Cerca

pallavolo femminile

C - La regia della Spes Mentana: parola a Gargiulo e Albanesi

Le due palleggiatrici, entrambe figlie d'arte, si dividono il compito di smistare pallone per il team neroverde

01 Aprile 2021

Ludovica Gargiulo e Marta Albanesi

Da sinistra: Ludovica Gargiulo e Marta Albanesi della Spes Mentana

Non si è ancora fermata la marcia della Spes Mentana che ha ottenute sette vittorie su altrettante sfide nel girone A1. Il gruppo allenato da coach Morini è pronto a disputare i play off appena conclusa la regular season ed è solo in attesa della matematica per festeggiare il primo obiettivo stagionale. A guidare i palloni in attacco della capolista ci sono Ludovica Gargiulo Marta Albanesi, due palleggiatrici con il volley nel sangue, anche per tradizione familiare. A loro abbiamo chiesto 1) Ormai i play off sono assicurati, stai già prendendo informazioni sulle prossime avversarie 2) Qual è il segreto della vostra squadra, che ha lasciato le briciole alle altre? 3) Cosa pensi della tua compagna di reparto e quali sono tra voi le differenze principali? 4) Hai un modello che hai seguito in carriera nel tuo ruolo? 5) Qual è la tua ambizione dentro e fuori dal campo? Ecco le loro risposte. 

Ludovica Gargiulo

1) "Ormai è sicuro, a meno che non commetteremo degli errori nelle ultime gare. Io non conosco molto bene le squadre dell'altra metà del girone. Giusto il KK Eur a mio parere è da sempre una delle società d'elite della zona Nord della provincia di Roma. Vediamo cosa succederà e quali squadre andranno ai play off. Vorrà dire che hanno avuto le potenzialità per arrivarci". 

2) "Sicuramente siamo molto unite, anche nello spogliatoio e fuori dal campo. Siamo ragazze sintonizzate molto bene ed anche l'età fa molto. La maggior parte sono ragazze mature e che quindi riescono a riflettere questa loro maturità alle altre in campo. Io sono sempre stata tra le più piccole e sono sempre stata abituata ad avere delle figure che mi trasmettessero le migliori qualità per stare in campo". 

3) "Marta è fantastica. Ho quasi 21 anni e la conosco da quando ne avevo 16 perché giocammo insieme anche a Palombara. Da subito ci siamo prese. Ridiamo e scherziamo molto insieme, adoriamo il nostro ruolo e per quanto ci siano delle differenze tra di noi, a livello fisico, tecnico e tattico, riusciamo a compensarci l'una con l'altra. Abbiamo aspetti che si incastrano e secondo me siamo complementari. In cambio non cambia molto se c'è l'una o l'altra. Sono molto affezionata a lei perché, avendo nove anni di differenza, lei insieme ad un'altra compagna, Silvia Pistorio, mi hanno cresciuto dal punto di vista pallavolistico, mi hanno insegnato come deve essere un pallegiatore". 

4) "A parte i mostri sacri come Travica e a Lo Bianco, sicuramente anche mio padre è stato uno dei miei modelli, ha giocato anche lui come palleggiatore, e poi la mia storica compagnia Silvia Pistorio che mi ha insegnato i vari trucchetti e con la quale ho affinato la tecnica"

5) "La mia ambizione è quella di saper essere assertiva. Una persona che sa quello che vuole e che riesce a trovare i mezzi per raggiungerlo. Gli sport di squadra in questo ti aiutano molto, ti trasmettono il messaggio che per arrivare dove vuoi hai bisogno di qualcuno che ti appoggi e di fidarti delle persone che hai intorno. Sono quindi molto contenta della squadra in cui questo sistema di coesione e solidarietà è molto forte. Non saremmo arrivate dove siamo adesso senza questo e senza il lavoro degli allenatori e della dirigenza"

Marta Albanesi

1) "In realtà no, perché sono curiosa di conoscere le squadre che incontreremo sul campo"

2) "Noi siamo molto squadra, più che in altre stagioni. Credo che questo sia un fattore che ci differenzi da altri club e spesso quando manca può portare alla sconfitta. Siamo coese, ma soprattutto abbiamo molta esperienza visto che tante di noi hanno militato in campionati di livello come la B e questo fa il suo, in particolare nei momenti più complicati delle partite, quando ad esempio ci sono dei testa a testa". 

3) "Di Giallona cosa penso? Io la chiamo così perché quando giocavamo insieme a Palombara è nato questo gioco sul giallone che è il pallone che tutti i palleggiatori odiano, con la spirale gialla e blu. E' una ragazza buonissima, bravissima, un'ottima compagna di squadra. Io sono un po' più grande di lei, ma ci confrontiamo molto. Siamo due giocatrici opposte sia da un punto di vista tecnico che della personalità. Io sono molto più esuberante, sul campo come nella vita, e mi faccio sentire. Lei è molto più silenziosa. E' sempre pronta a chiedermi consigli, questo anche dato dal fatto che c'è una stima reciproca. La differenza caratteriale si nota anche in campo. Io sono un po' più caciarona  come si dice a Roma, perché mi piace essere leader, essere la regista della squadra. Ci compensiamo bene. Lei per l'età che ha può crescere veramente tanto e se ci mette la giusta caparbietà potrà fare veramente tanto"

4) "Non voglio essere banale parlando della Lo Bianco o della Malinov, ma in realtà dico mia mamma (Maria Carmela Diliberto, che ha giocato con la Pro Juventute), che ha giocato ad alti livelli in Serie A. Lei mi ha trasmesso la cosiddetta cazzimma siamo molto simili a livello caratteriale, testarde e tignose, quindi sicuramente il modello è lei da quando ho 3 anni, quando mi portò dentro un campo di pallavolo. Lei era un libero, il vecchio universale. Un ruolo che hanno proposto anche a me ma io ho sempre amato questo ruolo e non l'ho mai abbandonato". 

5) "Voglio migliorarmi sempre di più ed arrivare sempre più in alto, nonostante i pochi centimetri che ho (ride ndr) e magari vorrei avere quei 10 centimetri in più che mi avrebbero fatto fare qualcosa in più. Io voglio vincere sempre, come mi ha insegnato mia madre. Fuori dal campo rispecchio lo stesso stile di pensiero, però la mia determinazione l'ho portata negli studi in Giurisprudenza che sto terminando con la laurea a luglio e spero di diventare un avvocato affermato

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE