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pallavolo femminile

San Paolo Ostiense, C ma non solo... A tu per tu con Pisanti

Il direttore tecnico ed allenatore della prima squadra rossoblù descrive la realtà ai piedi della Basilica

07 Aprile 2021

San Paolo Ostiense

San Paolo Ostiense, la C è al secondo posto nel girone B2

Un gruppo di ragazze che cresce insieme, cementa la sua unione e poi si trova a giocare in Serie C. Classe 2000, più qualche innesto nuovo ed ecco la ricetta che dà forma e sostanza al San Paolo Ostiense, nella prima serie regionale un po' per caso, come ci spiega Aldo Pisanti, ma che si sta ritagliando il suo spazio ed ambisce all'obiettivo play off. Fin qui 6 partite giocate con 4 vittorie e due sconfitte (contro Ostia ed Anzio) hanno dato in dote alle ragazze rossoblù un bottino di 12 punti che valgono il secondo posto dietro Ostia, che ne ha 18 e finora sta dimostrando di avere un altro passo rispetto a tutte le altre concorrenti.

Come nasce il progetto San Paolo Ostiense? "La squadra è composta per lo più da ragazze con cui abbiamo fatto un lavoro tempo fa nell'Under 14 e che poi ha portato avanti un percorso interessante, vincendo anche 2-3 anni fa il campionato Under 18 Elite. Questo gruppo storico, fatto di ragazze del 2000, ha poi centrato il passaggio in C nella passata stagione poi interrotta. Allo zoccolo duro abbiamo aggiunto alcuni innesti che hanno completato la rosa con elementi di fisicità ed esperienza che servivano per poter fare un buon campionato". 

Che campionato è? Vi aspettavate di essere dove siete? "E' un anno molto particolare. Solitamente si gioca in un girone da 14 squadre, mentre quest'anno siamo stati suddivisi in sei mini gironi in cui ogni squadra ha le sue possibilità. Determinante è quindi diventato il modo in cui ci si può allenare, soprattutto avendo continuità negli allenamenti. A noi, ad esempio, sono venute a mancare due palestre scolastiche e quindi abbiamo dovuto far fronte all'emergenza ritagliando tempo e spazio nelle nostre aree insieme al settore giovanile. Abbiamo quindi ridotto l'orario degli allenamenti ed in alcuni casi ci si allena anche il sabato. Tornando al campionato posso dire che l'Ostia è una realtà a sé, che vanta giocatrici che hanno militato anche in categorie superiori, mentre con Anzio stiamo lottando per il secondo e terzo posto. L'obiettivo è quello di centrare i play off per poi poterci misurare con le formazioni più forti. Non abbiamo quindi un obiettivo predeterminato, per noi è il secondo anno di Serie C quindi quanto raccolto fin qui ci dà soddisfazione, anche perché le ragazze ha questo livello hanno poca esperienza". 

Nel prossimo match affronterete Santa Monica. La classifica parla chiaro, ma... "In realtà avremo due gare con loro: una venerdì per il recupero della terza giornata, e poi l'ottava domenica. In questo campionato non ci sono incontri facili, proprio perché la situazione dettata dalla pandemia può creare continue difficoltà. Noi ad esempio abbiamo delle ragazze che lavorano come infermiere, quindi si può immaginare a cosa andiamo incontro con i vari turni di lavoro. Avremo infatti delle assenze già nella gara di venerdì. Cercheremo di fare comunque del nostro meglio, giocare è già di per sé bello e quindi non ci lamentiamo". 

Non solo Serie C, il San Paolo ha un settore giovanile vivo "La Serie C è venuta fuori quasi per caso, con questo gruppo che è cresciuto insieme e quindi di anno in anno ha giocato nei vari campionati, non c'era di certo un piano prestabilito, ma sicuramente è il frutto del lavoro che abbiamo fatto. Io sono da 6 anni in questa società ed è il primo in cui mi trovo ad essere direttore tecnico. Il settore giovanile dalla pandemia è stato quello che ne ha risentito di più, visto che diverse famiglie hanno ritenuto precauzionalmente meglio non far venire i ragazzi. Parliamo di una cifra intorno al 10% degli iscritti che momentaneamente ha scelto di farsi da parte. Per fortuna poi i campionati Under sono ripartiti, ma le difficoltà tecniche non sono mancate. Penso a quelle squadre che si trovavano a giocare prima con una rete da 2.15 ed ora ne hanno una 2.24 e che avevano sfide con battute dal basso ed invece ora col salto flot, c'è quindi sicuramente qualcosa che può generare difficoltà, ma noi stiamo facendo il massimo, anche facendo partecipare i genitori a distanza con la diretta delle nostre partite in streaming. Il lavoro ad intermittenza non ha sicuramente agevolato la crescita ed anche il fatto di avere dei gruppi numericamente inferiori ha un po' inficiato il lavoro. Quindi ci siamo trovati nella situazione di dover riprogrammare il tutto all'interno dello stesso anno, per fortuna le idee non mancano: non è facile, ma è bello. Va detto però che tutta questa situazione sta incidendo sugli stimoli dei ragazzi, per fortuna non soltanto in maniera negativa. L'età adolescenziale è di per sé difficile e di fronte a tante difficoltà alcuni di loro vacillano". 

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