dovuto risolvere lo Stato è surreale, improprio ed irrispettoso. Noi non siamo quelli del calcetto del giovedi sera (che hanno anch'essi la loro dignità sia chiaro), non siamo quelli utili solo prima delle elezioni per unire sulle proposte, per fare festa e colore. Siamo quelli che ovviano ad una falla del sistema e che attraverso l'attività sportiva così come disciplinata dal libro bianco dello sport contribuiscono a ridurre la spesa sanitaria tenendo in moto un Paese, attento a noi solo quando c'è da celebrare una medaglia. Quelle stesse medaglie e quei sportivi di eccellenza che portano lustro al Paese e che ci rappresentano anche e soprattutto grazie alla base (dalla quale provengono), che contribuisce economicamente e con risorse umane al sostentamento dell'intero sistema. Sarebbe facile oggi dire che ce ne andiamo in panchina per un altro po' non ben definito in attesa di cosa non si sa. Dove è andata a finire dunque la lungimiranza che doveva essere alla base degli interventi preventivi per la tanto decantata seconda ondata? Dove è il coraggio di tutelare chi con sangue, sudore e lacrime si è adeguato, istruisce i giovani ad avere comportamenti responsabili ovunque, non solo tra le mura di una palestra o in un campo di gioco? Volete fermarci per tutela della salute del Paese? Bene fatelo ma abbiate il coraggio di spiegarci perché noi saremmo un motore del contagio ed i mezzi pubblici no. Anzi forse neanche. Spiegateci quando e dove riprendere, come, con quali prospettive. Voi che ci date numeri ogni giorno sottolineando solo quelli negativi, diteci quale sarà stavolta il sacrificio che dovremo fare al rientro. La sanificazione di locali chiusi per mesi? Dove il virus è morto di solitudine. Questo, insieme ai DVR (impropri per noi) e non solo è stato preteso all'epoca, domani cosa si pretenderà? Quale altro foglio di scarico di responsabilità dovremo firmare? Spero di sbagliarmi ma se siamo noi (e non solo è chiaro) i sacrificabili per ridurre il contagio mi auguro davvero qualcuno di voi sappia dirci come e quando ripartire e che questa eventuale disposizione sia risolutiva perché questo Paese oltre a giovani mal istruiti (vogliamo parlare di DAD e della scuola oggi?) domani rischia di avere anche una generazione di schiavi dei social, di inattivi. Da sportivo e come sempre sia chiaro personalmente e per la realtà che gestisco mi adeguerò, seguirò e farò seguire pedissequamente le disposizioni, perché lo sport ci ha insegnato prima di tutto ad essere rispettosi delle regole, a saper perdere prima ancora di vincere. Perché amo ed amiamo l'Italia, quella del tricolore non quella delle bandiere di partito. Spero solo che domani, quando dovremo rialzarci qualcuno ci tenda la mano e non solo per porci una nuova autocertificazione o scarico di responsabilità che sia, bensì per dare davvero una dignità ed un sostegno concreto al nostro settore.

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