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Gioia Masia "Al nostro campionato manca visibiltà"

L'ex calciatrice si candida come responsabile del settore nella lista di Luigi Lardone per il CR Lazio

23 Dicembre 2020

Gioia Masia

Gioia Masia, candidata per il femminile in quota Lardone

Dal campo alle istituzioni, senza dimenticare mai da dove è partita. Gioia Masia, candidata come Responsabile del Calcio a 11 Femminile con la squadra di Luigi Lardone, ha accettato la proposta del presidente dell’Ostiamare per mettere le conoscenze acquisite “sul campo” a servizio del movimento: “Il calcio è di chi lo ama e non di chi lo sfrutta. Io lo amo, ma troppe volte in questi anni ho visto sfruttare il nostro sport, compreso il femminile, così ho deciso di accettare l’invito di Luigi”. Ex calciatrice anche in Serie A e Nazionale, Gioia fino alla scorsa stagione ha giocato e vinto in Eccellenza con il suo club, il Formello, del quale è anche presidente: “Il nostro campionato è parecchio indietro, soprattutto dal punto di vista della comunicazione. In queste settimane di colloqui costanti ho ascoltato come le società si sentano abbandonate. Non mi piace sminuire chi c’è stato fino ad oggi, ma solo il fatto che non esista una pagina Facebook dedicata alle nostre competizioni regionali, alle iniziative delle squadre, ma anche semplicemente a gare, risultati e classifiche, la dice lunga sull’attuale situazione”. Poca visibilità e, di conseguenza, poche risorse per poter puntare ad un rafforzamento e ad una crescita: “Se non rendiamo l’Eccellenza un prodotto più appetibile, riuscendo a mettere in piedi una rete di riprese video, investendo sui media locali e creando eventi per gli appuntamenti più importanti della stagione, tutto resta immobile. Chiaramente dipende anche dalle disponibilità economiche del Comitato e qui entra in gioco la trasparenza chiesta da Lardone sui bilanci. Se i club conoscono quali sono le spese, i costi e come i soldi che versano ogni anno vengono gestiti, ci sono meno malumori e se rispondi che una richiesta non è fattibile, il richiedente si renderà subito conto del perché, senza innescare alcuna retrodinamica”. Oltre, naturalmente, ad un dialogo costante con le varie dirigenze e le calciatrici: “Partiamo da un presupposto: fare il bene delle società significa fare il bene delle atlete, i due aspetti non possono essere scissi. Purtroppo negli ultimi giorni una mia frase è stata strumentalizzata, non ho mai dichiarato di voler mettere al centro di tutto le ragazze, ma che non dimentico da dove vengo. Sono stata una di loro, conosco le loro necessità, ma so anche che per migliorare la situazione bisogna intervenire sulle esigenze dei club. A partire da un sostegno sull’impiantistica, che permetterà di creare poli più funzionali. La differenza tra le categorie superiori e l’Eccellenza è incredibile, essere dilettanti non deve essere penalizzante dal punto di vista dei servizi. Chiunque faccia sport deve poterlo fare al meglio”. Inoltre la sua figura, promette, sarà presenza fissa sui campi della nostra regione: “Andrò a trovare dirigenti e squadre sul posto, parlerò con loro di persona, perché penso che la vicinanza tangibile delle Istituzioni sia molto preziosa. Anche se magari i primi tempi, se dovessi vincere, non sarà semplice farlo, prometto che mi troverete spesso a bordo campo per assistere ad allenamenti e partite in ogni angolo del Lazio. Fino ad allora ci accontenteremo della tecnologia, ma il rapporto personale, lo sguardo dal vivo, per me è insostituibile”. Una presenza garantita anche per dare nuovo slancio alla Rappresentativa: “La selezione che partecipa al Torneo delle Regioni è una vetrina importante per i nostri migliori talenti. Il fatto che non esista alcuno scouting, ma vengano chieste indicazioni ai club stessi per formarla, rappresenta un modus operandi che rischia di estromettere le più brave solo perché magari hanno un carattere che non si prende con quello del tecnico. E questa non può essere una discriminante”. Nelle idee della candidata, infine, anche un pensiero sul futuro del campionato laziale: “In questi anni si è puntato molto sulla quantità, ma in questo modo abbiamo visto gare giocate con squadre composte da otto elementi, oppure con uno scarto di 18 reti. Noi al momento delle iscrizioni chiederemo delle garanzie. La mia idea è quella di puntare sulla qualità, magari qualche club in meno ma un livello più alto. La quantità, a quel punto, diventerà un’inevitabile e piacevole conseguenza, perché solo offrendo un prodotto valido e appetibile troveremo nuovi partner commerciali e, soprattutto, nuove giovani pronte ad indossare gli scarpini”.

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