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l'intervista

Il tennis dopo il lockdown: la ripartenza è buona

Il presidente della FIT Lazio Giorgio Di Palermo delinea la situazione sulla terra rossa ed anche nella crescente attività del padel

10 Novembre 2020

Il tennis dopo il lockdown: la ripartenza è buona

Giorgio Di Palermo

In queste settimane di rimbalzo tra un DPCM e l’altro, si è molto discusso degli ormai noti spor di conatto, discipline fortemente penalizzate dai giri di vite del governo per contrasare il rischio di contagio. A trarne beneicio, in parte, sono state tutte le attivià svolte all’aperto ed in maniera individuale. La possibilià di poter praticare queste discipline anche in tempi di coronavirus, infatti, ha dato grande impulso a sport come il tennis che, a livello nazionale, ma anche e soprattutto regionale, rappresenta un’attività in continua crescia e sempre molto praticata, anche nelle sue nuove versioni come quella del Padel. A fare un punto della situazione è il presidente del Comitato Regionale Lazio Giorgio Di Palermo.


Presidente, qual è la situazione del movimento tennistico laziale? "Il tennis della Regione Lazio ha una

grande tradizione, sia di grandissimi giocatori, sia per quanto riguarda il movimento di base. Le discipline Federali

(Tennis, Padel, Beach Tennis e Wheelchair Tennis) rappresenano nella nostra Regione più del 10% di tuta l’attività

Nazionale e siamo la seconda Regione d’Italia per numero di circoli, 350 nel 2019 ed ancora oggi, e per numero di tesserati, quasi 40.000 nel 2019. Le scuole tennis sono un’assoluta eccellenza e producono una grande attività giovanile; l’attività amatoriale è anch’essa in grande sviluppo con una serie di tornei appositi denominati TPRA; i campionati a squadre di tutte le categorie (Campionato di serie A, B, C e D, Campionati veterani, giovanili

e assoluti regionali) sono l’attivià più "classica" del tennis nel Lazio"


La Capitale, poi, rappresena un’eccellenza nazionale. "Roma è la cità leader del tennis italiano

per numero di circoli, di campi e attiviTà. I circoli storici sono moltissimi e le nuove realtà devono confronarsi con servizi di ottima qualità per i soci dei circoli, per cui il livello delle strutture è particolarmente curato, sia nello stato dei campi che delle strutture accessorie. La maggior parte dell’attivià si svolge all’aperto tutto l’anno, grazie al clima della cità, e ciò rappresenta in questo momento una garanzia ulteriore di sicurezza per i giocatori. Le province sono anch’esse molto vitali, sia nei circoli di grande tradizione, sia nell’attivià di recente introduzione".

Il primo lockdown che impatto ha avuto sul movimento regionale e come è ripartita l’attività a giugno? "È evidente che il lockdown ha avuto un impatto drammatico, sia per i circoli più grandi che per quelli con uno o due soli

campi, ad esempio. Molti di loro erano in grave diicolà, ma possiamo dire che la riapertura di meà giugno è avvenuta con grande rispetto delle normative igienico-saniarie, ed ha generato immediatamente un grande ritorno sui campi,

con gli appassionati che hanno approfittato delle caratteristiche del nostro sport per giocare in sicurezza. Altri atleti

di altri sport hanno trovato nelle discipline della FIT una gradia possibilità di fare sport all’aria apera e molti di loro

si sono affacciati per la prima vola sui campi da tennis, Padel e Beach con immediata soddisfazione".

Cosa accadrà nel tennis dopo il nuovo DPCM? "Ci pare di poter consaare che nel Lazio il tennis rimanga completamente fruibile, e abbiamo visto che la possibilià di giocarlo rimane inalterata. Qualche limitazione è stata posta alle competizioni, che possono essere solo di interesse nazionale, ma in generale i circoli sono aperti e i giocatori sono molto attivi”.

Quali sono le criticià per atleti e per il movimento? Quali i punti di forza di uno spor individuale e all’aperto?

"Forse le uniche criticià riguardano il gioco al coperto, che le decisioni governative hanno limiato per l’attività amatoriale, ma la grande forza del tennis come sport individuale è la sua caratteristica principale di poter permettere

lo sport in toale sicurezza, e gli studi scientifici della prima parte dell’anno lo hanno certificato. Lo studio del Politecnico di Torino, in particolare, ha certificato come l’indice di pericolosità del tennis sia il più basso fra quello di tutti gli sport".

Negli ultimi mesi alcuni spor individuali hanno beneficiato in termini di tesserati delle problematiche relative

agli sport di conatto con una migrazione di atleti dagli sport di squadra verso quelli individuali. Nel tennis è

accaduto lo stesso? "È sicuramente così. Anche nelle scuole tennis, si è veriicato un grande aumento delle richieste; evidentemente i genitori si sentono ragionevolmente sicuri delle caratteristiche del tennis per far allenare i ragazzi e ne stanno apprezzando la sicurezza".


Inoltre c’è uno sport come il Padel che sa avendo una crescia esponenziale. "Per il Padel c’è un discorso ulteriore

da aggiungere: l’immediatezza e la facilità del gioco permette di avvicinarsi a questo sport anche in età adulta con

risulati ottimi in tempi rapidissimi. È sicuramente uno dei “segreti” dell’espansionedi questo bellissimo sport. Facciamo davvero fatica a tenere il conto delle strutture presenti sul nostro territorio,visto che “spuntano” campi in quantità. La nostra Regione è stata la prima a trainare la grande esplosione del Padel in Italia, e l’attivià e i campi rappresentano nel Lazio quasi il 50% del totale Nazionale. Auguriamo alle altre Regioni di poter colmare questo gap, anche se la crescita, specialmente a Roma, è in continua evoluzione e siamo felici di notare come i campi siano pieni di giocatori entusiasti"


Che iniziative sanno porando avanti il Comiato e la FIT per sostenere i club che potrebbero trovarsi in difficoltà? "

"La FIT è stata la prima federazione sportiva italiana a erogare misure per sostenere i circoli affiliati non appena

il Governo previde il primo lockdown a marzo. Provvedimenti che hanno ristornato valore per tre milioni di euro e hanno in tal modo contribuito a garantire attivià, insegnamento e posti di lavoro. I circoli, dal canto loro, si sanno dimostrando molto attenti al rispetto delle norme e dobbiamo far loro i complimenti per come si sanno confrontando con questo tragico periodo. E’ anche grazie al loro impegno e alla loro serietà se il tennis è stato il primo spor a uscire dal lockdown e anche ora, in piena seconda ondata, può essere praticato senza rischi". 


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