Cerca

Iron Runner

Mereghetti: "Per me è naturale allenarmi due volte al giorno"

L’Iron Runner si racconta tra segreti, ricordi e consigli per i più giovani: "Il giorno che mi costerà fatica allacciarmi le scarpe e correre smetterò"

16 Dicembre 2020

Alberto Mereghetti

L'Iron Runner, Alberto Mereghetti

“Sono solo uno a cui piace allacciarsi le scarpe e correre”. Con queste parole di apre la biografia di Alberto “Merex” Mereghetti, un Iron Runner il 2 settembre del 2018 ha effettuato 5 giri della circonvallazione esterna di Milano di corsa, per sensibilizzare i cittadini sul tema dell’inquinamento. Non una gara, chiunque poteva unirsi alla sua corsa anche solo per qualche km. In totale ha percorso 100 km, correndo esclusivamente sui marciapiedi, partendo da Piazzale Lodi alle 7.00 con l’arrivo attorno alle 19.

Alberto, come hai scelto il tuo sport? Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta?
“Penso sia stato il triathlon a scegliere me. Da piccolo ho fatto nuoto agonistico, poi da grande ho iniziato a correre. In bici ci sanno andare tutti, unire le 3 cose è stato naturale.”

Se potessi tornare indietro cosa faresti o cosa faresti?
“Probabilmente inizierei prima a riprendere con lo sport invece di lasciare un “buco” dai 20 ai 30 anni.”

Quali meccanismi psicologici hanno contribuito al tuo benessere o performance?
“Per le performance, il non voler sentirsi inferiore agli altri, per il benessere l’aver capito che alla fine gli altri contano relativamente. La sfida è con noi stessi.”

I tuoi familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport?
“Dicono che sono un pazzo. Per me è naturale allenarmi due volte al giorno, trovo innaturale stare seduto 8 ore davanti ad un PC.”

Quali fattori o persone hanno contribuito alla tua crescita?
“Per quanto riguarda le performance un amico rivale che mi ha spronato a fare sempre meglio, per il benessere penso di essermelo conquistato grazie a me stesso.”

Ricordi un’esperienza che ti ha dato la convinzione di potercela fare?
“Quando ho tagliato il traguardo della mia prima maratona, a Parigi.”

Quali condizioni fisiche o ambientali possono condizionare una prestazione?
“Nella frazione di bici dell’Ironman 70.3 a Pescara, ricordo, c’era un forte vento contro ed ho sofferto parecchio.”

Ci puoi descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva?
“Il mio primo tentativo di corsa, 10km in scarpe da basket e tuta di cotone, al termine sono svenuto.”

Quali sensazioni sperimenti o hai sperimentato facendo sport?
“Le sensazioni sono a volte di ansia prima di una gara particolarmente dura o importante e sempre di gioia quando si taglia il traguardo.”

Qual è stata la gara che ti ha regalato le emozioni più belle?
“La Magraid 100. 100km di corsa in 3 giorni nella steppa, ho conosciuto tutti. Dall’organizzatore al cuoco dell’accampamento. Alla fine il risultato (28°) non contava più. Eravamo diventati una grande famiglia.”

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita?
“Sì una volta, salendo sul 3° gradino del podio.”

Cosa ti fa continuare a fare sport?
“Senza dubbio il piacere di farlo. Il giorno in cui mi costerà fatica allacciarmi le scarpe per uscire a correre smetterò.”

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni?
“Fortunatamente non mi sono mai infortunato e il piacere di fare sport non mi ha mai messo in crisi. Se sei sicuro di aver dato il massimo in quelle determinate condizioni, non esiste sconfitta.”

Ritieni utile lo psicologo dello sport?
“Lo ritengo fondamentale. Noi siamo il nostro cervello, il corpo è solamente l’automobile che stiamo guidando.”

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per farli avvicinare allo sport?
“Il messaggio più importante che si può dare ai ragazzi è praticarlo. Se imitano le cattive abitudini come il fumo o l’alcol, perché non dovrebbero imitare quelle buone? Più siamo e più diventeremo.”

Riesci ad immaginare una vita senza lo sport?
“No. Penso che l’uomo sia una macchina perfetta concepita biomeccanicamente per muoversi. Lo sport è una caratteristica dell’uomo, non un passatempo.”

Hai mai pensato di smettere di essere un atleta?
“Rinunciare ad essere atleta sarebbe come rinunciare ad essere un mammifero o un vertebrato.”

C’è stato il rischio di incorrere nel doping? Quale può essere un messaggio per sconsigliarne l’uso?
“Il mio concetto è quello di fare del mio meglio utilizzando quello che la natura mi ha messo a disposizione. Anche in gara e negli allenamenti lunghi utilizzo solo integratori a base naturale di estratti vegetali.”

Cosa hai scoperto di te stesso attraverso l’attività fisica?
“Ho scoperto me stesso, la posizione che occupa il mio corpo nell’ambiente che mi circonda e come si muove ogni mio singolo muscolo.”

Quale è stata la tua gara più difficile?
“L’ultra trail del Mugello, 60km di corsa con 3200 metri di dislivello. L’ho fatta come allenamento ed è stata dura, al traguardo ero emozionato. E’ stata dura in quanto arrivavo da un periodo di scarsa preparazione. Mai sottovalutare una gara”

Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione nel praticare il tuo sport?
“Se non si ascolta e non si rispetta il proprio corpo il rischio è quello di infortunarsi. La difficoltà è capirlo.”

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Quali sono i sogni realizzati e da realizzare?
“Mi considero fortunato, in ambito sportivo ho realizzato tanti sogni. Diverse aziende credono in me e mi hanno dedicato anche linee di abbigliamento tecnico e per me è una grande soddisfazione. Ma il punto in cui mi trovo non lo considero il traguardo. Lo vedo più come una partenza per coinvolgere più persone possibili in questo modo di vivere.”

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE

Dalle altre sezioni

Dalle altre sezioni

Dalle altre sezioni