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B - Virtus Roma a tu per tu con Panici "La foto della stagione? Quella di ieri sera"

Con la vittoria sulla Fenice i ragazzi di Dassi hanno concluso la regular season. Play off in bilico, ma l'esperto giocatore capitolino non ci pensa su

15 Aprile 2021

Dario Panici

Dario Panici della Virtus Roma

Si è chiusa ieri sera, quasi notte, la regular season della Virtus Roma. In uno dei derby capitolini del girone G2 la Virtus ha recuperato il match della nona giornata contro la Fenice, vincendo al termine di un'autentica maratona al tie break e chiudendo così l'avventura con 13 punti, che al momento valgono il terzo posto. I ragionamenti sulla classifica però in questo momento, visto tutto quel che è successo al di fuori di palestre e campi, interessano poco a Dario Panici, una delle bandiere virtussine e che contro gli arancioneri ha sfoderato un'ottima prestazione. 

Avete vinto contro una delle formazioni più quotate. Che gara è stata? "La Fenice è una delle squadre più forti di questo campionato ed averli battuti ieri fa venire qualche rimpianto rispetto al match d'andata. Ma fa parte di questo strano campionato, in cui spesso ti alleni per poi non giocare o scendere in campo per solo una gara. Finire il campionato così è però una grossa soddisfazione, perché se avessimo giocato male non avremmo sicuramente vinto, visto il livello dell'avversario". 

E' stato il campionato che ti aspettavi? "Onestamente mi aspettavo davvero poco dallo sport in generale e quindi le aspettative sulla stagione erano proporzionate a tutto quello che stavamo e stiamo ancora vivendo. Se fosse stato un campionato normale adesso avremmo finito il girone d'andata. In testa non avevo quindi chissà quali obiettivi, se non quello della crescita del gruppo e di dimostrare di essere all'altezza del campionato, a prescindere dai risultati che sono comunque l'indicatore di quello che si fa in campo. Ma questa stagione va comunque valutata in tutto l'insieme". 

A 34 anni quali sono i tuoi piani, magari una carriera da allenatore? "E' una domanda da un milione di dollari. Io vivo la pallavolo con passione e negli anni questa si è modulata a secondo degli eventi e degli sviluppi della vita privata. Paradossalmente quest'anno ho avuto più tempo per allenarmi perché ho lavorato un po' meno. Quel che è certo è che finché potrò continuerò tenendo conto degli stimoli, non ho mai preso in considerazione l'idea di smettere. Per quel che riguarda la panchina, invece, ho provato a stare un po' a contatto con i giovani ma per ora l'amore per quel ruolo non è ancora scatto, magari in futuro le cose potrebbero cambiare". 

Sei uno dei giocatori più esperti e vedi tanti giovani in campo ogni settimana. Che idea ti sei fatto in questo senso del movimento? "C'è stato un po' di risveglio, dopo qualche anno in cui c'era stato poco ricambio. Lo vediamo ad esempio con società come la Fenice, che a Roma è una delle società che lavora meglio sui giovani ed anche ieri sera ne aveva tanti in campo Under 19. Ne giocano tanti, ma questi ragazzi hanno comunque bisogno di esempi per crescere, che li aiutino ad andare avanti. In questo la Virtus Roma sta lavorando molto bene sia nel settore giovanile che nel loro inserimento in prima squadra. I tecnici sono di assoluto livello e lo vediamo quando arrivano ad allenarsi con noi. Servono per dare continuità al progetto e sono il futuro della pallavolo. Chi avrà un bel settore giovanile andrà avanti, ma l'importante sarà guidarli. Per noi un po' più grandi può essere bello e stimolante". 

Qual è la foto della stagione della Virtus Roma? "E' proprio una foto, quella che abbiamo fatto tutti insieme ieri sera verso mezzanotte dopo la vittoria con la Fenice. Abbiamo vinto di squadra ed un successo del genere è frutto del gruppo che, nonostante le difficoltà, è rimasto sempre molto unito. Festeggiare tutti insieme mi ha dato molto in termini emozionali, stavamo celebrando la fine di un campionato ma allo stesso tempo l'inizio di qualcos'altro. E' un messaggio per dire che non abbiamo mollato". 

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